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venerdì 18 novembre 2011

LO SAPEVATE CHE IL COMUNE DI ORIA HA RICEVUTO 25000 EURO DALLA REGIONE PUGLIA COME RISTORO PER IL PROBLEMA PROFUGHI?

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Image and video hosting by TinyPicFonte notizia QUI.

UDITE.... UDITE ... UDITE: DEBITI PER 3,5 MILIONI DI EURO PER LA TENDOPOLI PROFUGHI SULLA ORIA-MANDURIA.

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Notizia completa su: Corriere del Mezzogiorno online.

È all’ufficio del governo palermitano che le imprese pugliesi, «Tecnoscavi», «Leone Antonio», «Lucia», «Smea», «Calò Multiservizi», «Piero Lacaita», «Feni Edil», «Omc», «Edilpref» e «Carrieri», indirizzano da mesi continui solleciti di pagamento, tutti senza risposta. A battere cassa, oltre alle private, è anche la società pubblica per l’energia elettrica che lì ha realizzato due grosse cabine per lo scambio dell’alta tensione. «L’Enel può attendere ma noi e tutti i nostri dipendenti (circa 150, nda), rischiamo davvero il tracollo», insistono i titolari delle società, «fortunati» beneficiari delle commesse senza bando di gara. Un collaudato meccanismo di chiamata diretta, ben giustificata dall’emergenza, su cui il partito radicale aveva anche puntato il dito con un’interrogazione firmata dal deputato Maurizio Turco. Il parlamentare radicale chiedeva quanto fosse costata l’opera e quali erano state le procedure di affidamento degli appalti. Nella stessa interpellanza all’allora ministro Roberto Maroni, Turco chiedeva anche «con quali tempi s’intendevano liquidare» le commesse. Tutti quesiti che non hanno ricevuto risposta e non ne avranno per i noti avvicendamenti nel governo nazionale.

mercoledì 20 luglio 2011

A PROPOSITO DEL FINANZIAMENTO DI 500MILA EURO OTTENUTO DAL NOSTRO COMUNE.

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Sul sito LA_VOCE_DI_MANDURIA stamattina è stato pubblicato un articolo dal titolo:
"Finanziamenti Pon Sicurezza, i profughi ci regalano il palazzetto."

[MANDURIA – Il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, finanzierà il progetto del Comune di Manduria per la realizzazione di un palazzetto dello sport coperto che sorgerà sulla via per San Pancrazio. Quello di Manduria è tra i primi 41 progetti dell’iniziativa “Io Gioco LeGale”, con cui il Pon Sicurezza, il Programma cofinanziato dall’Unione Europea e gestito dal Ministero, ha deciso di finanziare 100 impianti sportivi In tutta la Puglia gli impianti finanziati sono dodici. In particolare, nasceranno in provincia di Lecce, a Tricase, Tuglie e Supersano; in provincia di Bari, a Capurso, Putignano, Binetto, Giovinazzo; in provincia di Brindisi, ad Oria. Inoltre, a Canosa di Puglia, in provincia di Taranto a Manduria e a San Severo e Manfredonia (FG).

La struttura che dovrebbe nascere su suolo pubblico della via per Lecce a Manduria, dell’estensione di circa settemila metri quadrati, sarà dedicata alle attività di squadra più diffuse come campo polivalente coperto per calcio a cinque, pallacanestro e pallavolo, per l’importo di 443 mila euro; campo di calcio a cinque outdoor per l’importo di 209 mila euro per un finanziamento complessivo di 652 mila euro. Il comune di Manduria ha usufruito di una corsia preferenziale nella concessione dei finanziamenti in quanto comune che assieme a quello di Oria si è fatto carico dell’emergenza profughi nordafricani.]

E non finisce qui. A Manduria sapevano sin dal 28 aprile di questo progetto. Leggete articolo e commenti interessanti a questo: link.

Avrete notato anche voi le differenze. A Manduria saranno realizzati due impianti, uno coperto e l'altro scoperto per un ammontare superiore rispetto a quello destinato ad Oria; non vi è alcun comunicato stampa del sindaco Tommasino del tipo "Oh COME SIAMO BELLI, Oh COME SIAMO BRAVI .... TUTTO MERITO DI QUESTA AMMINISTRAZIONE...."; inoltre nell'articolo suddetto non è indicata, GIUSTAMENTE, destinazione d'uso diversa rispetto a quella prevista dal Ministero dell'Interno.

Da cittadino oritano mi piacerebbe vedere all'azione adesso il nostro sindaco per una giusta protesta contro il Ministero dell'Interno per questa ennesima ingiustizia...... ennesima sperequazione, un trattamento inversamente proporzionale ai disagi effettivamente sopportati da noi oritani rispetto ai vicini manduriani.

Articolo precedente: cliccare QUI.

[Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.]

martedì 31 maggio 2011

RIAPERTA LA TENDOPOLI FRA ORIA E MANDURIA.

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31.5.2011 - Tendopoli immigrati: Arrivati 1450 profughi.
Questa mattina, presso la tendopoli tra Manduria ed Oria, sono giunti 1450 profughi sub-sahariani trasportati a Taranto da Lampedusa con la motonave "Flaminia". Tra di essi 122 donne e 27 bambini. Oltre ai richiedendi asilo africani, nel gruppo anche una piccola percentuale di cittadini indiani e pakistani. Oggi cominceranno da parte dell'Ufficio stranieri e della Polizia scientifica della questura di Taranto anche le operazioni di identificazione dei profughi, mentre parallelamente dovrebbero svolgersi anche gli accertamenti sanitari. Secondo quanto comunicato dalla Protezione civile, i 1450 immigrati nei prossimi giorni saranno gradualmente distribuiti in centri di accoglienza allocati in varie regioni italiane. Stando alla sensibile ripresa degli sbarchi a Lampedusa e in Sicilia, è prevedibile che il centro di Manduria nelle prossime settimane possa tornare a funzionare se non al massimo della capacità, quanto meno abbastanza intensamente, ma sempre come punto di smistamento secondo i programmi concordati tra Protezione civile e Regioni.(Fonte notizia: TRCB)

mercoledì 20 aprile 2011

Chi ha interesse a continuare a spendere per ogni tunisino 35 € al giorno? E’ un nuovo business sui poveri e sui disperati? (a cura di Angelo Lippolis

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TENDOPOLI, CHI CI PRENDE DI PIU’ IN GIRO

Che delusione. Noi oritani ci eravamo un attimo rilassati. Avevamo per un momento abbassato il livello di guardia, confidando nelle parole del sottosegretario Mantovano che ha aveva assicurato che entro Pasqua la tendopoli sarebbe stata svuotata , e invece, da come stanno andando le cose, si capisce però che la tendopoli nessuno la vuole svuotare.
Domenica ci sono stati i primi 120 permessi. Erano tutti migranti che avevano dichiarato di non avere un lavoro o un familiare da raggiungere e così hanno chiesto aiuto allo Stato italiano. Sono stati tutti trasferiti in centri di accoglienza dell’Emilia Romagna e del Veneto. Lì, adesso, sono liberi di rimanere nel centro che li ha accolti o di andar via alla ricerca di una vita migliore, per i prossimi 6 mesi.
Tutti gli altri tunisini hanno invece dichiarato di sapere dove andare, di avere un probabile lavoro o una famiglia da raggiungere. In questo caso, la macchina umanitaria non interviene. Ti consegna la mitica card valida per 6 mesi se dimostri di avere i soldi per comprare il biglietto del treno per il luogo di destinazione che hai dichiarato di voler raggiungere. Così, ieri, hanno fatto salire sugli autobus circa 70 tunisini che però, arrivati a Taranto per prendere il treno per Roma, sono stati costretti a risalire sull’autobus e ritornare alla tendopoli perché sprovvisti del denaro necessario all’acquisto del biglietto del treno.
Oggi la macchina organizzativa si sta dimostrando più efficace. Sono stati consegnati 200 permessi e i controlli si stanno facendo a terra, alla tendopoli. Prima di salire sull’autobus devi dimostrare di avere i 33 € per comprare il biglietto per Roma, se non ce li hai resti al campo, costando allo stato 35€ al giorno per tutti i giorni di successiva permanenza.
Mi sembra una La Maddalena dei poveri. Lì l’emergenza G8 ha fatto nascere vari hotel e un Centro congressi, giustificato dal fatto che si dovessero ospitare capi di Stato. Qui l’emergenza preferisce tenere i tunisini alla Tendopoli, spendendo 35 € al giorno per chissà quanti giorni invece di comprare un biglietto del treno di 33€ una tantum.
Noi oritani non capiamo. Chi ha interesse a bloccare le partenze dei tunisini dalla tendopoli? Chi ha interesse a continuare a spendere per ogni tunisino 35 € al giorno? E’ un nuovo business sui poveri e sui disperati?
Intanto, oramai il che fa i bisogni per strada a mezzogiorno fa parte del paesaggio e del folklore cittadino. Gli oritani si stanno abituando e fra questi anche i giornalisti che anziché raccontare il nostro disagio, anziché invitare le istituzioni a sorvegliare la strada Oria-Manduria, che ci ha già dato un morto e chissà quanti altri ce ne darà con l’inizio della bella stagione che trasforma la strada provinciale 57 in un’autostrada per il mare, raccontano di ordinanze prefettizie discutibili, in ossequio alle tesi di noti parlamentari vicini al Governo che cercano di buttare acqua sul fuoco delle inefficienze. E così che succede quando qualcuno crede per davvero che il problema non esista...
Angelo Lippolis

domenica 17 aprile 2011

ORIA, CLASS ACTION CONTRO LA TENDOPOLI

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[Abbiamo deciso di promuovere una Class Action contro la Tendopoli. Speravamo che a farlo fossero le istituzioni, il Comune di Oria e Manduria, le Provincie di Brindisi e Taranto e la Regione Puglia. La nostra speranza e che, alla fine, le Istituzioni si possano unire a noi cittadini di Oria.” Ad annunciarlo è stato Angelo Lippolis nel corso della diretta odierna di Telenorba24 dalla piazza di Oria.
Alcuni cittadini di Oria hanno deciso di sollevare il conflitto di attribuzione contro lo Stato affidandosi all’Avvocato Giovanni Pesce, Amministrativista di chiara fama, già protagonista delle vittorie del Giudice Clementina Forleo contro il Consiglio Superiore della Magistratura e di Emma Bonino contro il PDL che, alle ultime Elezioni regionali nel Lazio, si vide non ammettere le proprie liste alla competizione elettorale.
“Il Governo e il Ministro Maroni in particolare non potevano agire d’imperio. Vi sono sentenze della Corte Costituzionale che lo confermano. Già in passato la Consulta ha indicato nel principio di congruità e di proporzionalità il criterio che deve ispirare il giudice nel verificare se le ordinanze extra ordinem, avuto riguardo delle dimensioni e dell’intensità’ dell’emergenza, determinano o meno un’alterazione dei principi del decentramento e dell’autonomia locale. Inoltre, la pressione dello Stato sul territorio viola le autonomie locali soprattutto alla luce del tanto propagandato federalismo municipale” ha riferito l’avvocato Pesce aggiungendo “Non siamo gli unici a pensarla così, il comune di Trapani si sta muovendo nella stessa direzione”.
La raccolta delle firme è già cominciata e la protesta civile degli Oritani continua, tutti i giorni, su tutti i fronti.
Il comitato spontaneo dei cittadini]

venerdì 15 aprile 2011

Sospeso il servizio navetta con Oria e la tendopoli nordafricani.

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Provincia: sospeso il servizio navetta con Oria e il centro immigrati

Con effetto immediato dalla Provincia di Brindisi è stata disposta la sospensione del servizio di collegamento tra la Tendopoli degli immigrati ed il centro abitato di Oria. Il presidente Ferrarese – si dice in una nota della Provincia – ha preferito interrompere il servizio navetta per Oria per non creare ancora disagi per la città, visto che il servizio, così come richiesto al Ministero degli interni, non è stato predisposto verso altri comuni. Pertanto, proprio per non esporre ulteriormente la città a rischi legati all’ordine pubblico, si è deciso, ascoltando le sollecitazioni di molti cittadini, di sopprimere il servizio di bus navetta che, come è noto, era stato istituito facendo ricorso a risorse della Provincia. (Comunicato stampa presidente provincia Ferrarese).

lunedì 11 aprile 2011

ORIA - ESITO VERTICE INTERPROVINCIALE BR-TA EMERGENZA IMMIGRATI.

ORIA - La riunione che si è tenuta stamani presso il Comune di Oria, tra il sottosegretario all’interno Mantovano, i presidenti delle province di Brindisi e Taranto, il commissario prefettizio di Oria ed il sindaco di Manduria, sulla questione della tendopoli messa in piedi dal Governo tra le due cittadine, ha segnato sostanzialmente due momenti precisi: interventi a breve termine e interventi a lungo termine. Per quanto riguarda i primi è previsto un ulteriore potenziamento dei migranti in entrata ed in uscita dalla tendopoli ed un sistema di bus navetta per i collegamenti tra le città; per quanto riguarda il secondo invece incentivi agli operatori turistici delle due città e la creazione di uno spot per favorire la pubblicizzazione dei due territori. Per quanto riguarda infine l’ipotesi di smantellamento chiesta da Ferrarese entro il 30 aprile, il sottosegretario Mantovano ha precisato che non si possono dare indicazioni precise a riguardo, visto il continuo flusso di migranti verso l’Italia ma che è evidente che ci sarà una maggiore distribuzione degli immigrati su tutto il territorio italiano e quindi un minor peso per il centro di Oria, che se pure non verrà smantellato sarà quantomeno ridimensionato nel numero dei presenti. (Fonte: Pugliatv.com)

Circa lo spot pubblicitario un appello in tal senso era stato lanciato nelle scorse ore da Paolo Pagliaro patron di Telerama (cliccare QUI per approfondire).

sabato 9 aprile 2011

IL MINISTRO FITTO CONTESTATO AD ORIA. VIENE DEFINITO "PADANO". VIDEO

IL COMITATO CONTESTA IL MINISTRO FITTO: “LA PUGLIA SVENDUTA AI PADANI”
ORIA – Il Comitato di protesta per l’emergenza immigrati ad Oria questa sera ha contestato il ministro Raffaele Fitto presente per presentare la candidatura del candidato sindaco di centrodestra. Il Comitato spontaneo - composto principalmente da imprenditori, commercianti e pubblici esercenti – contesta il governo centrale per la gestione dell’emergenza e per ricadute negative della stessa in territorio oritano. Si vivono quotidianamente problemi di igiene e sicurezza pubbliche e questo non è più sopportabile. I cittadini rifiutano di veder svenduta la Puglia alla Lega Nord. È questo il motivo per cui il Comitato ha esposto lo striscione “Fitto, benvenuto a Tunisi” e i cartelli “Ministro padano”. Durante la presentazione, in sala, si è presentata la contestazione che avveniva all’esterno come qualcosa di politicamente strumentale. Il Comitato nega con forza questa tesi, di cui evidentemente gli esponenti del centrodestra locale – propaggini del governo centrale – si servono per negare l’evidenza e nascondere l’emergenza. Il Comitato assicura che la civile manifestazione di questa sera di fronte al cine-teatro Gassman non è stata mossa da alcuna “mano” politica e/o in qualche modo politicizzata. Il Comitato esprime indignazione per la situazione in cui versa Oria nei confronti di tutte le amministrazioni politiche, di qualsiasi colore esse siano, per non aver compiuto tutto quanto nei rispettivi poteri e competenze e per non aver evitato i disagi odierni. La critica investe il territorio comunale, provinciale, regionale e statale. Le istituzioni non sono obiettivamente vicine e solidali nei confronti di una comunità che pur nel suo piccolo ogni giorno sempre più si mostra grande e solidale - pur tra mille difficoltà - dinanzi a problematiche altrettanto imponenti, del tutto nuove e piovute dal cielo come quelle che quotidianamente si trova, suo malgrado, a dover fronteggiare in piena solitudine ed abbandono. Il Comitato, pertanto, smentisce ogni inquadramento politico e da questo momento in poi diffida da ogni tentativo di delegittimazione e strumentalizzazione al contrario delle attività poste in essere. La protesta proseguirà in forme e tempi che saranno di volta in volta stabiliti fintantoché l’emergenza non potrà dirsi per davvero superata.

COMUNICATO STAMPA COMITATO DI PROTESTA ORIA EMERGENZA PROFUGHI
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mercoledì 6 aprile 2011

PIZZICA E DANZE POPOLARI LOCALI OGGI E DOMANI DAVANTI ALLA TENDOPOLI DEI NORDAFRICANI.

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L'artista oritana Daniela Mazza (organettista del Trio Malarazza e del Gruppo Medievale Kalenda Maya) si è esibita davanti alla tendopoli sulla strada Oria-Manduria, insieme ad altri giovani venuti da altre province, in tammurriate, pizziche, tarantelle e canti vari.
L'evento sarà ripetuto domani alle ore 16,00 ed alle ore 21,00.
E per coloro che vogliono trascorrere una Pasquetta all'insegna del divertimento coinvolgente della pizzica e delle danze popolari locali e del mondo, Daniela vi aspetta a..... (consultate il materiale qui pubblicato).
Nella seguente foto Daniela mentre viene intervistata da una giornalista del Corriere del Mezzogiorno per un articolo che uscirà domani.




domenica 3 aprile 2011

Mov/to Pol. AMO_ORIA: "Abbiamo chiesto all’onorevole Magdi Cristiano Allam un forte interessamento per la vicenda tendopoli nordafricani di Manduria"

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Ricevo e pubblico dal Movimento Politico IO AMO ORIA:
[Nella giornata di ieri, sabato 2 aprile, una folta delegazione di sostenitori e attivisti oritani del movimento politico Io Amo l’Italia ha raggiunto in pullman la città di Bisceglie per partecipare alla presentazione del Coordinamento Regionale alla presenza del presidente nazionale Magdi Cristiano Allam e del coordinatore regionale Giovanni Montingelli.
I rappresentanti oritani del movimento, guidati dai referenti provinciale e comunale Cosimo Ferretti ed Angelo Mazza hanno avuto modo di illustrare puntualmente la difficile situazione creata dalla presenza del campo di accoglienza situato a pochi chilometri da Oria ed hanno chiesto all’onorevole Magdi Cristiano Allam non solo il suo pensiero, che peraltro già conoscevano e condividevano per essersi con lui confrontati nei giorni precedenti, ma un intervento forte e diretto presso i centri decisionali, attesa l’autorevolezza dello stesso Magdi Cristiano, notoriamente uno dei principali esperti in Italia di questioni nord africane e mediorientali nonché di dinamiche migratorie da dette aree.
Già nella giornata di domenica 27 marzo Ferretti e Mazza avevano visitato il campo ed avevano immediatamente provato un senso di pietà per la sorte dei fratelli tunisini ma avevano anche percepito, soprattutto per l’età ed il sesso degli ospiti (quasi tutti di sesso maschile e compresi in una fascia di età tra i 20 ed i 30 anni) che nella fattispecie non si tratta propriamente di profughi di guerra ma piuttosto di gente che fugge dalla povertà per ricongiungersi, nella maggior parte dei casi, a propri familiari sparsi per l’Europa. Il pensiero di Magdi Cristiano Allam e del Movimento Io Amo L’Italia è che il popolo italiano è un popolo accogliente, generoso e che ama il prossimo, ma si deve tener presente che per amare il prossimo si deve innanzitutto amare se stessi ed avere rispetto di se stessi. Non è concepibile che l’Italia debba essere costretta a ricevere migliaia, decine di migliaia o addirittura milioni di profughi clandestini, perché da sola, abbandonata dal resto dell’Europa, non può sostenere questo peso.
Occorre intervenire in fretta perché la situazione attuale non fa che favorire i cinici mercanti di esseri umani che traghettano i poveri amici nordafricani sulle nostre coste depredandoli di quel poco che possiedono, inoltre non è pensabile che possano perdurare le attuali condizioni di accoglienza senza rischi per la sanità pubblica e l’ordine pubblico. Per una radicale soluzione del problema occorre attivarsi per un piano di sviluppo che coinvolga i Paesi di origine degli immigrati, anche ricorrendo al microcredito per le imprese, per creare lì, nei loro paesi di origine, adeguate condizioni per una permanenza dignitosa, legando così quei giovani alla propria terra. Si tratta di una soluzione che sicuramente comporterebbe un grande risparmio, visti i colossali costi che questa impossibile accoglienza sta producendo. In questo contesto l’Italia e l’Europa devono fare la propria parte, e devono attivarsi immediatamente per risolvere l’attuale emergenza in tempi contenuti per evitare che possa insinuarsi il germe del razzismo anche in comunità, come quella oritana, che notoriamente non hanno mai conosciuto questo problema sociale e che fino ad oggi sta dimostrando grande disponibilità. Magdi Cristiano Allam ieri ha preso l’impegno con i rappresentanti locali del movimento di parlare della situazione del campo di accoglienza di Oria già nell’editoriale de “Il Giornale” di domani lunedì 4 aprile, di intervenire ai massimi livelli istituzionali per la più rapida soluzione del problema e di visitare il campo di accoglienza ed incontrare la cittadinanza di Oria nel più breve termine.
Infine, non per creare o alimentare polemiche, ma semplicemente perché chiamati in causa, prendiamo atto che il neonato movimento politico locale “Oria è” solo nelle intenzioni programmatiche riteneva di dover elevare i toni della dialettica politica, per poi- invece- distinguersi per essere l’unica formazione politica ad aver voluto strumentalizzare la questione “emergenza immigrati” ai fini esclusivamente elettorali, o forse solo per assecondare qualcuno al proprio interno evidentemente deluso per ragioni che nulla hanno a che vedere con l’attuale emergenza. Siamo stati strumentalmente chiamati in causa da una penna evidentemente avvelenata senza sapere ciò che avevamo già fatto e che stavamo e stiamo facendo: le nostre discussioni interne al movimento sono frequentate da decine e decine di persone e il confronto diretto su certi temi spesso vale più di un intervento tempestivo sui blog locali; siamo inoltre già intervenuti in maniera decisa presso i nostri rappresentanti istituzionali. Noi pensiamo a fare, ovviamente per quel che possiamo, piuttosto che a scrivere o a dire tante, spesso inutili, parole. Suggeriamo ai nostri amici di “Oria è” di risparmiare in futuro le proprie energie per concentrarle sulle proprie azioni piuttosto che preoccuparsi di ciò che fanno, o non fanno, gli altri. Li preghiamo inoltre di non alimentare inutili e pretestuose polemiche perché, dal canto nostro, non intendiamo sprecare le nostre energie per rispondere ad insulsi e pretestuosi attacchi.
Oria, 3 aprile 2011

IL RESPONSABILE COMUNALE Dott. Angelo Mazza]

sabato 2 aprile 2011

LABORATORIA esprime il suo parere e prende le distanze dall'atteggiamento con cui i cittadini di Oria stanno affrontando la questione TENDOPOLI ......

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Questa estate, in occasione del “Premio alla Cultura” organizzato ad Oria allo scopo di rendere omaggio agli illustri oritani che attraverso il loro lavoro, i loro sforzi o semplicemente le loro passioni hanno contribuito al progresso culturale del nostro paese, fu chiesto a Laboratoria di presentare un proprio contributo. Entusiasta della proposta, la nostra associazione si occupò di realizzare un piccolo video in cui si chiedeva a semplici cittadini oritani, per la maggior parte persone anziane di umili origini culturali, che cosa per loro volesse dire il tanto abusato termine cultura. Non si vuole qui nascondere che l’iniziativa aveva come sottofondo un velato risvolto polemico.
Ci si immaginava già infatti, l’effetto che le parole delle persone intervistate avrebbe suscitato all’interno di una serata programmata all’insegna della cultura per così dire ufficiale, in cui illustri conoscitori della cultura oritana e non solo, si sarebbero succeduti sul palco a parlare del valore di questa parola all’interno della società civile. Con sorpresa il risvolto polemico non fu colto da nessuno, forse perché l’inchiesta non fu presa minimamente sul serio. Le uniche reazioni furono i sorrisi della gente presente alla serata, che si rallegrò di questa breve parentesi ironica. Si rideva probabilmente del contrasto che le parole confuse degli intervistati, espresse per la maggior parte attraverso l’uso del dialetto locale, crearono scontrandosi contro i brillanti discorsi degli ospiti da premiare. Eppure, a ben vedere, nessuno fra quest’ultimi fu capace, in occasione di un evento interamente dedicato alla cultura, di riportare seppur per un attimo in luce la radice di questo termine. Noi fummo i primi a meravigliarci quando invece, durante le riprese, ci trovammo di fronte un signore sulla sedia a rotelle, il quale alla domanda che cosa fosse per lui la cultura, con voce timida e tremante, timidamente rispose: «La cultura iu no la sacciu. La coltura, quedda sacciu iu. Robba di contadini». In modo inaspettato e senza alcuna intenzione, quest’uomo -scomparso poco tempo dopo -aveva riesumato la radice del termine che deriva dal latino “colere”, vale a dire, “rendere fertile la terra”. Laboratoria a questo punto si preoccupò di ampliare il senso di questa frase, estendendola al di là dell’intenzione di chi l’aveva scoperta, in direzione di un senso più ampio. Alla fine del video, un’altra frase emetteva il giudizio complessivo sulla nostra ricerca: cultura vuol dire rendere fertile la terra tanto concretamente, attraverso il lavoro e il contatto con essa, quanto attraverso il lavoro silenzioso del pensiero che si preoccupa di portare all’interno della terra -intesa questa volta come comunità d’individui -le premesse teoriche per la fertilità di quel terreno particolare dove crescono le idee, le leggi, i principi, le speranze.
Qualcuno potrebbe però a questo punto domandarsi, quale sia il contributo che una tale riflessione è capace di dare per la risoluzione delle complicate problematiche che, proprio in questi giorni, la comunità oritana si trova a fronteggiare. A nostro modo di vedere il contributo può esserci, seppure -e di questo siamo i primi a rammaricarcene -soltanto teorico. In generale in questi giorni, leggendo i commenti dei cittadini oritani sui vari forum dedicati alla città, ci si è resi conto dell’assoluta incapacità della nostra piccola comunità di reagire in modo responsabile ad un problema pesante come quello dell’improvvisa invasione di clandestini o profughi -ognuno dia a questi due termini il significato che più gli aggrada -e della conseguente installazione di una tendopoli presso l’ex campo dell’aviazione. Sono in tanti, soprattutto giovani, che hanno accusato la comunità oritana di ignoranza. Per pura comodità si può riassumere il pensiero di questa fetta di comunità nella frase «è l’ignoranza che genera la violenza». Innanzitutto, in quanto associazione di giovani, noi vogliamo prendere le distanze da questa interpretazione. Non ci ritroviamo in questo giudizio proprio a causa delle riflessioni a cui siamo stati spinti dopo aver finito di realizzare il nostro contributo per il Premio alla Cultura. In quell’occasione abbiamo quasi materialmente potuto constatare, l’infinita fonte di saggezza riposta al sicuro nel cuore della popolazione ignorante. Quella sorta di Santa Ignoranza che ha accompagnato gente umile e costretta a sopportare probabilmente -anzi sicuramente -restrizioni ben più enormi delle nostre attuali rivendicazioni contro l’assenza di un futuro, lungo tutto il percorso della propria esistenza,
sottostando all’unica legge che per la loro scarsa cultura potevano comprendere: quasi un tacito imperativo che nel loro cuore risuona come un tuono: «io non so niente e per questo non posso pretendere di imporre agli altri la benché minima opinione, che la complessità della vita -e loro soltanto sanno quanto sia stata difficile -mi vieta categoricamente tra l’altro di emettere».
Si potrà però ancora a questo punto obiettare: «non era forse un ignorante quel signore che compare nel video postato da Oria Info, il quale dopo avere catturato un immigrato lo riconduceva al campo, sbraitando alle sue spalle in un incomprensibile miscela fra italiano e dialetto?». La risposta è secca e categorica: assolutamente no! Quell’uomo parlava di uno Stato assente, aveva persino una vaga idea di che cosa fosse l’Europa, e quali fossero le sue responsabilità in tutta questa faccenda. E no signori! Questa non è ignoranza. Questo è il prodotto di una cultura malata, della cultura passiva appresa attraverso la televisione e i giornali. Certe idee la vita non le insegna, e il vero ignorante riconosce solo in quest’ultima la sua indiscussa Maestra. Ma non è finita qui: si potrebbe ancora dire, visto che si è parlato del ruolo della televisione, che non si può negare che sia stato proprio questo nuovo e potente mezzo ad insegnare, alla fine della seconda guerra mondiale, al popolo incolto e frammentato in una sterminata varietà di dialetti, la lingua italiana. Ad una simile possibile obiezione rispondiamo: questo c’insegna la storia; ma la storia non si preoccupa affatto di chiamare a far parte del suo accadere coloro i quali non usufruiscono dei suoi mezzi. I veri ignoranti sono quelli che l’italiano non riescono a masticarlo nemmeno oggi, e il fatto che il signore sù citato adoperasse un doppio modulo linguistico, deve farci riflettere. Solo un’amara considerazione: se proprio si doveva istruire questi promessi italiani alla lingua italiana, perché scegliere un mezzo come la televisione e non semplicemente i libri di Dante o Pasolini?
Un’altra, purtroppo assai folta fetta della comunità, si è invece abbandonata totalmente alla paura, e non ha esitato ad esprimere commenti xenofobi consapevoli o meno. Non è difficile prendere le distanze da questa schiera -almeno apparentemente, poiché la paura purtroppo è uno di quei sentimenti che difficilmente si lascia dominare. A gente siffatta non si può nient’altro che dire: «La paura mangia l’anima»; state attenti a quello che dite e abbiate cura delle parole, poiché chi maltratta quotidianamente le parole potrebbe non avere nessuno scrupolo a fare lo stesso con gli uomini. Gente di questo tipo dovrebbe semplicemente imparare ad utilizzare le parole senza che sia la paura a suggerirgliele, o peggio ancora una qualsiasi ideologia o politica pseudo-legalitaria.
L’ultima fetta di comunità oritana, questa volta meno affollata, ma in compenso la più consapevole della propria forza, è stata quella composta da gente particolarmente istruita, che proprio in virtù della sua ampia conoscenza dei meccanismi istituzionali che reggono situazioni di questo tipo, ha creduto di poter pronunciare la parola definitiva su tutta questa faccenda. Si potrebbe, sempre e solo per comodità di sintesi, unificare tutta questa gente sotto il nome di: “gli appassionati di politica” -poiché la politica lungi dall’essere una professione, pare essere di questi tempi prima di tutto una passione. Leggendo i commenti di gente appartenente a questa categoria, si è potuto assistere ad un infinito delegare la responsabilità dei tristi accadimenti che nel frattempo imperversavano in Oria, a istituzioni progressivamente sempre più influenti. Il tutto con una puntigliosità di particolari e di rimandi ad articoli e normative impressionante, da fare invidia al più scrupoloso dei giuristi. É proprio con gente siffatta che Laboratoria pare essere più incapace di istituire un confronto, non fosse altro per il fatto che è difficile confrontarsi senza essere accusati di scarso senso pratico. Il motivo di una tale incomunicabilità risiede a ben vedere, nella contrapposizione di due modi contrapposti di vedere la realtà. Laddove i cultori delle vie istituzionali riconoscono il loro punto di partenza nella politica, Laboratoria lo riconosce nell’arte. Alla rigida e rigorosa logica politica si viene dunque a contrapporre l’assolutamente a-sistematica incomprensibilità dell’arte. Si tratta solo a questo punto di capire quale delle due prospettive sia in grado di riprodurre con più fedeltà -può trattarsi sempre e solo di un imitazione, poiché solo la realtà può essere l’assoluta e incondizionata fonte originale -i lineamenti del reale. É l’azione politica lo specchio più adatto ad una proiezione di questo tipo, o lo è l’arte? Una riflessione del genere richiede un’analisi profonda di ambedue le concorrenti. Poiché la totalità della realtà è troppo complessa per fungere da paragone, non ci resta che adoperare come criterio di giudizio un singolo caso isolato che la realtà ci offre. Prendiamo quello che in questo caso ci sta più a cuore, ossia l’inadatta -definirla tale ovviamente è un eufemismo fin troppo generoso -reazione della comunità oritana all’arrivo improvviso delle centinai d’immigrati in fuga dagli orrori che stanno sconvolgendo attualmente i loro paesi. Il dato di fatto è che tale reazione si è dimostrata essere a dir poco inumana. Quello che bisogna capire è se questa terribile incapacità di accogliere persone in difficoltà, debba essere attribuita alla scarsa educazione politica della comunità oritana, o non piuttosto alla sua scarsa sensibilità artistica.
Quasi tutti al mondo d’oggi sono disposti a considerare dogmaticamente sacri quei principi fondamentali raggiunti attraverso la lotta politica che vanno sotto il nome di diritti fondamentali dell’uomo. Essi costituiscono indiscutibilmente le fondamenta dell’odierna politica democratica e giacciono come leggi eterne sulla carta di quasi tutte le costituzioni del mondo. Nessun sano di mente si permetterebbe di metterle in discussione. Quindi almeno a livello dei principi fondanti, si può dire che la stragrande maggioranza degli individui abbia la vaga consapevolezza di quali siano i presupposti fondamentali che stanno alla base dell’agire politico. Essendo l’Italia un paese democratico e trovandosi Oria in Italia, dobbiamo per forza assumere la premessa che anche gli oritani, nel momento in cui hanno agito «come hanno agito» erano consapevoli di questi diritti. Eppure ci si è ostinati ciononostante ad attribuire la colpa all’ignoranza politica della comunità oritana, tirando in ballo costituzioni, articoli fondamentali, trattati internazionali, e chi più ne ha più ne metta.
Assolutamente a nessuno di coloro che hanno visto nella comprensione profonda dei meccanismi istituzionali -comprensione che significa al contempo accusa a quelle frange della politica che abusano del loro potere per forzare tali meccanismi -è passato per la testa che, la barbarie a cui la comunità oritana si è abbandonata seppur per un solo giorno, potesse avere la sua radice da tutt’altra parte.
A questo punto però, non si vuole di contro rischiare di commettere lo stesso errore. Ci si aspetterebbe che adesso Laboratoria si facesse promotrice di una campagna pedagogica dell’arte. Come dire: «visto che l’educazione politica non ha avuto alcun risultato, proviamo a vedere se l’arte è in possesso di un potere educativo maggiore?». Assolutamente no! Ciò non potrà mai avvenire -almeno fin quando l’arte vorrà continuare ad essere arte -per il semplice fatto che l’arte, diversamente dalla politica, non ha mai cercato l’ordine immanente, nemmeno, a rigor di termine, nelle sue propaggini classiche e neoclassiche. La sua meta è sempre stata la ricerca dell’incomprensibile, e in ciò è seconda solo alla religione. Adesso è proprio in questa ricerca dell’incomprensibilità che noi possiamo ritrovare il riflesso di una proprietà che appartiene alla realtà in modo eminente. La realtà è incomprensibile, e se l’arte vorrà rimanerle fedele dovrà anch’essa farsi incomprensibile. Ci si chiederà: quali sono i vantaggi che questa metafisica osservazione può avere all’interno della società civile?
Ammettendo che i cittadini oritani possano riuscire a cogliere ciò che, a prima vista può apparire solo come un’astratta speculazione, potrebbe ciò aiutarli ad imparare a comportarsi in modo civile? Purtroppo neppure a quest’ultima domanda può essere data una risposta definitiva, se si vuole restare fedeli a ciò che l’arte è, e dovrebbe continuare ad essere. Per lo stesso motivo per cui non crede alla «estetizzazione della politica» Laboratoria non può credere nemmeno alla «politicizzazione dell’arte». Attribuirle un qualsiasi potere all’interno della società civile equivarrebbe a fare di essa una politica, a deviare la sua meta che tende per natura verso l’incomprensibile, in direzione della costrizione dell’ordine. Solo una cosa è certa però: proprio in quanto tende all’incomprensibile l’arte, diversamente dalla politica, non potrà mai assumere nulla in modo dogmatico. Con sguardo crudele essa può sondare profondità che nessun giudizio logico sarà mai in grado nemmeno d’intravedere. Di fronte ai pregiudizi, alle ottuse opinioni, addirittura di fronte ai sopra citati diritti fondamentali dell’uomo, essa non saprà mai prostrarsi in modo dogmatico. Sia chiaro però, solo in modo dogmatico, perché laddove essa dovesse riconoscervi i tratti indelebilmente umani della realtà, non potrà far altro che inchinarsi a contemplarli. Questo infatti è il suo ultimo compito: riconoscere la natura umana nella sua incomprensibile complessità di sfaccettature, riproducendone fedelmente i tratti, senza violentarli. L’arte è prima di tutto accoglienza dell’incomprensibile, di tutto ciò che non può essere catturato, ma solo accolto. L’immagine dell’artista che attende la sua ispirazione prima d’agire, riproduce splendidamente questo movimento che dall’altro si fa incontro all’io che lo accoglie; non lo produce, non lo cattura, ma semplicemente lo attende con pazienza e senza alcuna paura. Accoglienza che forse i cittadini oritani non hanno saputo offrire a quell’incomprensibile per eccellenza che è l’uomo sconosciuto, forse perché sono ancora troppo distanti dal credere che, nelle insondabili astrattezze dell’arte, si possa nascondere la radice di un agire estremamente concreto.
Fabio Ancora - www.laboratoriaweb.org - email: info@laboratoriaweb.org

La soluzione ad uno dei più grossi problemi dell'Europa: la stazione di Oria!

E' incredibile, in TV vediamo arrivare navi di immigrati, Lampedusa stracarica di immigrati, spendiamo un sacco di milioni di euro per fare campi profughi, ma in realtà Maroni ha capito tutto: ecco la porta per l'Europa LA STAZIONE DI ORIA!
(Alessio Carbone)

venerdì 1 aprile 2011

VOGLIO SOMMESSAMENTE AVVERTIRE I GENITORI DEI BAMBINI DELL'ASILO COM/LE DI VIA VIRGILIO CHE....

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(Foto casuale tratta dal web)
Poco fa alcuni oritani abitanti nei pressi dell'asilo comunale di Via Virgilio mi hanno rferito che un folto gruppo (presumibilmente) nordafricani, fuggiti dalla tendopoli sulla strada per Manduria, avrebbe svuotato la proprio vescica innaffiando abbondantemente tutto il marciapiedi e relativo muretto prospiciente tale plesso scolastico. Sono state avvertite le Forze dell'Ordine per quanto di competenza ai fini della sicurezza e della sanità pubblica. Non aggiungo altro ... e spero di non essere attaccato con accuse di cattivo gusto per questo post ..... da me pubblicato su richiesta di alcuni residenti che non hanno gradito tale gesto.

mercoledì 30 marzo 2011

ORIA - 30 MARZO 2011 - MANIFESTAZIONE CIRCA PROBLEMI TENDOPOLI PROFUGHI. VIDEO.

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Un ringraziamento da parte mia ad Angelo Lippolis per l'impegno finora profuso nel promuovere queste inziative. Non aggiungo altro poichè in questo momento è veramente difficile non essere fraintesi da tanti soggetti .... tanti ... tantissimi ... in particolare da coloro che per primi stanno cavalcando questa tigre per mettersi in mostra, crearsi una visibilità che finora non avevano, approfittando delle finestre mediatiche sull'opinione pubblica.

martedì 29 marzo 2011

DOMANI 30 MARZO MANIFESTAZIONE CIRCA PROBLEMI TENDOPOLI PROFUGHI.


MI COMUNICANO CHE ALLE ORE 16,30 DI DOMANI 30 MARZO CI SARA' UNA MANIFESTAZIONE AUTORIZZATA DALLA QUESTURA DI BRINDISI PRESSO IL RONDO' POSTO ALL'INCROCIO FRA LA CIRCONVALLAZIONE E LA STRADA PER MANDURIA. Si evidenzia che non potranno essere occupate e/o bloccate sia la circonvallazione che la via per Manduria. I manifestanti sono autorizzati ad occupare eventualmente oltre alla parte centrale del rondò (prato e marciapiedi) anche il pezzo di strada che porta fino ad Oria.
Cliccare QUI per leggere il comunicato del Comitato organizzatore.

lunedì 28 marzo 2011

ORIA - RIMANDATO IL CORTEO-MANIFESTAZIONE DA ORIA FINO ALLA TENDOPOLI DEI PROFUGHI.

Ricevo e pubblico:

[Il corteo inizialmente previsto per le 16 del giorno 29 marzo 2011 con partenza dal rondò che da cui si accede alla provinciale Oria-Manduria non è stato autorizzato dalla questura di Brindisi e dalla stazione dei carabinieri di Oria. La comunicazione è giunta al comitato organizzatore soltanto una manciata di minuti fa e ci si scusa per il disagio. La manifestazione, stando a quanto scritto nella comunicazione delle forze dell’ordine, potrebbe intralciare il transito dei veicoli che condurranno già da domani nuovi profughi presso il campo allestito presso l’ex aeroporto militare di Manduria. “Ci atterremo alle prescrizioni delle autorità – dichiara il portavoce del comitato Angelo Lippolis – ma questa comunicazione così tempestiva ci fa riflettere: significa che l’impegno profuso nel corso della manifestazione odierna presso il Comune di Oria non è stato vano. Qualcuno comincia a tener conto di ciò che pensa la popolazione oritana se ritiene un gruppo di cittadini in grado di ostacolare il flusso di automezzi lungo la provinciale. Per questo non abbiamo alcuna intenzione di mollare proprio ora: il corteo è soltanto rimandato, non di certo annullato. Perché – è bene sottolinearlo – nostra intenzione è muoverci e far valere le nostre ragioni sempre e comunque entro i confini della legalità”.]

ESITO ASSEMBLEA CITTADINA DI OGGI CIRCA PROBLEMA TENDOPOLI PROFUGHI NORDAFRICANI.

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Egregi,
in allegato il fax con cui ho comunicato alla questura la manifestazione di domani. Segue il documento che oggi ho chiesto di sottoscrivere, che già molti hanno sottoscritto e che vi prego di voler chiedere ai vostri lettori di volerlo stampare e farlo a loro volta sottoscrivere avendo cura di portarlo domani alla manifestazione.

Vogliate per favore comunicare che chi vuole iscriversi a parlare mi deve mandare una email a angelo@lippolis.biz

Grazie
Angelo Lippolis

SIGNOR QUESTORE di BRINDISI
e p.c. COMMISSARIO STRAORDINARIO COMUNE di ORIA

OGGETTO: Esito assemblea cittadini oritani circa problema profughi nordafricani presso Centro Accoglienza e Identificazione sulla strada prov/le Oria-Manduria. CORTEO-MANIFESTAZIONE in data 29.3.2011.

Egregio Signor Questore,

per quanto di competenza di codeste Autorità di P.S. si trasmette l'allegato documento sottoscritto al termine dell'assemblea cittadina che si è tenuta presso il Comune di Oria in ordine alla problematica indicata in oggetto.

Si evidenzia quindi che, salvo contrario e motivato avviso di codeste Autorità, alle ore 16,00 di domani 29 marzo 2011, dal rondò posto all'incrocio fra la circonvallazione Oria – Cellino S.M. e la strada prov.le per Manduria, partirà un corteo di cittadini diretti all'ex campo aviazione, oggi sede della tendopoli in argomento, dove si terrà un pubblico dibattito.

Distinti saluti.

Oria, lì 28 marzo 2011

Firmato: Angelo Lippolis - referente comitato spontaneo cittadini, residente in Oria.
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Campo Profughi: la VERGOGNA. I cittadini di Oria chiedono il rispetto della Sicurezza e della Salute pubblica. I cittadini di Oria chiedono un intervento immediato che garantisca la propria Sicurezza e la propria Salute.

Ieri, 27 marzo, primo giorno presso la tendopoli lungo la provinciale Oria – Manduria, tutti i cittadini di Oria si sono confrontati con le difficoltà scaturite da una incomprensibile e irresponsabile decisione ad ubicare, in uno spazio aperto e non attrezzato, privo di ogni servizio, un Centro di Accoglienza per i migranti Nord-Africani.

Sono bastate poche ore perché più della metà dei profughi si riversassero per le nostre strade e nelle nostre campagne. L’Organizzazione si è dimostrata impreparata ed insufficiente ad affrontare il problema ed a dare le soluzioni.

Noi cittadini non possiamo essere le vittime di questa scelta infelice.

Non siamo contrari alla solidarietà, siamo una popolazione da sempre attenta e sensibile ai problemi umanitari e siamo geneticamente predisposti ad aiutare il prossimo.

Purtroppo, sin dal primo giorno sono emerse problematiche che si aggraveranno con il crescere del numero degli immigrati, ieri 300, domani 4.000?

Vi è un problema di Sicurezza.

Una rete di recinzione a maglia larga alta 220 cm non è adatta a prevenire le fughe di chi è abituato a evadere dai Centri dotati di Mura invalicabili. Se ieri, il numero delle forze dell’ordine presenti non è stato sufficiente a contenere 300 immigrati, come si farà domani che di immigrati ce ne saranno 1.000?
Come faremo la settimana prossima che se ne prevedono 4.000? I profughi non hanno interesse a fermarsi, la loro fuga prosegue verso il Nord, ma al passaggio da Oria qualcuno è già entrato nelle nostre case e nelle nostre campagne creando apprensione e allarme alle tante famiglie residenti.

Vi è un problema di Salute e Igiene Pubblica.
Siamo certi che siano state attuate tutte quelle misure necessarie a prevenire sanitariamente ogni forma di epidemia possibile? La Struttura si è dotata di quanto è necessario per effettuare visite mediche e screening sanitari agli arrivati?

Vi è un problema Economico.
La mancanza dei controlli necessari e la nostra esperienza dopo un solo giorno di attività del centro ha generato preoccupazione ed una immediata ricaduta sull’immagine della nostra città ad alta vocazione turistica con dannose conseguenze, oggi e in futuro, alle diverse attività produttive.

Quanto durerà tutto questo?
In questo momento al centro stanno lavorando alacremente per portare luce, acqua, fogna, reti telefoniche e wi-fi, per predisporre spazi adatti ad accogliere altre 400-500 tende. Non ci sembra che si stia organizzando qualcosa di temporaneo ma qualcosa che durerà nel tempo.
Oria non è disposta a subire tutto questo e non è disposta a credere che i problemi saranno risolti così come non è disposta a credere che il caos di ieri era dovuto alla sola impreparazione tipica del primo giorno. Non si può mettere a repentaglio la Sicurezza e la Salute dei cittadini per colpa di una decisione improvvisata. Sicuramente potevano essere individuate soluzioni più adatte allo scopo quali la ex Base USAF di San Vito, oggi abbandonata, ma dotata di ogni attrezzatura per una accoglienza più umana e senza la necessità di un dispendio economico per organizzare qualcosa da zero così come si sta facendo.
Oria chiede al Governo, al ministro Maroni, al Sottosegretario Mantovano di intervenire immediatamente per trovare un’adeguata accoglienza ai Profughi presenti nel centro e a fermare gli altri arrivi.
Il Comitato dei Cittadini, appositamente costituito, invita il Sottosegretario Mantovano a prendere visione di quanto sopra convocandolo per domani 29 marzo alle ore 16:00 alla manifestazione che si terrà lungo la Strada Provinciale Oria Manduria con partenza dal Rondò e arrivo alla tendopoli dove si terrà un pubblico dibattito.

domenica 27 marzo 2011

ORIA - DOMANI IN MUNICIPIO MANIFESTAZIONE INDETTA DA UN COMITATO DI CITTADINI PER LA VICENDA PROFUGHI TUNISINI

(Fonte www.ilcontrovento.it)
OGGETTO: MANIFESTAZIONE IMMIGRAZIONE ORIA

Il giorno 28 marzo 2011 la Cittadinanza tutta, le forze politiche e gli organi di stampa sono invitati a partecipare alla pubblica assemblea sul problema profughi che si terrà presso la sala consiliare del Comune di Oria a partire dalle ore 16. L’obiettivo dell’iniziativa è discutere dei problemi legati all’arrivo dei migranti nordafricani e intraprendere ogni azione utile di protesta per sensibilizzare le istituzioni locali e nazionali, nonché le forze dell’ordine, a rafforzare i controlli sul territorio. Come noto, purtroppo, già il primo giorno presso la tendopoli lungo la provinciale Oria – Manduria ha prodotto considerevoli difficoltà alla popolazione. I migranti, moltissimi dei quali fuggiti dal campo loro riservato, si sono introdotti in diverse proprietà private ingenerando preoccupazione nei residenti. Ci sono stati anche dei momenti di tensione. Lunedì 28 il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano sarà presente a Manduria, dove terrà un intervento per conto del Governo nel corso del consiglio comunale. Nostra intenzione è metterlo al corrente dei disagi che sta patendo Oria e chiedere provvedimenti adeguati. Crediamo che una prima iniziativa improcrastinabile sarebbe la chiusura al traffico non autorizzato della provinciale Oria – Manduria così da consentire un maggiore monitoraggio della zona. Non è sopportabile che già durante la giornata di domenica 27, giorno di arrivo dei profughi presso l’ex aeroporto militare di Manduria, oltre un centinaio di profughi sia riuscito ad eludere ogni tipo di sorveglianza e a riversarsi nei centri abitati, con le conseguenze annesse e connesse. Si pregano vivamente la Cittadinanza, i politici locali e la stampa di partecipare numerosi perché la voce delle popolazioni locali finalmente giunga a chi di dovere.

Il Comitato organizzatore