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venerdì 1 febbraio 2008

CASO SOGEA - ABBIAMO FINITO DI PAGARE ???


Oggi inserisco questa nota perché un giovane concittadino, che mi ha chiesto di rimanere anonimo, mi ha rivolto la seguente domanda: "Tante volte ho sentito parlare del Caso Sogea ad Oria, ma sinceramente non ho mai capito bene di cosa si tratti; potresti spiegarmi....."
Bene, ho fatto una ricerca fra le mie cose ed ho trovato questo:
SOGEA: da pagare e subito 750 mila Euro.
Nel pomeriggio di oggi il Consiglio Comunale dovrebbe riconoscere la legittimità del debito fuori bilancio. Fonte SENZACOLONNE del 13.12.06
ORIA - La Corte d'Appello di Lecce ha infine accettato solo in parte la richiesta avanzata dal Comune di Oria di sospendere la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo con cui, lo scorso marzo, lo stesso Comune è stato condannato in primo grado dal tribunale di Brindisi a versare alla ditta Sogea quasi 2 milioni di euro per un vecchio ma arcinoto contenzioso tra l'ente e la società che dal 1983 al 1995 ha gestito in città il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Il Comune dovrà insomma sborsare per ora solo, si fa per dire, 750mila euro. Ma dovrà farlo subito, se vorrà evitare di andare incontro all'ennesimo pignoramento. L'immediato pagamento di quel che rimane, circa un milione e 250mila euro, è invece stato sospeso dalla Corte di Appello di Lecce che ha così voluto andare incontro alle esigenze dell'ente, viste le difficili condizioni finanziarie in cui versa. Preso atto di questo parziale gesto di clemenza, sta ora al consiglio comunale, convocato per questo pomeriggio, riconoscere la legittimità dell'immenso debito fuori bilancio che questi 750mila euro vanno a costituire. Nella proposta di delibera che verrà sottoposta all'assise vengono anche elencati i capitoli dai quali verrà racimolata l'ingente somma di denaro: soprattutto riserve accantonate per l'evenienza nei primi anni Novanta. Insomma, se per la città di Oria l'anno finanziario 2006 si è aperto male a causa delle restrizioni imposte dalla violazione del patto di stabilità, è ora possibile asserire che si chiude anche peggio.
Tutto a causa del "lodo Sogea": sicuramente uno dei più importanti, longevi e complessi grattacapi con cui la città di Oria abbia mai avuto a che fare. Un po' di storia. Il contenzioso civile tra il Comune e la Sogea trae origine dal contratto di appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani stipulato tra i due soggetti nell'ormai lontanissimo 1983. Incarico che nel 1987, anno di scadenza del contratto, venne prorogato dall'ente alla società, agli stessi patti e condizioni, con due diverse delibere di giunta. Tale rapporto si protrasse per ulteriori nove anni, e precisamente fino al 1995, anno in cui la Sogea decise di recedere dal contratto. Che accadde nel frattempo? Molto semplicemente, nel corso degli anni si erano verificati, a carico della Sogea, aumenti per più di un decimo del canone di appalto. Ragion per cui la stessa società nel 1990 avviò un procedimento arbitrale per ottenere la revisione e l'adeguamento del canone mensile dovuto per l'espletamento del servizio. E così fu: il procedimento si concluse a favore della Sogea e nel 1992 il collegio arbitrale dichiarò il diritto della ditta a percepire dal Comune di Oria 700 milioni di lire, a cui aggiungere gli interessi, e ulteriori 35milioni per il canone mensile del 1987, 36milioni per il 1988, 37 milioni per il 1989 e 51 milioni per il 1990. Vicenda chiusa? Nemmeno a parlarne. Tale lodo infatti fu subito contestato dando inizio così a un nuovo capitolo della vicenda che si concluse nel 1998 con una sentenza che vide il Comune di Oria nuovamente soccombente. Preso atto di questa importante decisione, in quello stesso anno, la Sogea si è infine rivolta al giudice civile per reclamare le somme dovute, depositando presso il tribunale di Brindisi un ricorso per decreto ingiuntivo per un importo complessivo di quasi 4 miliardi di lire. Ed è proprio con questo ricorso che si è aperto l'ennesimo capitolo di questa incredibile vicenda, conclusosi esattamente un anno fa con la sentenza in primo grado emessa dal tribunale di, Brindisi, che ha condannato il Comune a versare una volta per tutte i 4 miliardi richiesti. A questo punto l'amministrazione ha deciso di tentare il tutto per tutto impugnando la sentenza in appello. Tale ricorso al secondo grado di giudizio però, non ha automaticamente annullato la sentenza di primo grado nel cui dispositivo si legge: "il tribunale civile di Brindisi rigetta l'opposizione confermando per l'effetto il decreto ingiuntivo opposto". Insomma: quello che si deciderà in appello, si vedrà, ma per ora il Comune paghi. L'ultima carta da giocare per evitare di dover sborsare sull'unghia 4 miliardi di lire, era chiedere la sospensione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo per motivi gravi, tra cui le difficili condizioni finanziarie in cui languono le casse comunali.
Tale richiesta è stata inviata alla corte d'appello poco dopo la sentenza. E la risposta è stata parzialmente favorevole per il Comune di Oria condannato a pagare solo 750 mila euro dei 2 milioni dovuti. Per ora.
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Nell’ottobre 2002 venne distribuita in Oria una lettera aperta ai cittadini, a firma di uno degli arrestati di allora: l’ex sindaco Nino De Pace. In detto documento si potevano leggere i nomi dei responsabili, a dire del De Pace tutti Consiglieri Comunali che fecero ricorso al CO.RE.CO. ed inviarono l’esposto alla Procura della Repubblica. Si trattava di: Cosimo Pescatore, Sergio Ardito, Roberto Palmisano, Lorenza Conte, Cosimo Iunco, Cosimo Della Porta, Antonio Benvenuto, Ennio Suma, Ermanno Vitto, Nicola D’Ippolito, Quinto Modeo, Euprepio Carbone, Salvatore D’Amuri, Albino Delli Santi.
Qui di seguito segue il volantino citato.

LODO ……. SOGEA

Concittadini carissimi,
come promessovi col manifesto pubblico eccovi i chiarimenti sul caso SOGEA che, a giusta ragione, sta preoccupando la cittadinanza oritana.
Dopo l'esito del processo penale nel quale il Tribunale di Brindisi ha mandato assolti il sottoscritto e la sua giunta dal reato di abuso di ufficio, si parla e si scrive sul "benedetto" LODO tra il COMUNE e la SOGEA (all'epoca appaltatrice del servizio rifiuti), per cui è doveroso informarvi su quanto si è effettivamente verificato. E lo faccio riportando le conclusioni finali della difesa svolta dal mio avvocato Franco Neglia dinnanzi al Tribunale, le quali sintetizzano con lucidità l'accaduto e quello che purtroppo accadrà:
« fatti addebitati al sindaco De Pace ed ai componenti la sua giunta, assessore Chieti, Di Bella, Fantini, non sussistono, dato che non esiste legge o regolamento che imponga ad una Amministrazione Comunale di impugnare il lodo. Trattasi di scelta discrezionale che, nel caso che ci occupa, il De Pace ebbe a prendere con l'avvedutezza del buon padre di famiglia nella sua funzione di Sindaco, che deve tener conto nelle sue decisioni solo degli interessi dei cittadini. Tale scelta non fu inopportuna e tanto meno favorente la SOGEA, ma ragionata e vagliata, dopo che il DE PACE - appreso l'esito del lodo da una diffida di pagamento della SOGEA, ma della cui esistenza procedimentale nulla sapeva - non fu soddisfatto dalle delucidazioni dell'Avv. Salvatore Sanzo che aveva difeso il Comune, il quale non dava certezza in ordine all'esito di una eventuale impugnativa, la cui proposizione comportava però l'anticipo di gravose spese. Ma non solo ! Egli non accettò il lodo nei suoi effetti (che erano e sono vincolanti), ma con tenacia riuscì a transarre lo stesso convincendo la SOGEA, in rapporto a quanto stabilito dal LODO, di accontentarsi della somma capitale di £. 700.000.000 stabilita per il passato; di rinunciare agli interessi maturati fino allora di £. 167.677.899; di far slittare l'importo del canone revisionato di £. 51.534.806, tenendolo fermo, dall'anno 1990 all'anno 1991. E nel contempo risparmiando la somma di £. 200.000.000 per le spese necessarie da anticipare per l'impugnativa del lodo dall'esito incerto! Ed il De Pace fece bene a non proporre l'impugnativa, dato che la stessa era (per le disposizioni di legge relative al lodo e vigenti all'epoca) inammissibile in ordine alle somme stabilite dal lodo arbitrale, tanto è vero che quella proposta successivamente dal Sindaco Ardito Sergio (con l'avv. Salvatore Sanzo e proseguita dall'avv. Roberto Palmisano) è stata rigettata da questo Tribunale Civile con ulteriore aggravio di spese e competenze del giudizio a carico del Comune. Purtroppo oggi sulla collettività oritana pende le scure di una causa civile di condanna basata sul lodo e le cui somme sono lievitate (si dice) oltre i 5 miliardi di lire».
PERCHE' TUTTO QUESTO !
Ecco il perché, cari cittadini. Il teste di accusa Q. P. ha riferito al Tribunale che un gruppo di consiglieri comunali animati da PATISSO LEONZIO, sono riusciti a fare annullare dal CO.RE.CO. la detta delibera che regolava gli effetti del lodo. Costoro, motivati da un concetto personale ed egoistico della politica, pur di far cadere la mia giunta, hanno danneggiato tutti i cittadini (le somme spettanti alla SOGEA dovremo pagarle tutti noi) e, impregnati della cultura dell'odio che li contraddistingue (anzi li acceca a tal punto che alcuni di loro sono risultati pure imputati per altro), hanno tentato di buttare fango alla mia persona e a quella dei miei assessori. I cittadini di Oria non meritavano questo danno, né io (anche se sono stato assolto) meritavo di essere denunciato da costoro perché mi ritengo una persona ONESTA e sull'onestà li sfido.
ECCO I NOMI DEI CONSIGLIERI COMUNALI
di cui ha riferito il teste di accusa e che fecero ricorso al CO.RE.CO. ed inviarono l'esposto alla Procura della Repubblica:
• Ing. COSIMO PESCATORE (APPARTENENTE ALL'EPOCA ADDIRITTURA AL MIO PARTITO PSI ED ELETTO, GUARDA CASO, SINDACO DOPO DI ME);
• dr. SERGIO ARDITO (sindaco uscente ed in carica per otto anni, il
QUALE DAVA INCARICO, IN NOME DEL COMUNE, DI PROPORRE L'IMPUGNATIVA DEL LODO RIGETTATA DAL TRIBUNALE CIVILE DI BRINDISI, DI COSTITUIRSI ADDIRITTURA PARTE CIVILE NEI MIEI CONFRONTI NEL PROCESSO PENALE E DI OPPORSI ALLA CAUSA CIVILE DI CONDANNA PROMOSSA DALLA SOGEA, LA CUI DURATA COMPORTERÀ UNA FORTE LIEVITAZIONE DI INTERESSI E SPESE. IL TUTTO A DANNO DEI CITTADINI!!);
• avv. ROBERTO PALMISANO (INCARICATO QUALE DIFENSORE DEL COMUNE dal Sindaco Ardito per i detti affari giudiziari e pagato con i soldi dei CITTADINI, PUR AVENDO SOTTOSCRITTO IL RICORSO-ESPOSTO?!);
• LORENZA CONTE, COSIMO IUNCO, COSIMO DELLA PORTA, PROF. ANTONIO BENVENUTO, PROF. ENNIO SUMA, DOTT. ERMANNO VITTO, NICOLA D'IPPOLITO, QUINTO MODEO, EUPREPIO CARBONE, SALVATORE D'AMURI, INS. ALBINO DELLI SANTI.
Nel ringraziarvi dell'attenzione prestatami con la lettura della presente lettera-volantino, COME SEMPRE, MI RITENGO A VOSTRA DISPOSIZIONE PER ULTERIORI DELUCIDAZIONI SUL CASO.
Oria, ottobre 2002
IL VOSTRO EX SINDACO Ferdinando De Pace
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Rimane la domanda iniziale: LA QUESTIONE E' CHIUSA ??? ABBIAMO FINITO DI PAGARE ???
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A margine è opportuno dire che il De Pace sicuramente oggi cammina a testa alta e non solo la Magistratura gli ha dato ragione, ma anche uno dei suoi accusatori di allora, il Dr.Ermanno Vitto, il quale oggi ha fatto pubblica ammenda, mettendo riparo a quella che fu la conseguenza per una sua firma di allora, cooptando, in qualità di Coordinatore cittadino di F.I., giorni addietro il signor Nino De Pace, inserendolo nel Direttivo di F.I., dandogli incarico di ECONOMO TESORIERE. Nella nomina giustificava la scelta ritenendo il De Pace persona di sua fiducia.
E come recita un vecchio proverbio: "Quale miglior medico del tempo per medicare le ferite?"
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P.S.: Caso «Sogea» se ne parla dopo 14 anni
RIFIUTI. Vecchia inchiesta
Si torna a parlare, ad Oria, del «caso Sogea» che -negli anni Novanta - portò all’arresto di alcuni ex amministratori, poi assolti a conclusione del processo. Sulla vicenda è stato scritto anche nel libro «Quando la cronaca diventa StOria» (Italgrafica edizioni, dicembre 2006) con il titolo «Affare Sogea, arresti ingiusti, ma l’assoluzione arriva solo dopo 10 anni». A tale proposito, l’autore precisa che l’ex sindaco, Ferdinando De Pace, non è mai stato in carcere come risulta da “errata corrige” già inserita nel libro stesso e che, comunque, viene tenuta a disposizione di coloro che non dovessero averla rinvenuta.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno dell'11.7.08

lunedì 4 febbraio 2008

LETTERA dr. Sergio ARDITO ex Sindaco di Oria


A SEGUITO DELLA MIA NOTA SUL CASO SOGEA HO RICEVUTO UNA E-MAIL DAL DR. SERGIO ARDITO, SINDACO DI ORIA DAL 1993 AL 2001.

Sarebbe opportuno che il signor Arpa si preoccupasse anche di ricercare le ragioni per cui l’affare Sogea è nato. Basterebbe pubblicare le risultanze del perito del tribunale nel processo penale. Chissà se si riesce a far capire come sono andate veramente le cose. La documentazione riguardante la Sogea è agli atti del comune di Oria, non essendo stato mai mio costume farmi un archivio personale. Non intendo nemmeno rinfocolare polemiche che toccherebbero ancora una volta i sentimenti delle persone. Purtroppo, la vicenda Sogea ha avuto diversi lati oscuri e nessuna amministrazione poteva aderire a cuor leggero al Lodo, dopo i provvedimenti della magistratura.Voglio solo ricordare a me stesso che la sentenza assolveva alcuni perchè "il fatto non costituiva più reato" e quindi all’epoca dei fatti probabilmente lo era e che alcuni reati sono stati prescritti ed è stata accettata la prescrizione. Non vedo pertanto quali colpe possano essere addebitate alla mia persona o a coloro che firmarono l’esposto. Ricordo infine che le somme pagate recentemente erano state accantonate dal sottoscritto, che sicuramente di errori ne ha potuti fare molti, ma sempre in buona fede e sempre nell’interesse della nostra amata Oria. Autorizzo la pubblicazione di queste mie note che non sono di "Arpa", ma provengono dal cuore e dalla volontà di ristabilire la verità dei fatti, che nel caso Sogea non è stata sicuramente ancora scritta.
Saluti.

Oria, 3 febbraio 2008

Sergio Ardito

Certamente non andrò al Comune a chiedere carte da poter pubblicare su questo mio blog. Aspetto eventuali altre notizie di stampa e..... sinceramente spero che anche altri cittadini mi inviino loro scritti. Chissà..... qualche altro...... di quelli citati dall'ex sindaco Ferdinando De Pace. Forse riusciremo a mettere insieme un pò di cosette per fare una ricostruzione della vicenda in modo extragiudiziale e consegnare un dossier alla storia, ai nostri posteri, che intitoleremo appunto ORIA ED IL CASO SOGEA.

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P.S.: Caso «Sogea» se ne parla dopo 14 anni
RIFIUTI. Vecchia inchiesta
Si torna a parlare, ad Oria, del «caso Sogea» che -negli anni Novanta - portò all’arresto di alcuni ex amministratori, poi assolti a conclusione del processo. Sulla vicenda è stato scritto anche nel libro «Quando la cronaca diventa StOria» (Italgrafica edizioni, dicembre 2006) con il titolo «Affare Sogea, arresti ingiusti, ma l’assoluzione arriva solo dopo 10 anni». A tale proposito, l’autore precisa che l’ex sindaco, Ferdinando De Pace, non è mai stato in carcere come risulta da “errata corrige” già inserita nel libro stesso e che, comunque, viene tenuta a disposizione di coloro che non dovessero averla rinvenuta.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno dell'11.7.08

martedì 25 marzo 2008

CASO SOGEA - Altri particolari.........


Un amico mi ha segnalato una fonte: Il libro del giornalista oritano Vincenzo Sparviero “Quando la cronaca diventa stORIA, 1994-2006”, per aggiungere altri particolari e nomi al "dossier caso SOGEA" che stiamo ricostruendo in questo blog.
15 novembre 1994 - "AFFAIRE SOGEA", ARRE­STI "INGIUSTI" MA L'ASSOLUZIONE ARRIVA SOLO DOPO 10 ANNI: Quattro ex ammini­stratori vengono arrestati dai carabinieri a termine di un'inchiesta denominata "Ope­razione Vino Nuovo" che, a distanza di anni, si rivelerà un autentico bluff dal momento che le accuse cadranno tutte durante il processo, al termine del quale (il 12 luglio 2002) tutti saranno assolti. Tra gli arrestati gli ex sindaci Franchino Di Bella e Ferdinando De Pace e gli ex assessori Ciccio Conte e Barsanofio Chiedi. In carcere finiscono an­che i fratelli Montinaro, titolari della "Sogea". Sotto inchiesta altri amministratori: Quinto Modeo, Antonio lunco, Pippi Carbo­ne, Franco Tancredi, Mario Matarrelli, Albi­no Delli Santi, Augusto Mola, Emilio Pinto e Floro Fantini. Anche per loro, ovviamente, ci sarà la piena assoluzione. La vicenda ruota intorno al lodo arbitrale tra il Comune di Oria e la ditta che si occupa della raccolta rifiuti. L'Amministrazione, all'epoca, avreb­be potuto chiudere il contenzioso con la ditta dei rifiuti con una spesa di circa sette­cento milioni di lire ma secondo le accuse gli amministratori avrebbero commesso un abuso. Successivamente il Comune di Oria rischierà di pagare oltre cinque miliardi più le spese legali. Arresti e denunce illegittimi, dunque, "maturati secondo gli interessa­ti - nel clima di caccia alle streghe tipico del periodo di mani Pulite". Alcuni ex amministratori decideranno di abbandonare la politica attiva o torneranno nei partiti solo dopo l'assoluzione. Tra i legali impegnati Pasquale Annicchiarico. Cosimo Iacovazzi e Franco Neglia. L'avvocato Roberto Palmisano assisteva il Comune, parte civile.
Ricordo a me stesso che il contenzioso con la SOGEA non si è ancora concluso...... chissà quanto dovrà pagare complessivamente il Comune di Oria ...............
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P.S.:
Caso «Sogea» se ne parla dopo 14 anni
RIFIUTI. Vecchia inchiesta
Si torna a parlare, ad Oria, del «caso Sogea» che -negli anni Novanta - portò all’arresto di alcuni ex amministratori, poi assolti a conclusione del processo. Sulla vicenda è stato scritto anche nel libro «Quando la cronaca diventa StOria» (Italgrafica edizioni, dicembre 2006) con il titolo «Affare Sogea, arresti ingiusti, ma l’assoluzione arriva solo dopo 10 anni». A tale proposito, l’autore precisa che l’ex sindaco, Ferdinando De Pace, non è mai stato in carcere come risulta da “errata corrige” già inserita nel libro stesso e che, comunque, viene tenuta a disposizione di coloro che non dovessero averla rinvenuta.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno dell'11.7.08

martedì 19 maggio 2009

Oria. Vinta la causa contro la Sogea, risparmiati circa 3 milioni di euro.

Finalmente una bella notizia!!! Speriamo sia definitiva.

(Cliccare QUI per articoli correlati in questo blog)

La Corte d'Appello di Lecce da ragione al Comune. Vinta la causa contro la Sogea, risparmiati circa 3 milioni di euro.

Il 4 maggio scorso la Corte di Appello di Lecce, I Sez. Civile, ha accolto il ricorso proposto dal Comune di Oria avverso la sentenza con la quale il Tribunale di Brindisi aveva condannato l'Ente a corrispondere a Sogea-Monteco la somma di 3.567.652.881 di vecchie lire che, considerando gli interessi, avrebbe raggiunto oggi un importo di circa 3 milioni di euro.

La Corte di Appello, con la sentenza n. 242/09, ha stabilito che a Sogea-Monteco deve essere riconosciuta solo la somma di € 361.519,83 (pari a 700.000.000 di vecchie lire) oltre interessi a decorrere dal 30.05.1990. Detta somma, che ha origine da un lodo arbitrale che aveva definito le questioni economiche concernenti la revisione in aumento del canone di appalto per l'espletamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani del Comune di Oria relativamente al periodo 1987-1990, è già stata corrisposta a Sogea-Monteco, ragione per cui il sacrificio per le casse comunali è alle spalle.

Le restanti ed ingenti somme che il Comune ora non è più tenuto a versare, si riferivano invece all'adeguamento del canone di appalto per gli anni 1991-1995. La Corte di Appello, nella richiamata sentenza, ha statuito che per detti anni nessuna differenza è dovuta dal Comune di Oria in favore di Sogea-Monteco condividendo le ragioni poste dal Comune di Oria nell'opposizIone al decreto ingiuntivo prima e nell'atto di appello poi.

Il Sindaco Cosimo Ferretti e l'Amministrazione tutta esprimono dunque grande soddisfazione, direttamente commisurata alla entità economica della vicenda, per l'esito del giudizio di appello che scongiura il verificarsi di un grave pregiudizio per la collettività oritana.

L'Amministrazione Comunale ha continuato a credere nelle proprie ragioni, nonostante si avvertisse uno spesso alone di sfiducia e scetticismo, che fatalmente accompagna le decisioni difficili.

È inoltre doveroso esprimere un pubblico ringraziamento agli avvocati Roberto Palmisano e Giovanni Pesce che hanno assistito il Comune di Oria (Br), il primo in entrambi i gradi di giudizio mentre il secondo nel giudizio di Appello, per l'impegno profuso ed il risultato ottenuto.

Per concludere s'impone tuttavia un'ultima sottolineatura: gli ulteriori sviluppi della vicenda non dipenderanno oramai da decisioni del Comune di Oria, tuttavia l'esito del giudizio dì appello stabilisce in maniera, questa sì definitiva, che le ragioni portate nel lungo contenzioso con la Sogea non erano peregrine né semplicemente dilatorie; anzi, averle strenuamente sostenute ha in concreto rappresentato una inequivocabile ed apprezzabile volontà di tutela dell'interesse pubblico. (Fonte: Brindisisera.it)

domenica 13 luglio 2008

CASO SOGEA: RETTIFICA DEL DR.SPARVIERO
Caso «Sogea» se ne parla dopo 14 anni RIFIUTI. Vecchia inchiesta
Si torna a parlare, ad Oria, del «caso Sogea» che -negli anni Novanta - portò all’arresto di alcuni ex amministratori, poi assolti a conclusione del processo. Sulla vicenda è stato scritto anche nel libro «Quando la cronaca diventa StOria» (Italgrafica edizioni, dicembre 2006) con il titolo «Affare Sogea, arresti ingiusti, ma l’assoluzione arriva solo dopo 10 anni». A tale proposito, l’autore precisa che l’ex sindaco, Ferdinando De Pace, non è mai stato in carcere come risulta da “errata corrige” già inserita nel libro stesso e che, comunque, viene tenuta a disposizione di coloro che non dovessero averla rinvenuta.
-Articolo tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno dell'11.07.2008. Articolo correlati in questo blog: 1, 2 e 3

domenica 21 maggio 2023

ORIA - CICCIO CONTE, POLITICO DELLA PRIMA, SECONDA E TERZA REPUBBLICA. Seconda parte

Articolo precedente: QUI 

Le seguenti notizie sono tratte dai libri di Vincenzo Sparviero -"ORIA, 1984-1993, dieci anni di cronaca all'ombra del castello";

-  "1994-1996, quando la cronaca diventa stORIA"

20 MAGGIO 1985 - ASSESSORI DIMISSIONARI

Il democristiano Ciccio Conte (assessore alle Finanze) si dimette motivando la sua decisione con l'incompatibilità sul piano politico, con il sindaco Di Bella.

30 MAGGIO 1986 - SI DIMETTONO SINDACO E GIUNTA

Il capogruppo DC Franco Carone dichiara ufficialmente aperta l'ennesima crisi amministrativa. Nella seduta consiliare infatti il sindaco Franco Di Bella e gli assessori Ciccio Conte, Quinto Modeo e Antonio Iunco -tutti democristiani- annunciano la loro rinuncia all'incarico. Le dimissioni saranno poi ritirate, ma la crisi è comunque inevitabile.


02 SETTEMBRE 1986 - ELETTA LA NUOVA GIUNTA

Viene eletta una giunta minoritaria DC-PSDI che con l'appoggio esterno del MSI potrà reggere le sorti del Comune. Il nuovo sindaco è Matteo Carone del PSDI. I DC Ciccio Conte e Quinto Modeo vengono riconfermati assessori effettivi ai quali si aggiungono Barsanofio Chiedi della DC e Albino Delli Santi del PSDI. Ciccio Conte avrà la delega alla Polizia Urbana ed al Commercio.


07 OTTOBRE 1986 - MINACCIA ASSESSORE CON LA PISTOLA

Il neo assessore Ciccio Conte viene minacciato con una pistola da Salvatore Lamarmora. Il "fattaccio" avviene nella centralissima Piazza Manfredi, davanti agli occhi di numerosi cittadini. Conte cerca rifugio nel Bar Kenia quando si rende conto delle intenzioni di Lamarmora, che viene comunque bloccato dai vigili urbani Conte, Pellico e Avvenire. Lamarmora pensa di avere un conto in sospeso con l'assessore: il figlio Mario (invalido) aveva partecipato alle selezioni per l'assunzione al Comune nell'ambito delle categorie protette. Presidente della commissione giudicatrice era proprio Ciccio Conte, che -a giudizio di Lamarmora- non avrebbe "favorito" il figlio.


29 NOVEMBRE 1986 - INDAGINI SU UN CONCORSO

Su disposizione del sostituto procuratore Farina, il maresciallo dei CC Marrazzo interroga tre persone indagate per un concorso al termine del quale il presidente della commissione giudicatrice, Francescantonio Conte, era stato aggredito da Salvatore Lamarmora (padre di uno dei partecipanti), il quale minacciò Conte con una pistola nella centralissima Piazza Manfredi.


09 DICEMBRE 1987 - MATTEO CARONE LASCIA L'INCARICO DI SINDACO PER RICOPRIRE LA CARICA DI ASSESSORE PROVINCIALE

Si dimette anche la Giunta e quindi anche l'assessore Ciccio Conte


19 GENNAIO 1988 - VITTO E' IL NUOVO SINDACO

Ermanno Vitto (eletto nella lista del PSDI ma ormai indipendente) è il nuovo sindaco di Oria. Vitto è alla guida di una Giunta minoritaria formata da un monocolore democristiano con l'appoggio dei missini. Undici voti DC (anche quelli dei consiglieri Di Bella e Iunco, ormai rientrati nei ranghi) 4 del MSI ed il voto dello stesso sindaco consentono la nascita di questa anomala coalizione. "Era l'unica possibilità per evitare il commissariamento" dichiara Mario Sartorio, Segretario sezionale della DC. Del nuovo esecutivo faranno parte Quinto Modeo (vicesindaco) Augusto Mola, Barsanofio Chiedi, Ciccio Conte, Emilio Pinto e Ada Micelli (prima donna nella storia del paese a far parte di una giunta). Ciccio Conte ha la delega al Commercio-


NELLA PRIMAVERA 1988 NASCE LA LISTA CIVICA "MOVIMENTO CATTOLICI DEMOCRATICI

Alle elezioni comunali del 29 maggio sono presenti sei liste: PCI, PSI, MSI, PSDI, DC E MCD.

I CONSIGLIERI ELETTI, in ordine alfabetico:

Ardito Sergio (PCI);

Begher Rodolfo (DC);

Carbone Euprepio (PCI);

Carbone Giuseppe (PSDI);

Carone Francesco (DC);

Carone Matteo (PSDI);

Carucci Euprepio (PSI);

Chiedi Barsanofio (DC);

Conte Francescantonio (DC);

Conte Lorenza (PCI);

D'Amico Giuseppe (MCD);

D'Amuri Salvatore (PSDI);

De Pace Ferdinando (PSI);

Della Porta Cosimo (PCI);

Di Bella Franchino (DC);

D'Ippolito Nicola (PCI);

Fantini Floro (PSI);

Ferretti Cosimo (DC);

Iacovazzi Cosimo (DC);

Iunco Cosimo (PCI);

Mazza Cosimo (MCD);

Modeo Quinto (DC);

Moretto Cosimo (MSI);

Palmisano Roberto (PCI);

Pescatore Cosimo (PSI);

Pinto Emilio (DC);

Pomarico Giovanni (MSI);

Sartorio Pasquale (DC);

Suma Ennio (MCD);

Vitto Ermanno (MCD).


12 GIUGNO 1989 - APPROVATO IL BILANCIO

Il bilancio "passa" grazie ai voti del PCI, del MCD e di 6 consiglieri DC. I missini votano contro ed il sindaco (Mimino Pescatore) si astiene. La soluzione della crisi, però, appare ancora lontana. Intanto, all'interno del gruppo scudocrociato si registra una scissione tra quelli che hanno votato per il bilancio (Ciccio Conte, Toruccio Modeo, Emilio Pinto, Rodolfo Begher, Barsanofio Chiedi e Mimino Ferretti) ed il resto dei consiglieri.


3 NOVEMBRE 1989 - NUOVA GIUNTA

Il Consiglio Comunale, dopo le dimissioni del sindaco Pescatore (14 settembre) elegge sindaco Cosimo Mazza. Assessori: i comunisti Roberto Palmisano e Nicola D'Ippolito; i democristiani Rodolfo Begher, Emilio Pinto, Quinto Modeo e Ciccio Conte (delega Agricoltura Industria).


13 LUGLIO 1991 - CONFERENZA STAMPA SUL TORNEO DEI RIONI

Nei locali dell'Ente Provinciale per il turismo di Brindisi si svolge una conferenza stampa per presentare la 25^ edizione del Torneo. Per l'amministrazione comunale partecipa Ciccio Conte.


16 OTTOBRE 1991 - MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO IL SINDACO MAZZA

"Cade" la Giunta guidata dal cattolico democratico Cosimo Mazza e retta da PSI, PSDI e PDS. La DC raggiunge un accordo con MSI e PSI e indica il nuovo primo cittadino e la giunta. Nella mozione di sfiducia viene indicato il socialista Nino De Pace quale sindaco. Assessori saranno: Salvatore D'Amuri (PSDI, delega al Commercio), Floro Fantini (PSI, delega Lavori Pubblici), Mimino Moretto (MSI, delega Urbanistica) e i democristiani Barsanofio Chiedi (Pubblica Istruzione e Turismo), Franchino Di Bella (Bilancio), Ciccio Conte (Agricoltura) e Mimino Ferretti (servizi Sociali). Mazza si dimetterà da sindaco il 19 ottobre, sfiduciato da 17 consiglieri (tra i quali due assessori) su 30.


NOVEMBRE 1992 - DIMISSIONI: IL MISTERO DELLE FIRME - CONSIGLIERI SURROGATI.

Quindici consiglieri presentano un documento dimettendosi dalla carica. Quando lo scioglimento dell'assise sembra ormai cosa fatta, due consiglieri - il DC Emilio Pinto e il missino Giovanni Pomarico- spiegano che la loro firma in calce a quel documento di dimissioni prevedeva un'altra data e invece qualcuno l'aveva presentato cambiando le carte in tavola. Viene in pratica denunciato un "vizio di volontà": Esplode la polemica e scattano anche le denunce penali. Conseguentemente vengono fatti fuori (surrogati) i seguenti 13 consiglieri comunali che avevano tentato di far sciogliere il consiglio comunale: Lillino Sartorio, Mimino Ferretti, Cosimo Iacovazzi, Ciccio Conte, Franco Carone, Franchino Di Bella, Barsanofio Chiedi, Rodolfo Begher, Euprepio Carucci, Floro Fantini, Nino De Pace, Peppino D'Amico, Mimino Moretto. I predetti facevano ricorso al TAR per essere reintegrati. Il TAR accoglieva il ricorso e il Comune faceva ricorso al Consiglio di Stato, il quale confermava la sentenza del TAR. I surrogati rientravano in Consiglio il 16 febbraio 1993.


15 NOVEMBRE 1994 - "AFFAIRE SOGEA", ARRESTI "INGIUSTI" MA L'ASSOLUZIONE ARRIVA SOLO DOPO DIECI ANNI:

Tre ex amministratori vengono arrestati dai Carabinieri al termine  di un'inchiesta denominata "Operazione Vino Nuovo" che, a distanza di anni, si rivelerà un autentico bluff dal momento che le accuse cadranno tutte durante il processo al termine del quale (il 12 luglio 2002) tutti saranno assolti. Tra gli arrestati l'ex sindaco Franchino Di Bella e gli ex assessori Ciccio Conte e Barsanofio Chiedi. In carcere finiscono anche i fratelli Montinaro titolari della "Sogea". Sotto inchiesta anche altri amministratori: Toruccio Modeo, Tonino Iunco, Pippi Carbone, Franco Tancredi, Mario Matarrelli, Albino Delli Santi, Augusto Mola, Emilio Pinto e Floro Fantini. Anche per loro, ovviamente, ci sarà la piena assoluzione.

 (Nel 2008 Sergio Ardito mi faceva pervenire una mail con la quale informava, fra le altre cose, che  alcuni erano stati assolti perché "il fatto non costituiva più reato" e quindi all’epoca dei fatti probabilmente lo era e che alcuni reati erano stati prescritti ed era stata accettata la prescrizione. Sconosco l'esatta formula di assoluzione di Ciccio Conte, che all'epoca dei fatti oltre ad essere assessore lavorava alle dipendenze della società Monticava del gruppo dei fratelli Montinaro, titolari della Sogea, che gestiva il servizio di raccolta rifiuti per conto del Comune di Oria.)

CONTINUA SU PROSSIMO POST............

martedì 30 marzo 2010

Ultim'ora: Raffaele Fitto si è dimesso da ministro.

Spero proprio che le dimissioni (leggere QUI, QUI e QUI) siano irrevocabili e che abbandoni posti di responsabilità nel PDL. Il responsabile di tutto questo "pasticcio pugliese" è solo ed unicamente lui. Pensava di fare il furbo con questa lista "La Puglia prima di tutto" .... pensava di raggirare gli elettori e gli altri partiti a suo vantaggio (politico ... ovviamente). Già è stato un errore averlo fatto nel 2005..... lo è stato ancor di più oggi. Se non ricordo male nel 2005 Berlusconi aveva tentato di distorglierlo da questo suo progetto.
Analizziamo ciò che è successo qui da noi. Vi invito a leggere QUI un mio precedente articolo.
Io mi chiedo: se Fitto, Vitali e Saccomanno, sono tre pezzi da novanta del PDL perchè
nei mesi scorsi non si son messi d'accordo circa il quadro delle candidature in questa provincia? Perché creare queste candidature fratricide in una lista satellite, La Puglia prima di tutto, con due candidati come Taurisano e Carbone, che pescavano entrambi in Oria ed entrambi nel settore della Sanità? Si Sanità intesa come personale medico e paramedico, nonché come cittadini utenti di quel settore delicatissimo.
Altra grave responsabilità di Fitto (e di altri del PDL) è non aver lavorato abbastanza bene per evitare che la Poli Bortone corresse da sola nella corsa alla presidenza della regione.
Io ed altri sappiamo che responsabile della disfatta di Forza Italia in Oria e conseguente allontanamento dalla politica, da parte di cittadini che potevano dare un serio contributo, è stato Raffaele Fitto tramite il suo referente di zona On.le Luigi Vitali. Ricordate il congresso di F.I. dell'autunno 2007? Una farsa! Una pagliacciata! Fu vietato all'assemblea di votare in quanto si voleva un coordinatore eletto per acclamazione! Per sbloccare la situazione di irrigidimento che si era venuta a creare fra le due correnti interne il Vitali, d'accordo con il brindisino Rollo, propose una soluzione ridicola che ben presto diede i suoi frutti ultraridicoli! Ermanno Vitto fu imposto come coordinatore in un direttivo in cui non aveva la maggioranza. Infatti era supportato da 2 consiglieri su 6. Ma il tragicomico continuò. Il Vitto (sicuramente con il nulla osta del Rollo e del Vitali, nonché con la benedizione del Fitto) nominò di prepotenza un altro componente il direttivo al fine bilanciare le correnti. Nominò il signor Ferdinando, detto Nino, De Pace, ex sindaco, implicato (e scagionato) nell'affaire Sogea, a seguito di una denuncia inviata anni addietro alla Procura della Repubblica da alcuni consiglieri comunali (Vitto compreso, leggere QUI). Sapete il risultato? Da allora non si tennero più assemblee in modo democratico. Il partito fu gestito da un gruppo di persone che non definisco con qualche aggettivo solo perché siamo in settimana santa. Secondo voi era normale avere un assessore di F.I. che corrispondeva al nome di Monia Tancredi e nel contempo avere nel direttivo un'altra persona che corrispondeva al nome di Franco Tancredi, padre della predetta ??? In quelle pochissime occasioni che il direttivo ebbe a riunirsi proprio il Tancredi terrorizzava i presenti con frasi del tipo: "Di questo non possiamo parlare.... volete rischiare di essere arrestati?" Evidentemente si voleva evitare che altre orecchie al di fuori di quelle "nelle grazie" del potere (sindaco compreso) venissero a conoscenza di certe cosette... di certe scelte.

venerdì 6 marzo 2009

Ricevo e pubblico dal Cons. Com.le Tommaso Carone una NOTA CRITICA a proposito della raccolta differenziata

GRUPPO CONSILIARE PARTITO DEMOCRATICO DI ORIA
Oria, 04 marzo 2009
SERVIZIO DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI
Sicuramente la raccolta differenziata potrà costituire un passo avanti per la Città, sia per ciò che concerne la qualità del servizio sia per ciò che concerne la qualità dell’ambiente. Deve però svolgersi in un clima di informazione, di partecipazione e di condivisione, pena il suo fallimento e il ritornare indietro a forme di raccolta e di gestione degli RSU di minor qualità e a maggiore impatto ambientale.


L’inizio non è da considerarsi positivo. Il Sindaco non ha organizzato una adeguata campagna di informazione e sensibilizzazione e la ditta aggiudicataria non si è distinta in tal senso pur essendovi obbligata contrattualmente con uno stanziamento annuo dell’1% dell’importo del servizio. Prima dell’inizio del servizio il consiglio comunale era all’oscuro di tutto e la cittadinanza non era stata adeguatamente informata: si sarebbe dovuto fare di più e si deve assolutamente fare di più. Si devono coinvolgere i cittadini e le associazioni, soprattutto quelle ambientaliste e senza discriminazioni per la diffusione del valore della raccolta differenziata. Sarà svolta un’attenta opera di vigilanza sullo svolgimento del servizio in ragione:......dei precedenti in materia nella nostra città (si ricordi il caso SOGEA e la scarsa qualità del servizio DASTA); dei pessimi dati di raccolta differenziata negli anni precendenti e soprattutto negli anni 2006-2007-2008 pari a pochissimi punti percentuali, basti dire che nel periodo marzo 2007 febbraio 2008 è stata del 1.26%!!!!! anzi qui dovremo procedere ad un accertamento del perché la DASTA si è mantenuta a così bassi livelli di differenziata nonostante gli obblighi contrattuali con il Comune di Oria e nonostante il disposto normativo in materia; ma vi è di più: dovremo accertare perché il Comune di Oria non si è attivato per aumentare la differenziata, perché ha lasciato che fosse conferito in discarica il 98.74% degli RSU raccolti con conseguenti maggiori costi di smaltimento; ma non solo: il volume dei rifiuti conferiti in discarica per il periodo marzo 2007 – febbraio2008 è stato il parametro per calcolare il costo del servizio che oggi noi paghiamo; e pertanto se avessimo fatto più differenziata avremmo conferito meno in discarica e quindi avremmo cominciato a pagare meno per il nuovo servizio (vedi art. 6 contratto), con ovvi riflessi sull’erario dei quali non potrà non informarsi la Corte dei Conti; vigileremo perché durante lo svolgimento dell’appalto non aumentino i costi per il personale (assunto in unità di numero maggiore rispetto a quanto previsto nell’offerta tecnica) e che in ogni caso il servizio si svolga secondo modalità che non comportino maggiori costi per il Comune; vigileremo e verificheremo sulle misure che il Comune si propone di adottare per coprire il notevole aumento del costo del servizio: negli anni 2006-2007-2008 il Comune ha pagato una media di 1.100.000,00 euro annui, compreso il costo del conferimento in discarica, oggi pagherà 1.349.622,00 euro per il 2009 cui dovranno aggiungersi: il costo per il conferimento in discarica della frazione indifferenziata (che speriamo sia minore); il costo di euro 9.7/tonnellata della raccolta differenziata da conferire al centro pubblico di Francavilla; il costo di euro 7.07/tonnellata della raccolta degli ingombranti da conferire alal piazzola di stoccaggio dei beni durevoli; il costo che va da euro 35 a euro 70 per il conferimento della frazione umida negli impianti di compostaggio, il più vicino dei quali dovrebbe essere quello di Modugno (BA) con i maggiori oneri rirnvenienti dal maggior costo di trasporto a carico del Comune; vigileremo e verificheremo come il Comune si propone di rimediare alla strutturale deficienza ed incapacità di accertamento dell’intero ammontare della TARSU e della sua riscossione e come intenda provvedere a intercettare la notevole evasione; si noti a tal proposito che nel 2006-2007-2008 la copertura dei costi del servizio (come si è detto inferiori ad oggi) è stata assicurata solo per il 80% dalla TARSU, peraltro mai integralmente incassata (se ne è incassato circa il 75% di quanto preventivato). Vigileremo sui tempi e sulle modalità del passaggio dalla tassa alla tariffa, per consentire di pagare proporzionalmente all’effettivo conferimento dei rifiuti (e non semplicemente sulla base della superficie dell’abitazione e del numero dei componenti il nucleo familiare) e per consentire ai cittadini virtuosi che fanno la differenziata di pagare meno in cambio di un contributo decisivo e insostituibile al successo del servizio (sul punto le risposte in consiglio comunale hanno rimandato la cosa molto al d là nel tempo); Vigileremo sul come la ditta aggiudicataria raggiungerà le percentuali promesse in contratto: 20% da subito e 66.29% entro sei mesi! In consiglio non ho avuto concrete e convincenti risposte!!!!! A ciò si aggiunga che solo in questi giorni si sta lavorando per rimettere in moto, non si sa quando, l’impianto del centro pubblico di valorizzazione e selezione della raccolta differenziata di Francavilla che sarà gestito dalla stessa ditta. Vigileremo sulle modalità della raccolta e sui risultati della gestione nel centro storico, in ragione delle sue peculiari caratteristiche urbanistiche e storico architettoniche e per essere meta di notevole affluenza turistica nei mesi estivi. Vigileremo sulle reali intenzioni, di chi e perché, di costruire nel territorio di Oria una discarica!!!!!!!!!!!!!! Che tipo di segnalazione ha effettuato il Comune di Oria, e da parte di chi, con riferimento all’individuazione del sito idoneo per una discarica? Perché l’ATO BR/2 e per essa il suo presidente nonché sindaco di Oria Cosimo Ferretti ha indicato il sito ubicato nel Comune di Oria quale sito destinatario per la realizzazione della discarica? Perché il sindaco di Oria vuole una discarica ad Oria e nessuno ne sa niente? (vedi determina ATO del 12/12/08) Vigileremo e verificheremo che il servizio vada meglio dell’inizio di questi giorni: segnalati disservizi e disfunzioni relativi alla raccolta indifferenziata (scarsa la frequenza settimanale promessa), alle modalità di raccolta e custodia della frazione umida (come raccoglierla nel contenitore e che tipo di buste usare), all’uso indiscriminato dei contenitori collocati nelle strade (già tutti pieni a prescindere dai giorni e dalle frequenze di raccolta), alla collocazione indiscriminata degli stessi più o meno vicino a questo o quell’esercizio commerciale, più o meno vicini a questo o a quel monumento pubblico; sull’ancora non completata consegna a tutti i cittadini dei contenitori. Sarebbe opportuno l’approvazione di un nuovo regolamento comunale per la raccolta e il conferimento dei cittadini dei rifiuti che tenga conto delle nuove esigenze sottese ad una efficiente raccolta differenziata, all’organizzazione del nuovo servizio di raccolta e alle novità legislative del settore. Sarebbe opportuno prevedere isole ecologiche di raccolta in più punti della Città in modo da garantire una raccolta più omogenea sull’intero territorio comunale magari dislocate nei vari rioni), anche a prescindere della frequenza settimanale di raccolta domestica porta a porta. Sarebbe opportuno l’istituzione (ancora non operativo) di uno sportello informativo nel comune di Oria, utile ad informare la cittadinanza e a raccogliere consigli e reclami. Saremo disponibili ad ogni iniziativa che si proponga l’effettivo miglioramento del servizio e la soddisfazione della cittadinanza.
Avv. Tommaso Carone - Consigliere comunale di minoranza
Ringrazio l'avv. Tommaso Carone per quanto gentilmente inviatomi, molto gradito da me e sicuramente da tutti i lettori di questo blog. Chi desidera inserire un commento può inviarmi una mail con identità riscontrabile attraverso un numero telefonico.



giovedì 6 ottobre 2011

IL SINDACO DI ORIA AZZERA L'UFFICIO DI STAFF. LA PETIZIONE POPOLARE VIENE SOSPESA IN ATTESA DI

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Dopo articoli su questo mio blog e su alcuni organi di stampa, preannuncianti una petizione popolare (online e cartacea) che di fatto è iniziata ieri; dopo una mia istanza ai sensi dell'art. 70 ter dello statuto comunale inviata al sindaco ed al Prefetto di Brindisi alle ore 08,32 odierne; il sindaco in mattinata ha emanato un'ordinanza con la quale ha revocato l'ufficio di Staff con motivazioni distanti anni luce da quelle da me contestate, snobbando ed ignorando praticamente la mia azione.
Dalla lettura di detta ordinanza sindacale pare di capire che così come sarà riformulata la Giunta a seguito della nota sentenza "quote rosa" del Tar di Lecce, potrebbe essere riformulato anche l'Ufficio di Staff del sindaco, ragion per cui la petizione popolare in atto viene momentaneamente sospesa in attesa di ulteriori sviluppi, significando che l'azione popolare è pronta a ripartire in presenza di eventuali nuovi incarichi illegittimi.
Nell'occasione ringrazio le persone che già avevano sottoscritto la petizione e tutti coloro che hanno creduto in questa azione popolare al fine di indurre il sindaco a non esporre il Comune a spiacevoli conseguenze con l'adozione di provvedimenti contra legem. Un particolare ringraziamento faccio ad alcuni amici, professionisti esperti della materia, che mi hanno collaborato nella formulazione del testo della petizione popolare.
La vicenda "quote rosa" e quella "Staff del sindaco" comprovano le lacune e/o pecche di questa maggioranza, che mi autorizzano a invitare tutti i cittadini a vigilare attivamente sull'attività politico-amministrativa nell'interesse generale, anche a costo di far sentire il fiato sul collo a politici ed amministratori.
I prossimi obiettivi che mi prefiggo insieme ad altri oritani?
Eccoli:
- 1) scoprire il motivo per il quale sono stati cancellati residui attivi dal bilancio comunale pari a seicentomila euro;
- 2) indurre il sindaco affinchè si attivi per portare a compimento lo statuto comunale in tutte le sue parti incompiute (Consulta delle Associazioni, Consulta sull'Ambiente, costituzione Ente Torneo, vari regolamenti, come ad esempio quello per le Commissioni Speciali previsto dall'art. 32 , comma 3 dello Statuto);
- 3) indurre il sindaco affinchè si attivi per la costituzione ed il funzionamento del Consiglio Comunale dei ragazzi, previsto dall'art.9 dello statuto;
- 4) indurre il sindaco affinchè si attivi per una rapida conclusione della vertenza Sogea (un vecchio contenzioso per qualche milione di euro col vecchio gestore della raccolta rifiuti, una vera spada di Damocle);
- 5) indurre il sindaco affinchè si attivi per una rapida conclusione del contenzioso Comune-Braccio-eredi De Nuzzo.
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Città di Oria (PROVINCIA DI BRINDISI)
Prot. n. 20695
DECRETO SINDACALE N. 35 DEL 6 OTTOBRE 2011