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martedì 10 gennaio 2023

ORIA - MONUMENTI, MANUFATTI ED OPERE PUBBLICHE A RICORDO DI ORITANI SCOMPARSI

 In questi giorni qualcuno ha organizzato una raccolta di oboli volontari allo scopo di realizzare "un monumento" (così viene definito) che dovrà commemorare in modo perpetuo un cittadino scomparso nei giorni scorsi.

Premesso che non ho nulla di personale nei confronti del defunto e dell'ideatore di tale iniziativa, mi riservo in un prossimo post di illustrare una mia personale interpretazione della normativa vigente in materia.

Nel frattempo, pubblico alcune foto riguardanti manufatti esistenti nella città, quasi tutti realizzati con soldi dei privati per commemorare in perpetuo cittadini scomparsi (quasi sempre familiari dei donanti).

RONDO' INTERSEZIONE VIA FRANCAVILLA - VIA FRASCATA - VISCIGLIO



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RONDO' NEI PRESSI DEL MUNICIPIO (donato da una famiglia in ricordo del figlio deceduto in incidente stradale)
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Via Latiano angolo Via Epitaffio (in memoria dei caduti sul lavoro, opera donata dagli eredi di Armando Penta, deceduto tragicamente sul lavoro)

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AREA ARCHEOLOGICA A RIDOSSO DEL MUNICIPIO (intitolata ad un cittadino di origini oritane, sconosciuto dal 99,9 % degli oritani, la cui famiglia, anch'essa sconosciuta agli oritani si è fatta carico dei costi per recintare l'area)

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Via G. D'Oria, altezza Supermercato DOK, Via Strabone (aiuola con pianta di alto fusto donata dai familiari di una persona scomparsa)

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Via Latiano, angolo Viale Regina Margherita (monumento alle vittime del caporalato, fortemente voluto dall'amministrazione comunale capeggiata da Sergio Ardito, realizzata con soldi comunali e con proventi derivanti dal canone per l'antenna Vodafone alle spalle dell'ufficio sanitario. Qualche anno prima si era verificato un grave incidente stradale che aveva provocato la morte di alcune donne, braccianti agricole che andavano al lavoro a bordo di un furgone)

domenica 24 maggio 2020

ORIA - CHI ERA ROSARIA GRECO?

Rocco e Rosaria Greco
Dopo la pubblicazione nei giorni scorsi di un mio post  (LINK) alcuni amici mi hanno chiesto “Chi era Rosaria Greco? Perché dovrebbe essere ricordata, commemorata?”.

Belle domande, a cui non è facile rispondere con pochi righi.

La domanda “Chi era Rosaria Greco?” trova risposta nel contenuto del libretto post mortem scritto dal padre, dal titolo “In memoria di Rosaria Greco”, che potete leggere al seguente LINK (se vi riesce difficile con lo smartphone vi consiglio di utilizzare un computer). L’unica cosa che non troverete scritta è la malattia che le causò la morte quando ancora non aveva compiuto 16 anni.

Per rispondere all’altra domanda “Perché dovrebbe essere ricordata, commemorata?” devo necessariamente parlarvi del suo papà: Rocco Greco.

Ciò premesso, devo evidenziare che l’occasione per scrivere nei giorni scorsi di Rosaria Greco mi è stata data da un sopralluogo che ho effettuato il giorno 14 c.m. in Via Vela, dovendo confezionare un articolo relativo alla toponomastica (LINK). Percorrendo detta strada periferica, mi sono soffermato ad osservare per qualche minuto, dall’esterno, il “Centro Sociale ANNIBALE MARIA DI FRANCIA delle Suore Figlie del Divino Zelo”.

Tornato a casa, chissà perché, come stregato, come attirato da non so che, sono stato letteralmente calamitato da un'assillante curiosità, ovvero ricercare notizie sull’origine di detto istituto.

L’unico mezzo per colmare la mia curiosità, non potendo recarmi nella biblioteca e/o archivio storico comunale (in quanto ancora chiusi), era di cercare qualche dato in alcuni libri della mia modestissima collezione. La fortuna mi ha arriso, facendomi leggere alcune pagine di un libro donatomi dal
compianto prof. Alvaro Ancora, con tanto di dedica autografa datata 15 luglio 2013. In una delle pagine, dedicate alla presenza in Oria, agli inizi del secolo scorso, di Padre Annibale Maria di Francia, era riportato lo stralcio del testamento olografo di Rocco Greco, genitore di Rosaria.
"....voglio anche destinare [....] parte di dette mie sostanze all'Orfanotrofio Antoniano Femminile del luogo, il quale assumerà gli obblighi come appresso indicati [....]
- Parte del fondo Vela o Parietone con la Casina Civile, fabbricati annessi e connessi ed accessori, ove ho vissuto per circa sedici anni con la mia cara Rosaria, e perciò ricco di innumerevoli incancellabili ricordi che per me lo rendono inestimabile.
All'Orfanotrofio Antoniano Femminile del luogo, mobili, biancheria ed ogni suppellettile esclusi - perchè vi venga dalla Direzione del detto Istituto creata una Colonia, se non permanente, almeno estiva, di conveniente numero di Orfane di menomata salute fisica, convertendo in Cappella la camera ove la mia Rosaria esalò la sua bell'anima a Dio ed apponendo sul frontespizio del fabbricato civile ed a caratteri cubitali la seguente dicitura: Colonia Rosaria Maria Egidia [....] Preciso anche che l'intero salotto con la radio Fada si apparterranno al precitato Orfanotrofio Antoniano Femminile per mobiliare in permanenza la sala di entrata di Casina Parietone [....]. Sui due fiorenti Orfanotrofi Antoniani Maschili e Femminile, ammirata opera di carità e di fede del compianto Fondatore Canonico Annibale Maria di Francia, il cui fervido apostolato viene perpetuato dal Rev.mo Padre Francesco Vitale, piovano le benedizioni di Dio e dell'Umanità beneficata e l'augurio di ogni prosperità [....]
 Oria, dalla Casina Parietone 18 luglio 1943 -             Rocco Greco"

Sempre rovistando nei miei libri ho rintracciato qualche notizia sulla figura di Rocco Greco, che andasse oltre quello che molti oritani hanno sempre sentito dire, ovvero “quel Rocco Greco, podestà in Oria durante il fascismo, passato alla storia come quello che nel 1933 permutò il castello normanno-svevo con Palazzo Martini di proprietà del Commendator Giuseppe Martini Carissimo.” Giova evidenziare che negli ultimi anni, in occasione dell’acquisto del castello da parte della Borgo Ducale srl, avvenuto nel 2007, molti, nel leggere l’atto di permuta del 1933,  hanno forse frettolosamente pensato (e scritto) che il fascistissimo podestà Rocco Greco (LINK)  fece un regalo al Martini Carissimo. Per capire come effettivamente si arrivò a quella permuta vi consiglio di leggere il libro di Glauco Caniglia “Il Castello di Oria, vicende giuridiche e prospettive….”

Rocco Greco, nato in Oria il 26 ottobre 1881, era figlio di Antonio, proprietario terriero che fu assessore comunale nella Giunta capeggiata dal Cav. Francesco Milizia (1905-1906). Fra i fratelli e sorelle di Rocco mi è stato possibile rilevare finora due nomi: Innocente e Francesco. Rocco studiò e conseguì la laurea di Dottore in Farmacia; partecipò alla prima guerra mondiale come Ufficiale degli Alpini (riportando una mutilazione), in congedo col grado di Tenente Colonnello. E’ stato sindaco di Oria dal 03/08/1924 al 20/06/1926. Con l’avvento del Fascismo, fù uno dei primi ad iscriversi al Partito Nazionale Fascista e fedelissimo al Duce ricoprì per ben 6  volte, non consecutive,  la carica di Podestà (fino al 22/07/1939). Carica podestarile che ricoprì anche nella vicina Erchie nel 1926-1927.
Forse non sbaglio se affermo che egli ha il primato come durata alla guida del governo della città, se si considera che fra la carica di Sindaco e di Podestà ha esercitato per 150 mesi, pari a complessivi circa 12 anni e 6 mesi.

 Per le sue doti e le sue benemerenze fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia e, a differenza di qualche amministratore del nostro tempo, non usava firmare anteponendo il titolo di Dr. e/o di Cav.

Nella vita privata fu un uomo molto provato dalle avversità: il 2 febbraio 1925 gli muore il figlio Antonino di appena sei mesi; il I° settembre 1925 nasce la figlia Rosaria che muore, non ancora sedicenne, il 21 maggio 1941, a seguito di alcuni anni di sofferenza causata da una malattia allora incurabile (tisi, mi è stato riferito); dopo pochi mesi, la moglie si ammalò di tifo e morì il I° gennaio 1926. Rocco Greco, distrutto dal dolore causato dalla prematura morte della diletta figlia Rosaria (Sara), insieme alla  quale aveva vissuto per oltre 15 anni, morì all’età di 62 anni.

Durante il Fascismo, per combattere la disoccupazione furono avviati lavori pubblici: la costruzione dell’edificio scolastico “De Amicis” dopo la demolizione del Palazzo dei Celestini 
(avvenuta nel 1912, prima dell'avvento del Fascismo, per volere del sindaco Gennaro Carissimo); la pavimentazione di Via Pasquale Astore e Via Castiglione; la realizzazione di parte della strada per il Santuario di San Cosimo; nell’aprile 1926 ci fu l’inaugurazione della rete elettrica pubblica; intorno al 1927 l’acqua del Sele giunse ad Oria e fu avviata la costruzione della rete fognante, che fu completata con la costruzione delle vasche di spurgo sulla via per Torre SS; furono innalzati tre monumenti: a Costantino nel piazzale della Cattedrale, il Fante Glorioso nell’attuale piazza Lorch, il monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale nel piazzale antistante il cimitero; fu acquistato il terreno da adibire a campo sportivo (ove adesso trovasi il municipio e l’adiacente area archeologica). Nell’attuale piazza De Jacobis, ove adesso è ubicato l’ufficio postale sorse La Casa del Fascio, un immobile a tre piani che ospitava la sede del Partito Nazionale Fascista, la sede della GIL (Gioventù Italiana del Littorio) la sede della ONB (Organizzazione Nazionale Balilla); la sede dei Giovani Italiani e degli Avanguardisti.

In Italia il Fascismo instaurò un duro regime poliziesco, gli oppositori venivano arrestati, imprigionati o costretti al confino, cioè a vivere in una località lontana dal luogo di residenza e dalla famiglia. Nella sola provincia di Brindisi, tra il 1926 e il 1943, furono 76 i confinati politici. Ad Oria fra coloro che subirono arresti e provvedimenti di confino, ho rilevato i seguenti nomi: Cosimo Delli Santi (padre di Albino, deceduto di recente), Luigi Oggiano,  Salvatore Mingolla e Pasquale Galiano.  Quest’ultimo, primo sindaco comunista, è colui che è stato il più perseguitato dal regime fascista (LINK in questo blog)
Interessante, altresì, da leggere  la pagina 67 del libro che potete scaricare al seguente LINK 

Inevitabilmente il dissenso e le conseguenti persecuzioni crearono odio, astio, dissapori e rancori fra coloro che gestivano il potere e una parte dei cittadini.
Per legge il  Podestà, coadiuvato da una Consulta municipale, accentrava su di se ogni funzione politico-amministrativa al pari dei Commissari Straordinari dei giorni nostri. In pratica però  il potere veniva anche esercitato (a volte abusandone) dal Segretario del Fascio e dai vari gerarchi.
Fra i Segretari del Fascio vengono maggiormente ricordati Paolo Filotico (padre del compianto Titti), Gaetano Scazzeri, Francesco Greco (fratello di Rocco), Arnaldo Scardapane. Fra i vari gerarchi fascisti, ovvero componenti del Direttorio, vengono maggiormente ricordati: Italo Caniglia, il rag. Giuseppe Palazzo, l’Ins. Giuseppe Proto, il rag. Pasquale Fullone. Mi è stato altresì riferito oralmente che un uomo del regime, alquanto attivo, era tale Don Peppu Ti La Posta (cognome PEPE) 

Il compianto avvocato Cosimo Iacovazzi, in un’intervista di circa 20 anni fa ebbe a dichiarare:
“Mio padre aveva la licenza elementare; reduce della guerra 1915-18, durante la quale aveva ricevuto sul campo dai francesi una medaglia di merito, venne assunto come vigile urbano. Egli non aveva la tessera fascista e, per controversie con il segretario politico del tempo, venne licenziato. Un giorno c’era un’adunata fascista in Piazza Manfredi e mentre quel segretario politico arringava la folla, passava, in piazza, mio padre che teneva me per mano (avevo due anni) e mia madre che era incinta di mia sorella Maria (era l’anno 1927). Il segretario, additando mio padre alla folla, disse: “In questo momento passa un nemico della patria, un sovversivo”, scese dagli scalini del Sedile e sferrò un calcio che colpì  al basso ventre mia madre. Questo gesto provocò l’indignazione di tutti, persino degli stessi fascisti, molti dei quali abbandonarono la piazza.” (Libro scuola media Oria, anno scolastico 2001-2002 dal titolo MOMENTI….. IL VENTENNIO FASCISTA IN ORIA)

A proposito di Pasquale Galiano è degno di nota quanto segue: ebbe otto figli e a 5 di essi diede nomi dal pregnante significato ideologico, libertario ed antifascista: Libertà, Libero pensiero, Libero amore, Eguaglianza e Giustizia, successivamente modificati contro la sua volontà in virtù di una sentenza del Tribunale di Brindisi. Durante uno dei tanti periodi di detenzione o confino, la moglie si recò al Comune di Oria per chiedere assistenza per la figlia Libertà, gravemente malata, ma il Podestà rifiutò dicendo: “Meglio se muore”. Quando Libertà morì a Pasquale fu concesso di assistere ai funerali. Dopo poco tempo anche la figlia del Podestà morì.” (da un’intervista ad Aurora, figlia di Pasquale Galiano) [(Libro scuola media Oria, anno scolastico 2001-2002 dal titolo MOMENTI….. IL VENTENNIO FASCISTA IN ORIA]

Rocco Greco, oltre ad essere un fedelissimo del Duce ed avere influenti ed importanti amicizie anche fuori Oria, era sicuramente dotato di quei requisiti necessari per esercitare le funzioni di Podestà, come si può rilevare dal contenuto di una relazione del Prefetto Perez al Capo di Gabinetto del Capo del Governo, datata 13.11.1929: “……..Ad Oria fu necessario addivenire allo scioglimento del Direttorio del Fascio, del quale facevano parte due impiegati del Comune che ne abusavano per violare i loro doveri d’ufficio…… Il dissidio tra il Podestà Cav. Dott. Rocco Greco e  il Segretario Politico è stato transitorio ed ebbe origine dalle contravvenzioni elevate a carico di certo_________ per violazione alla legge sulla disciplina del commercio. Il fascio parteggiava per il Segretario politico, destando il risentimento del Podestà, che peraltro da qualche tempo, e dopo lo scioglimento del Direttorio è tornato in buoni rapporti con il dott.___________ 
Il Podestà Dott. Rocco Greco, che è un vecchio fascista, ha certamente carattere autoritario in parte modificato, dopo ripetuti richiami avuti da me. D’altro canto, in un paese come Oria che già risentiva del sovversivismo della vicina Francavilla Fontana un podestà poco energico non sarebbe assolutamente indicato. Invero io ho pensato ripetutamente alla sostituzione del podestà, che mi ha accennato varie volte di dimettersi, ma mi sono arrestato di fronte alla difficoltà della scelta perché se qualche elemento più idoneo del Greco esiste in Oria per assumere alla carica di Podestà, esso non è iscritto al Partito, che localmente non offre uomini utilizzabili alla bisogna. …..”

Secondo le risultanze delle ricerche del prof. Alvaro Ancora, Rocco Greco nel 1914-1915 sarebbe stato considerato un “massone” e insieme ai Consiglieri Comunali Zaccaria Pinto, Nicola Salerno Mele ed Arcangelo Parlatano si teneva in contatto con la Loggia Massonica di Taranto. Per il Parlatano ed il Greco esiste la testimonianza scritta di Padre Annibale (lettera del Di Francia al Vescovo Di Tommaso del 31 gennaio 1915). Nella seduta consiliare del 24 luglio 1914 per le elezioni del Sindaco e della Giunta, Salerno Mele venne nominato sindaco, Greco assessore delegato e Parlatano assessore ai lavori pubblici.

Dopo questi accenni sulla figura di Rocco Greco e su alcuni aspetti del periodo fascista in Oria, torno a parlare del libretto “In memoria di Rosaria Greco”.
Rocco Greco scrive:
- all’alba del 5 maggio impetra dalla Madonna Ausiliatrice la grazia della sua guarigione; presenta alla Stessa il suo voto di castità e implora perdono per i miei peccati;
- verso la sera del giorno 7 mi dice “Papà mi sento fiacca…… La Madonna mi porterà con sé.”
-  verso le ore 11:00 del  13 maggio, la figlia Rosaria ha una visione ad occhi aperti, riferendo ai presenti che le sono apparse varie figure (Gesù Crocefisso, la Madonna che schiaccia la testa al serpente, alcuni Santi, l’Eterno Padre con un grande libro in mano, etc.);
- che Rosaria morì alle ore 1 del 21 maggio, giorno dedicato alla Vergine Santissima della Croce;
- parole struggenti quelle dette da Rocco Greco al cimitero. Parole che mi hanno toccato e mi toccano profondamente ogni volta che le rileggo. A mio parere è una sorta di testamento spirituale e materiale, concludendo che non vede l’ora di riunirsi con la figlia diletta, ma anche con la moglie ed il piccolo Antonino. Degno di nota il seguente passaggio “ Ossequiente alla volontà di mia figlia, Vi prego di perdonarmi se involontariamente Vi arrecai offese, così come io a tutti ho perdonato”.
Sicuramente tanto dolore lo portò alla morte. Morì circa due anni dopo, all’età di 62 anni dopo aver scritto di proprio pugno il testamento col quale donava alle suore dell’Orfanotrofio Femminile la casina del Parietone con annessi e connessi. Per il momento mi fermo qui, riservandomi di tornare a scrivere per spiegarvi altro.

P.S.: non so a voi, a me ha fatto molto riflettere un filo comune che lega alcuni accadimenti che hanno avuto come protagonisti Rocco Greco e la figlia nel mese di maggio 1941. Filo comune di carattere altamente religioso. Mi riferisco alla Madonna.  Il 13 maggio, giorno in cui  Rosaria ebbe una visione  celestiale,  mi ricorda l’apparizione della Madonna ai tre pastorelli di Fatima, avvenuta anni prima. Una domanda nasce spontanea: altri prima di me hanno fatto queste riflessioni? A qualcuno è mai venuto in mente negli scorsi decenni di chiedere la beatificazione di Rosaria Greco? 

venerdì 10 gennaio 2014

ORIA - ANTONIO VECCHIO NON E' PIU' CON NOI, E' VOLATO IN CIELO.

Mestru Ntognu, maestro falegname, nonchè raffinato ebanista, è volato in cielo all'età di 80 anni. I funerali domani, sabato 11 gennaio, presso la Basilica Cattedrale, con partenza da casa dell'estinto alle ore 15,30.
 Faccio le più sentite condoglianze ai familiari. 

venerdì 25 ottobre 2013

ORIA - VINCENZO CARBONE (Enzo Campusantieri) non è più con noi... è volato in cielo.

Un altro pezzo di storia oritana se ne va.
Enzo ci ha lasciato ieri all'età di 85 anni.
Conosciutissimo in città per essere stato per vari decenni dipendente comunale in qualità di custode del cimitero (l'amministrazione comunale non ha avuto la sensibilità di commissionare nessun manifesto di lutto ... a differenza di altri ex dipendenti comunali ... e di NON  ex dipendenti comunali, genitori di architetti), nonchè uno degli attori più importanti del Corteo Storico e Torneo dei Rioni. Per molti anni ha impersonato Giovanni di Brienne, suocero di Federico. Oggi interpreta quel ruolo Remo Italiano.
Negli ultimi tempi Enzo lo si vedeva pochissimo in giro, a causa dei postumi di un incidente stradale che gli aveva procurato varie fratture. Ho avuto il piacere di incontrarlo personalmente per l'ultima volta un paio di mesi fa, proprio nei pressi del cimitero. Istintivamente lo salutai abbracciandolo e baciandolo affettuosamente sulle guance. Lui ricambiò il gesto con la seguente frase: "Grazie Comandà ... grazie!"
La moglie anni addietro gestiva un negozio di fiori proprio di fronte al cimitero e lì era quasi sempre parcheggiata quella Fiat 500 giardinetta color rosso di Enzo, sulla cui cappotta era montato un grande portapacchi, utile per il trasporto di corone floreali in occasione di cortei funebri.
Gran lavoratore Enzo, sempre educato, gentile, rispettoso, col sorriso perenne sulle labbra accompagnato da quello sguardo sempre gioioso. Molto socievole e gran compagnone come si suol dire. Fino a qualche decennio fa faceva parte di una comitiva di amici molto affiatata.
Riusciva  a ricordare fatti e personaggi della nostra Oria d'altri tempi, con estrema lucidità.
 Aveva sempre la battuta pronta e aneddoti da raccontare.
 Non dimenticherò mai quella volta che vedendomi all'interno del cimitero volle scambiare con me qualche battuta circa problemi di attualità....sul dilagare della delinquenza. Fece riferimento al modo di taluni nell'atteggiarsi a "guappi", mettendo in mostra (in modo ostentato) tatuaggi su vari parti del corpo. Concluse con una battuta: "Comandà.... quannu vennu quà intra .... ti muerti .... no si scherza! Nci ticu ca quiddi mucamienti ti nguacchi no li vogghiu vesciu! Uè .... ce lu criti .... ca mancu passa na sittimana e nò si veti cchiù nienti? Quà intra..... comandà .... sontu tutti uguali ... atru ca uappi, pampini e mienzi pampini! E menu mali!"
Ciao Enzo amico mio ..... riposa in pace.


Il seguente video è estrapolato da un filmato realizzato nel 2005 dal Dr. F. Russo, gestore del sito CarpedimOria.it.

Appresso altro video estrapolato da un filmato di Massimo Greco.
Nel seguente video una mia intervista ad Enzo, risalente a due anni fa.

sabato 29 dicembre 2012

ORIA - CHI DI VOI CONOSCE QUESTO ARTISTA? (Foto e video)

Lunga vita a questo "arzillo giovanotto oritano".  Alla sua veneranda età riesce ancora ad entusiasmarsi ed entusiasmare chi lo ascolta. Anche se sconosciuto ai più, Franco Zanzarelli è un grande! Da sempre ha avuto la passione per il canto e quando gli si presenta l'occasione "si offre"al pubblico con le sue brillanti performances, condite da una forte vitalità e da quell'espressione solare che ti avvolge e coinvolge a prima vista.
Lo conosce benissimo chi frequenta il Centro Polivalente per Anziani di Oria, dove ama esibirsi nelle sere del week end.
Per tenersi al passo coi tempi ogni tanto rinnova il suo repertorio e questo gli costa fatica a causa della ridotta capacità visiva nel leggere i testi, ma grazie all'aiuto dei familiari e alla tenace forza di volontà riesce a memorizzare nuovi testi.
A mio parere vale la pena fare la sua conoscenza.


martedì 18 dicembre 2012

PINO DI GIOVANNI NON E' PIU' CON NOI .... E' VOLATO IN CIELO!

Da tempo sofferente, ci la lasciati all'età di 81 anni. Stamattina si sono svolti i funerali.
Pino era molto conosciuto in città per essere stato molto attivo nel sociale. Fra le altre cose è stato Priore dell'Arciconfraternita della Morte e capitano del Rione Giudea (fu lui a ideare la Sagra_ti_la_sazizza, giunta quest'anno alla 26^ edizione).

Nella foto qui pubblicata (tratta dal libro LE CONFRATERNITE DI ORIA) è il primo a destra.

mercoledì 11 luglio 2012

CARI CITTADINI DI ORIA, LO SAPEVATE CHE........


Nella giornata di lunedì 8 luglio sono terminati i lavori di restauro (eseguiti da operai del Comune) del muro di Via Torre, sottostante Piazza Lorch. Non chiedetemi cosa è venuto a costare quel lavoro in economia, poichè non sono in grado di rispondervi.

Voglio però segnalarvi una cosa a mio parere curiosa.

Quella parte che vedete nella foto e che io ho delimitato col colore rosso è la facciata esterna di un locale posto sotto le scale, adibito a officina meccanica per biciclette (gestita dall'amico Giovanni.... che vedete in altra foto).
Orbene la cosa curiosa è questa: l'interno di quel locale è di proprietà di un privato, mentre l'esterno è di proprietà del Comune. Mi piacerebbe leggere l'originario atto notarile che ha dato luogo, a mio parere, a detta strana e singolare situazione. Insomma .... capisco che per le scale non può interessarsi il proprietario dell'immobile, ma per quanto riguarda la facciata esterna ho dei seri dubbi.


mercoledì 27 giugno 2012

ORIA - STANOTTE IGNOTI BASTARDI HANNO RUBATO LE PENTOLE IN RAME DEL RISTORANTE LUCE. CHICCHINA, LA PROPRIETARIA E' MORTA CIRCA 2 SETTIMANE FA.

Già proprio così .... Chicchina la Billoni (all'anagrafe Carmela Danese), due settimane fa, all'età di 83 anni, fa è volata in cielo.
Chicchina che aveva "ereditato" il soprannome dal marito Cosimo, per molti anni ha gestito insieme alla sorella Titina il tipico Ristorante-Trattoria "Luce", ubicato in Piazza Manfredi, subito dopo l'omonima Porta.
Quel locale era un punto di riferimento importante per gli oritani ed i forestieri. Il suo interno, ben visibile dall'esterno, sprigionava un fascino particolare, grazie a quella parvenza di pulizia, dovuta all'aspetto sempre lindo delle simpatiche sorelle Danese (meglio conosciute come "li Billuni"), indaffarate a preparare per i loro avventori ogni "ben di Dio", servendosi di padelle, tegami, pentole, etc. in rame rigorosamente pulito e luccicante.
Inutile evidenziare che il "profumo" (tipico di ottimo ragù, brasciole, purpetti e marretti) che fuoriusciva dal locale, quando era in attività, era la migliore forma di pubblicità.
L'abitazione delle due sorelle era attigua al ristorante, nel vicolo Manfredi, ma preferivano passare il tempo libero all'interno del ristorante, anche quando era inattivo.
Il ristorante LUCE, per noi oritani, era ed è un vero e proprio LUOGO DELLA MEMORIA .... luogo che nella scorsa notte è stato profanato da ladri, i quali hanno trafugato quasi tutte le pentole, tegami, padelle, etc., presenti all'interno.
E' toccato al Dr. Dario De Simone (figlio di Chicchina) fare la scoperta stamattina, il quale ha subito denunciato il furto al locale Comando Stazione Carabinieri.
Sinceramente mi piacerebbe tanto sapere che i lestofanti sono stati scoperti e che la refurtiva è stata recuperata.
Immagini casuali, tratte dal web:

mercoledì 16 maggio 2012

ORIA - GIACOBBE MASTROGIOVANNI NON E' PIU' CON NOI ... E' VOLATO IN CIELO.

La settimana scorsa, alla veneranda età di 94 anni, Giacobbe è volato in cielo.
Egli era molto conosciuto in città per aver gestito per molti anni il trasporto urbano oritano, fin quando circa venti anni fa non subentrò l'attuale ditta, la Miccolis. Se non ricordo male, prima il trasporto pubblico ad Oria era stato gestito dalla società FA.DE.MA.FA., per la quale Giacobbe (se non ricordo male) lavorava come autista. Sempre se non ricordo male la sigla FA.DE.MA.FA. corrispondeva alle iniziali dei cognomi dei soci: Fantucci (soprannominato Jadduzzu), De Nuzzo, Marsella e Fantucci.
Insieme a tanti oritani ho un ottimo ricordo del buon Giacobbe, il quale era sempre allegro, cordiale e rispettoso con tutti, oltre che un grande lavoratore e buon padre di famiglia.

mercoledì 29 febbraio 2012

ORIA - FRANCESCO (Ciccillo) GIUDICE, soprannominato "Ngicconi" non è più con noi...... è volato in cielo.

E' stata una delle mitiche figure del Corteo Storico e Torneo dei Rioni di Oria, impersonando magnificamente ed in modo impeccabile uno dei 4 saraceni di scorta a Federico II.

Altro personaggio che ha interpretato per anni è stato quello del Cireneo nella Passione Vivente di N.S.G.C..

Ai familiari tutti, vanno le mie sentite condoglianze.

Nel seguente video di qualche anno fa di proprietà del dr. F. Russo gestore di Carpediemoria.it, potete vedere lo zelo di Ciccillo. (Federico in quell'occasione venne impersonato egregiamente dall'oritano Francesco De Pace)

sabato 26 novembre 2011

PERSONAGGI CONTEMPORANEI DI ORIA.

......
Sapete dirmi nome, cognome, 'ngiuria e attività lavorativa di questo simpaticone oritano?

venerdì 2 settembre 2011

ORIA - SCATTI FOTOGRAFICI D'EPOCA PER RICORDARE PERSONE DI UNA VOLTA.

.......
Sapete dirmi:
- anno approssimativo in cui è stata scattata la foto;
- la processione di cosa?
- riconoscete qualcuno dei soggetti immortalati nella foto ed il tipo di attività lavorativa che svolgeva all'epoca?

domenica 13 marzo 2011

PERSONAGGI ORITANI DEL PASSATO.

....
Sapete dirmi come si chiamava questo simpatico oritano? Mi aspetto tanti vostri commenti per tentare di scrivere un minimo di biografia di questo nostro compianto concittadino, grande lavoratore e buon padre di famiglia.

giovedì 24 febbraio 2011

PASQUALINO BELLO COL PENNELLO, IN VERSIONE 150° ANNIVERSARIO UNITA' D'ITALIA.

....
Chissà quanti soldini riesce a racimolare in una giornata questo furbacchione che gira per i vari paese con l'espediente "Ti lubrifico la serranda". In queste foto (di ieri) lo vediamo in versione misto Carnevale-Anniversario Unità d'Italia.

venerdì 10 dicembre 2010

ORIA: Echi del passato: "Pippina ti Sufia" (a cura di Tina Massa)

Pippina ti Sufia

Ci Pippina ti Sufia
mbiviscìa,
si prisciava
ca la shta mmintuava.
Era nna bedda cristiana,
parlava la lingua itagliana,
noni comu li cafuni
ruezzi, muntuni!

Era pulita
ti lingua, mè,
e tinìa to fili: Annita
e Tetè.....
Pippina tinìa
nnu bbellu liettu cunzato
propia mmienzu casa,
comu nna shiccherìa
cu llu veti a cci vulìa ttrasa….

Po’ ‘nzimmava totta la shtanza
cu ffiuri e shtatui ti bbona crianza,
pircè era tanta religiosa.
No’ lla bbattivi a nisciuna cosa,
ti bbinchiava ti modi e di fatti,
nni capìa ti tuttu.
-E mmò ti la ccatti!-
ticiunu li cristiani,
e cushtu eti lu bbruttu
ti tutti l’orrietani:

quann’una è troppu bbona,
‘ngenua, e parla bbeni,
subbutu ‘nci mettunu la fini.
E’ veru ca li crishtiani si l’ er’a scapari
pi ffari cumbriglia
lu toppumangiari
o la matina…….
Allora, Pippina,
li tava la seggia a Itulu Caniglia
e raggiunaunu…tutti toi….
bbelli, ‘ngarbati, ma si taunu del “voi”,
pircè, l’ogghiu tittu prima,
facennu la rima,
Pippina ti Sufia,
li modi bbelli li canuscìa!

Tina Massa

giovedì 9 dicembre 2010

ORIA - ECHI DEL PASSATO : ANGIULINA LA” CCHIAPPAMOSCHI” (a cura di Tina Massa)


ANGIULINA LA” CCHIAPPAMOSCHI”

Iu so’ nna fumatrici, no’ sso vvirtuosa
e apposhta mi rricordu ti nna cosa:
Angiulina no’ ttinìa chiacchiri,
a tutti l’ori ti facìa mmattiri
cu tti ccatti li sicaretti,
quattru, cinqu, o a pacchetti.

‘Ncerti voti puru pi una,
cu nno scìa a bbasciu furtuna,
aprìa la porta ti lu tabbacchinu,
ch’era lu megghiu e lu cchiù vvicinu.
Facìa finta ca si shtizzava,
ma po’ era bbrava……………..

Quannu shinnìunu li monguli a agoshtu
li mittìa subbutu apposhtu.
-Mi dà un francobollo da cento?
-Nà… nà…!-
-Quanto fa?-
-Cientu liri…ma tu no ssi figghia alla ”trentu”?

Angiulina era ccussini,
genuina, a disposizioni,
senza chiacchiri ti cuntornu………..
e pinzari ca oggigiornu
n’ci volunu corsi t’aggiornamentu
cu ssi mmezzunu ‘shtu comportamentu……:
ci volunu vvennunu, cu shta crisi,
s’onna shtari sempri tisi,
propia comu facìa edda:
nnu uecchi allu sordu
e unu alla quataredda,
scìa e vvinìa nanz’e ggretu
a mmenzatìa ci sunaunu arretu.
Po’ rriara li macchinetti
e nonn’ogghiu saputu cchiù nnienti.

Tina Massa

(NdR: Angiulina, vedova Carrozzo, aveva una rivendita di sali e tabacchi nella centralissima Via F.sco Milizia, grande lavoratrice, è volata in cielo di recente)

martedì 7 dicembre 2010

C'erano una volta ad Oria....... "LI CARELLI" (a cura di Tina Massa)

Li Carelli [Cinque simpatiche sorelle, Perrucci di cognome, delle quali solo una, Uccia, si sposò (con il compianto Emanuele Pipino). Abitavano in Via F. Milizia, laddove oggi c'è il ristorante Alla Corte di Hyria. Ringrazio Tina Massa per farmi rivivere gli anni della mia fanciullezza in quel bellissimo angolo dell'antica Oria.... LA CHIAZZEDDA]

Caro Franco…siamo alla frutta (oggi si dice così)!
Invece una volta, la frutta era l’occasione di giocare insieme attorno al fuoco, grandi e piccini insieme, con le mele-cotogne arrostite nella cenere, le bucce di arance e mandarini spruzzate negli occhi e poi buttate nella “fracera” per profumare l’ambiente (spesso l’unico della casa), e patani “zzuccarini” come dolce, e “cunti”, veri o falsi, poco importava…………….
Attorno al fuoco, anche venti e più, e “li sazizzi e li putricieddi” erano compagni di inverni lunghi e freddi, ma caldi di pomeriggi e serate a veglia nella casa scelta nel vicinato, dove affluire per un rituale di scambio di notizie, intime confidenze, onori ai saggi anziani, condivisione di un’appartenenza vera e disinteressata.
E a me non può che venire in mente una famiglia: li Carelli! Sotto la “chiazzedda”, un pilastro d’acciaio!
Bianca, Nina, Noemi, Albina: quattro sorelle mitiche, diverse, ma un corpo solo.
Credo che si possa dire facessero concorrenza al più luminare psicologo di tutti i tempi! La porta sempre aperta (anzi, la vetrina), chiunque passasse doveva almeno un attimo fermarsi a chiacchierare, altrimenti Noemi agitava le sue affusolate dita per invitare ad entrare, mentre Bianca tesseva al ritmo del suo fedele telaio lenzuola e tovaglie, e le faceva eco insieme a Nina, che preparava il pranzo. Era un andirivieni di donne, bambini, notizie…. scherzi e ammiccamenti, specialmente di Noemi. Aveva sviluppato una curiosa abilità nell’uso dell’alluce e del secondo dito, e così, di nascosto si toglieva le calze e strappava i peli delle gambe a chiunque ne avesse.
La sua pettinatura era inconfondibile, sempre la stessa fino a due anni fa, quando l’ho vista per l’ultima volta: un alto pocchio di capelli dorati lunghi fino al fondo schiena.
Bianca era una donnina tarchiata e dolce, parlava poco, ma acconsentiva ad ogni marachella della sorella carismatica, e si contorniava di bambini che le caricavano di cotone “li cannulicchi” per il telaio. Nina era una donna alta, molto scura di capelli, corpulenta e altera, dall’ancora visibile bellezza del suo viso in gioventù. Lei era quella che, per fare l’ago della bilancia, come fosse un copione studiato, ridimensionava tutto ciò che Noemi esasperava. Albina era la più piccola, la coccola delle tre, alta, magra, con occhi scuri e profondi, ma anche lei votata come le sorelle a rimanere zitella; la sua partecipazione a questa attività sociale era sporadica perché ottenne un impiego presso l’ospedale, ma quando c’era, condivideva l’armonia delle serate. Quella casa era un confessionale: tutte le donne correvano a sfogare lì le loro ansie, le loro gioie, le loro paure, chiedevano consiglio…………… Ma tra tutte, solo Noemi era il sacerdote, sempre gioviale, pronta all’ascolto, alla consolazione, al consiglio pacato, al sostegno. La morte di Bianca segnò moltissimo le altre, e poi quella di Nina…………..
La casa diventò più terrena, Noemi perse un pò d’oro dei suoi capelli, ma la sua carica umana non si spense mai! Ora anche Noemi non c’è più……………
La notizia della sua morte, al telefono, mi fu data da mia sorella proprio mentre mia madre, che era da me, diceva di non sapersi spiegare come Noemi riuscisse a mangiare tutto con la dentiera, mentre lei no….! Albina è ancora viva, ma non l’ho più rivista . E’ bello sapere che dietro quella vetrina oggi c’è nuovamente tanta vita, grazie ad un avviato ristorante. E sono sicura che Noemi continuerà ad infondere coraggio, buonumore, allegria e dolcezza tra i commensali.