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lunedì 26 dicembre 2011

ORIA - RICORDATE LA STATUA DI V. CORRADO, IL CUOCO GALANTE? NESSUNO SA CHE FINE HA FATTO. AL SUO POSTO UN BEL PRESEPE!

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Quattro belle parole mi va proprio di spenderle in favore di quel gran genio che ha pubblicizzato l'installazione di una statua raffigurante V. Corrado, il cuoco galante (a dire il vero una chianca mi ha detto che quella raffigurata sul depliant gli ricordava tanto la statua di San Cosimo).
Statua che ancora, a distanza di un mese, non si vede .... e nessuno si degna di spiegarci il motivo di tal ritardo, e che invece al suo posto (sulla base che era stata predisposta) in questi giorni è spuntato un bel presepe, che la sera viene anche animato da un lumino.
Non so dirvi a chi è venuta l'idea del presepe, sicuramente è servito a mimetizzare quell'obbrobrio di manufatto e per questo va elogiato.
Oria è anche questa!

domenica 4 dicembre 2011

ORIA - STATUA DI VINCENZO CORRADO E FOTO CON SFONDO TORRI DEL CASTELLO.

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Mi viene riferito che nel precedente articolo ho sbagliato a parlare di falso clamoroso circa le due torri del castello che si vedono nell'immagine in bianco-nero del depliant realizzato dal Comune.
Sempre in base a quanto mi viene riferito, per inquadrare le due torri (anzichè una) bisogna posizionarsi in un certo punto della piazzetta (forse anche un pò sopraelevato?)
Non ho verificato sul posto, ma se la verità è questa chiedo scusa per la superficialità ed imprudenza da me dimostrata nell'occasione. Avevo scritto: "Una curiosità: la suddetta immagine presente in un depliant realizzato dal Comune, contiene un clamoroso falso. LA TORRE A DESTRA IN REALTA' NON ESISTE ...... basta confrontare con la foto da me scattata e pubblicata in calce a questo post".
Spero comunque che questi due articoli siano serviti a richiamare l'attenzione di "qualcuno" circa l'opportunità di allocare in quella piazzetta la statua del "cuoco galante" e non semplicemente nei confronti di un dettaglio di scarsa rilevanza.

venerdì 2 dicembre 2011

ORIA - SPERO CHE QUALCUNO ABBIA CAMBIATO IDEA CIRCA LA COLLOCAZIONE DI QUELLA STATUA DEL "CUOCO GALANTE"

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Alle ore 19.00 di sabato scorso, 25 novembre, nella caratteristica piazzetta Le Sciaje (Via Papatodero) doveva esserci l’inaugurazione del monumento al celebre gastronomo oritano Vincenzo Corrado.
L'evento non si è a tutt'oggi verificato e sinceramente mi piacerebbe conoscere i motivi.
Sinceramente mi piacerebbe apprendere che "qualcuno" ha cambiato nel frattempo idea per una serie di motivi, a causa (per esempio) di assenza di idoneo permesso a costruire rilasciato dall'Ufficio Tecnico Comunale, corredato di apposito parere favorevole della competente Soprintendenza. A scanso di equivoci evidenzio e sottolineo che mi piacerebbe apprendere ciò, ma con questo non vi sto dichiarando che non esiste permesso a costruire. Fra l'altro non posso dichiararlo perché non mi sono informato.
Devo confessarvi che dal primo momento ho avvertito qualcosa a pelle che mi diceva che la scelta di quel sito come ubicazione dell'artistico manufatto era proprio di cattivo gusto .... ma ... ahimé ... degustibus ..... e poi ... capisciammè .... con quanta gente acculturata abbiamo ad Oria ... possibile che devo (s)parlare sempre e solo io?
Mi state chiedendo dove metterei io quella statua? La metterei al riparo dai vandali, in un contenitore culturale come Palazzo Martini. Ricordate la statua di Costantino in che condizioni versa? Mutilata e insozzata da molti anni ormai.

lunedì 12 maggio 2008

NESSUNO E' PROFETA IN PATRIA: A PUTIGNANO ONORI PER IL CUOCO ORITANO DEL '700 Vincenzo CORRADO

CULTURA | Putignano (BA), 16 Maggio 2008

Una mostra ispirata ai Dessert di Vincenzo Corrado, grande cuoco del '700

Per la prima volta, la meravigliosa struttura del Palazzo Romanazzi Carducci riapre al pubblico in occasione della mostra "Fate onore a Primavera" dedicata al 'Dessert per il mese di Maggio'. Ispirato alle opere di cucina aristocratica di Vincenzo Corrado (nella foto in un ritratto del '700), grande cuoco pugliese del '700 alla corte del Regno di Napoli, questo evento vede la magnifica sede museale come luogo ideale per la scenografica imbandigione descritta nel “Trattato VIII. Idea di disporre dodici dessert e variarli per tutti i mesi dell’anno”. Una riproposizione della tavola corradiana voluta e promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Putignano, nell’ambito delle attività del PIT5 Valle d’Itria per la promozione e internazionalizzazione delle imprese. Progetto e coordinamento artistico di Emanuela Angiuli.

La progettazione di eventi culturali nei territori del PIT 5 Valle d'Itria – caratterizzati dagli ambiti produttivi del dell’agroalimentare e del tessileabbigliamento – ha rilevato come peculiarità essenziali di questi luoghi la presenza del Barocco settecentesco e la letteratura della gastronomia aristocratica della stessa epoca.
Partendo dalla definizione del territorio come teatro di rappresentazione di segni prodotti dalla storia economica,
sociale ed artistica, è scaturita la necessità di ricomporre uno scenario in cui il genius loci, l’anima vera e profonda di un territorio, diventa il riferimento e nello stesso tempo l’oggetto sacro in cui riconoscere una forte carica simbolica e spettacolare. La metafora di paesaggio come teatro, così cara ad Eugenio Turri, ci aiuta a identificare il paesaggio come spazio culturale, frutto cioè di riferimenti, di significati, di denominazioni, di oggetti umani, proponendosi come palcoscenico nel quale gli individui e le società recitano le proprie storie. Se il paesaggio dunque si presenta come riflesso di un’organizzazione dello spazio, di un modo originale degli oggetti sociali di ordinarsi e rivelarsi nel territorio, delle storie che tali ordini hanno prodotto, allora la sua rappresentazione (ricomposta attraverso linee architettoniche e modalità stilistiche ancora evidenti nel tessuto della città storica) può assumere la configurazione di palcoscenico in cui i singoli elementi avanzano nel ritmo musicale di una composizione sinfonica. Riprendendo i riferimenti alla letteratura gastronomica dell’aristocrazia settecentesca, si scoprono le opere di Vincenzo Corrado, pugliese di Oria, considerato il più grande “costruttore” di banchetti, cuoco e regista della convivialità del Settecento meridionale. L’apparecchio delle sue tavole, infatti, riprende gli stilemi dei giardini delle dimore aristocratiche, inserendo percorsi, viali, aiuole popolate di personaggi mitologici
particolarmente legati alla natura e alle stagioni. Il trionfo dell’eccesso, sia pure miniaturizzato, si propone agli occhi dello spettatore sotto forma di racconto magico, di teatralità di un gusto che cattura i sensi per rendere la degustazione dei cibi un’esperienza sensoriale capace di invadere l’anima e il corpo.

Vincenzo Corrado, nato ad Oria il 29 marzo 1738 da Domenico e da Maddalena Carbone, in un'umile famiglia, rimase orfano del padre, ed ancora adolescente fu portato a Napoli come paggio alla corte del Principe di Modena e Francavilla Fontana Michele Imperiali, gentiluomo di camera di S.M. il Re delle due Sicilie. Appena maggiorenne, il Corrado entrò a far parte della Congregazione dei Padri Celestini dove si specializzò negli studi di matematica, astronomia, filosofia, scienze naturali e arte culinaria. Vissuto fra il sette e l’ottocento, come capo dei Servizi di Bocca del suo principe, diventò il faro della cucina moderna nobile deliziando gli ospiti con opulenta ospitalità. Il Corrado è stato il primo autore napoletano di un manuale organico di gastronomia. Il suo trattato “il Cuoco Galante” comparso a Napoli nel 1773, non oppose pregiudiziali al lessico gastronomico francese a quei tempi dominante, ma nel complesso si mantenne fedele alla pratica tradizionale della cucina italiana, e in particolare napoletana, rivelando lo sforzo di voler integrare le cucine forestiere a quella locale, servendosi di una scrittura semplice, concisa ed esauriente. La materia del manuale è riportata in capitoli di una certa ampiezza, ciascuno dedicato ad un argomento (minestre, carni domestiche e selvatiche, pesci, uova, latticini, verdure, crostate, dolci, sapori, conserve) a sua volta suddiviso in brevi paragrafi nei quali si prescrivono i modi di cucinare le vivande. “Il cuoco galante” ebbe larga fortuna come testimoniano le numerose edizioni e ristampe giunte fino alla metà dell’ottocento. Di Vincenzo Corrado sono anche da ricordare altri libri come: “Del Cibo Pitagorico” e “Il Credenziere di buon gusto”, quest’ultimo pubblicato nel 1778 a Napoli e più volte ristampato con l’ampliamento di due “trattati storici” sulla cioccolata e il caffè (edizione 1820). Vincenzo Corrado morì a Napoli nel 1836. Esistono recenti edizioni di alcuni dei suoi libri di gastronomia.

Palazzo Romanazzi Carducci, Putignano
APERTO NEI GIORNI 17, 18, 24 e 25 maggio dalle ore 09,30 alle ore 12,30 e dalle ore 16,00 alle ore 19,30.
Info: 328.4548699
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Articolo tratto da ww.cannibali.it