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mercoledì 25 aprile 2012

QUEST'ANNO IL 25 APRILE VOGLIO RICORDARLO RIPROPONENDO UN VECCHIO ARTICOLO ED IL FAMOSO DISCORSO DI CALAMANDREI AI GIOVANI.

Nella foto il Cimitero Militare di Mauthausen-Austria (reparto italiano)  

 Sul sito internet di Roberto Zamboni ["Dimenticati di Stato, in https://dimenticatidistato.com/"] si possono leggere i nomi dei soldati italiani attualmente sepolti in terra straniera. Gli elenchi riportati su tale sito riguardano esclusivamente i Caduti in prigionia (civili e/o militari) per mano tedesca dopo l’8 settembre 1943 e sepolti nei cimiteri militari italiani in Austria, Germania e Polonia.

Sei di essi sono oritani: 
ARIANO ATTILIO TEODATO, NATO IL 21 OTTOBRE 1910 A ORIA (BRINDISI) – DECEDUTO IL 19 FEBBRAIO 1945 - ATTUALMENTE SEPOLTO A FRANCOFORTE SUL MENO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D'ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO O - FILA 3 - TOMBA 11.

BIANCHETTO ANTONIO, NATO IL 24 MAGGIO 1923 A ORIA (BRINDISI) – DECEDUTO IL 14 OTTOBRE 1944 - ATTUALMENTE SEPOLTO AD AMBURGO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D'ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO 1 - FILA X - TOMBA 23. 

D'ALESSIO GAETANO, NATO IL 10 GENNAIO 1912 A ORIA (BRINDISI) – DECEDUTO IL 4 MAGGIO 1944 - ATTUALMENTE SEPOLTO AD AMBURGO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D'ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO 5 - FILA P - TOMBA 36. 

DI BELLA GIUSEPPE, NATO IL 12 GENNAIO 1911 A ORIA (BRINDISI) – DECEDUTO IL 16 FEBBRAIO 1944 - ATTUALMENTE SEPOLTO AD AMBURGO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D'ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO 2 - FILA R - TOMBA 10. 

GAUDIOSI ANTONIO, NATO IL 27 OTTOBRE 1916 A ORIA (BRINDISI) – DECEDUTO L’11 SETTEMBRE 1944 - ATTUALMENTE SEPOLTO A FRANCOFORTE SUL MENO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D'ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO C - FILA 9 - TOMBA 3. 

SCHIRINZI ANTONIO, NATO IL 15 GIUGNO 1923 A ORIA (BRINDISI) – DECEDUTO IL 27 GENNAIO 1944 - ATTUALMENTE SEPOLTO AD AMBURGO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D'ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO 5 - FILA V - TOMBA 18. 
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Inoltre, attraverso il sito del Ministero della Difesa (Onorcaduti), ho scoperto che altri due oritani potrebbero essere sepolti in Austria:
LONGO TOMMASO, NATO IL 9 MARZO 1922 A ORIA (BRINDISI) – DECEDUTO A LINZ (ALTA AUSTRIA) IL 30 GENNAIO 1945 - ATTUALMENTE SEPOLTO A MAUTHAUSEN (AUSTRIA) - CIMITERO INTERNAZIONALE (REPARTO ITALIANO) - POSIZIONE TOMBALE DA RICHIEDERE AL MINISTERO DELLA DIFESA. 

PIPINO COSIMO, NATO IL 10 SETTEMBRE 1908 A ORIA (BRINDISI) – DECEDUTO A MAUTHAUSEN L’8 SETTEMBRE 1944 - ATTUALMENTE SEPOLTO A MAUTHAUSEN (AUSTRIA) - CIMITERO INTERNAZIONALE (REPARTO ITALIANO) - POSIZIONE TOMBALE DA RICHIEDERE AL MINISTERO DELLA DIFESA. 

Ed ancora, secondo il sito: www.altosalentorivieradeitrulli.it/
altri oritani risulterebbero deceduti o dispersi in Germania, durante la prigionia post 8 settembre 1943:

ATTANASI Vincenzo, nato il 27.4.1906 - appuntato carabinieri - Deceduto in prigionia sul fronte tedesco il 5.12.1943. (1944 secondo Ministero Dif);

CARRIERI Salvatore, nato il 4.9.1912 - soldato 226° rgt.f. - Disperso in prigionia sul fronte tedesco il 13.3.1944:

GROTTA Cosimo, nato il 12.9.1917 - soldato 1° rgt. NIZZA c. - Deceduto in prigionia sul fronte tedesco l’1.8.1945;

MAZZA Gugliemo, nato il 10.10.1924 - ssoldato 132° rgt.d.div.corr. - Deceduto in prigionia sul fronte tedesco il 28.9.1944;

PASULO Damiano, nato il 7.9.1922 - marò fuochista LA SPEZIA - Disperso in prigionia sul fronte tedesco il 2.7.1944;

PUTIGNANO Francesco, nato il 17.5.1924 - soldato 5° rgt.a C.d.A. - Deceduto in prigionia sul fronte tedesco il 26.6.1944;

SEMERARO Giovanni, nato il 3.11.1922 - soldato 54° rgt.a.div.f. - Deceduto in prigionia sul fronte tedesco il 22.4.1945. (in Ucraina secondo Ministero Dif).

In base alla normativa vigente (cliccare QUI e QUI) "Le salme possono essere concesse ai congiunti su richiesta ed a spese degli interessati". Roberto Zamboni si sta battendo in una battaglia legislativa che ha come scopo quello di addebitare alle Istituzioni ogni onere economico riguardante la riesumazione e il rimpatrio dei nostri Caduti. Nel dicembre 2000 e nel settembre 2001 ha inviato una petizione al Senato della Repubblica auspicando la modifica del secondo comma dell'articolo 4 della legge 9 gennaio 1951 e chiedendo che le spese siano addebitate allo Stato. Per quanto riguarda i sei oritani, a mio parere, sarebbe opportuno un interessamento da parte dell'amministrazione comunale di Oria.

Concludo invitandovi ad ascoltare l'audio del famoso discorso di Calamandrei pronunciato in data 26 gennaio 1955 che è molto significativo ed attualissimo..... e non solo per i giovani! Interessante il passaggio: ".....una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. L’indifferentismo è un po’ una malattia dei giovani . -La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?-" E la conclusione? Da rimanere a bocca aperta, eccola: "Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione."

domenica 25 aprile 2010

Il Prof. F.sco Fistetti a proposito della mancata celebrazione del 25 aprile ad Oria.

Anche quest’anno il 25 Aprile, Festa della Liberazione, non è stato celebrato nella nostra città. Non una cerimonia pubblica, non un discorso ufficiale, non un appello ai nostri giovani perché conservino la memoria di coloro che hanno dato la vita per la patria e per la libertà del nostro Paese. Mentre in tutta Italia i sindaci di ogni appartenenza politica hanno sfilato per le strade e si sono rivolti ai loro concittadini facendo appello all’unità nazionale, solo ad Oria il sindaco Ferretti si è dimostrato privo di qualsiasi sensibilità democratica e di qualsiasi senso della storia collettiva ignorando questa ricorrenza importantissima della nostra nazione. E’ un fatto gravissimo che non può passare sotto silenzio, perché significa che i valori della Resistenza, dell’antifascismo e della lotta per la democrazia per il Sindaco Ferretti hanno uno scarso significato educativo, culturale e politico.

Prof. Francesco Fistetti
Consigliere Provinciale

Oggi Festa della Liberazione. Il mio pensiero va a.......

Il mio pensiero va a tutti quegli oritani che durante il periodo fascista hanno avuto la forza ed il coraggio per opporsi a quel sistema di dittatura.
Erano uomini che si battevano per un vero Socialismo e che pertanto, essendo classificati oppositori del regime, venivano sottoposti ad ogni sorta di sorpruso ed angheria, fino ad essere arrestati e sottoposti al confino, all'esilio. Primo fra tutti fu Pasquale Galiano (sindaco di Oria al momento dell'avvento del fascismo -anno 1923-, nonché primo sindaco di Oria dopo la caduta del fascismo).
Oltre a Galiano furono perseguitati, perché oppositori del fascismo, Cosimo Delli Santi, Luigi Mingolla, Leonzio Dell'Aquila, Emilio Mola, Tore Schirinzi ed altri ancora.

"Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché le parole libertà e giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione”. (tratto dal discorso pronunciato il 25 gennaio 1955 da Piero Calamandrei, alla Società Umanitaria di Milano, rivolto agli studenti universitari)

Articolo correlato: cliccare QUI

venerdì 23 aprile 2010

IL 25 APRILE E IL 1° MAGGIO NON SI CANCELLANO! (a cura della Fabbrica di Nichi di Oria)

IL 25 APRILE E IL 1° MAGGIO NON SI CANCELLANO!

Date fondamentali nella memoria storica del nostro paese. Il 25 Aprile è la resistenza e la vittoria di un popolo oppresso. Il 25 aprile è la conquista di libertà, uguaglianza e giustizia sociale contro il totalitarismo nazi-fascista. Il 25 aprile è la rinascita morale e materiale della nostra Patria. Il 25 aprile è la festa di tutti gli Italiani. Il 25 aprile sono i partigiani della resistenza che ci hanno dato la Repubblica e la Carta Costituzionale. Non a caso ripetiamo più volte queste date, ma lo facciamo intenzionalmente poiché nella nostra Oria negli ultimi tre anni (giunta Ferretti) e forse anche per questo, i nostri cari amministratori si sono completamente dimenticati (non sappiamo se per ignoranza, per casualità o per volontà) di questi memorabili giorni. La Resistenza nel nostro paese è scomparsa. Non si tratta di difendere vecchie cerimonie rituali e spesso stanche, che pure sono un mezzo per la conservazione della memoria. Si tratta, invece, di rilanciare e attualizzare i valori della Resistenza. C’è bisogno di far rivivere i valori di quella stagione. È necessario ritrovare la voglia di pulizia e di cambiamento, la sete di moralità e di giustizia, la ricerca di libertà e uguaglianza, il rispetto dei diritti umani, legalità e pace. Il 1° maggio è la festa dei lavoratori. Il 1° maggio sono i “martiri di Chicago”. Il 1° maggio è la lotta internazionale di tutti i lavoratori per affermare i propri diritti. Il 1° maggio è commemorare tutti i morti sul lavoro. La grandezza della Resistenza e del primo maggio non possono essere messi in discussione dalla pochezza di questi signori che amministrano la nostra città. A noi giovani generazioni spetta il compito di commemorare questi giorni e l'impegno per riaffermare i grandi valori che essi si portano dentro, perché la memoria e il suo esercizio sono la chiave di volta per migliorare il presente e affrontare il futuro.
LA FABBRICA DI NICHI ORIA

“…una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?»…Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione”.
Piero Calamandrei, discorso agli studenti milanesi:


venerdì 24 aprile 2009

25 APRILE - Smettiamola con la cretinata che LIBERTA' ..... è anche scegliere di dimenticare!

3 aprile 1944
"Gianna, figlia mia adorata, è la prima ed ultima lettera che ti scrivo e scrivo a te per prima, in queste ultime ore, perché so che seguito a vivere in te. Sarò fucilato all'alba per un ideale, per una fede che tu, mia figlia, un giorno capirai appieno. Non piangere mai per la mia mancanza, come non ho mai pianto io: il tuo Babbo non morrà mai. Egli ti guarderà, ti proteggerà ugualmente: ti vorrà sempre tutto l'infinito bene che ti vuole ora e che ti ha sempre voluto fin da quando ti sentì vivere nelle viscere di tua Madre. So di non morire, anche perché la tua Mamma sarà per te anche il tuo Babbo: quel tuo Babbo al quale vuoi tanto bene, quel tuo Babbo che vuoi tutto tuo, solo per te e del quale sei tanto gelosa. Riversa su tua Madre tutto il bene che vuoi a lui: ella ti vorrà anche tutto il mio bene, ti curerà anche per me, ti coprirà dei miei baci e delle mie tenerezze. Sapessi quante cose vorrei dirti ma mentre scrivo il mio pensiero corre, galoppa nel tempo futuro che per te sarà, deve essere felice. Ma non importa che io ti dica tutto ora, te lo dirò sempre, di volta in volta, colla bocca di tua Madre nel cui cuore entrerà la mia anima intera, quando lascierà il mio cuore. Tua Madre resti sempre per te al di sopra di tutto. Vai sempre a fronte alta per la morte di tuo Padre."
Paolo Braccini - di anni 36 - Medaglia d'Oro al Valor Militare. Anticipo di un giorno alcune mie riflessioni sul 25 aprile con la speranza che qualche politico locale leggendomi si ricordi di celebrare in qualche modo La Festa della Liberazione, evitando così il silenzio totale che con l'anno in corso sarebbe il terzo consecutivo (Toh.... guarda caso di pari passo con la Giunta Ferretti). E' pur vero che se nel biennio precedente nulla si è fatto in merito ad Oria la colpa non può essere addebitata solo ed unicamente al centrodestra che governa Oria, ma anche al centro sinistra ed ai sindacati. Domani se si continua a far finta di nulla è ancor più grave rispetto all'anno scorso, in quanto se in precedenza qualcuno poteva giustificarsi col fatto che il più delle volte il 25 aprile è diventato occasione di polemiche fra le opposte fazioni politiche, circa il metro di valutazione dei danni prodotti delle varie dittature, a partire da quest'anno le cose dovrebbero essere cambiate. Infatti, come scrive ILGIORNALE.IT, In questo sessantaquattresimo anniversario del 25 Aprile lo scenario culturale e politico, non solo dell’Italia, è profondamente cambiato. Il Parlamento Europeo ha approvato il 2 aprile 2009 la Risoluzione che sancisce l’equiparazione di comunismo, nazismo e fascismo. Accolta favorevolmente da 553 deputati (con soli 44 no e 33 astensioni) la Risoluzione verte sul tema «Coscienza europea e totalitarismo». Anche da questo si avverte sempre più viva la necessità di un ampio coinvolgimento delle istituzioni per rendere possibile la più larga e libera partecipazione alle celebrazioni della Festa della Liberazione..................Pur tuttavia il 25 Aprile deve diventare festa di tutta la nazione italiana. Oggi, in un contesto politico nazionale e internazionale così profondamente mutato, il 25 Aprile deve essere una data capace di rappresentare l’identità e la coscienza nazionale degli Italiani. In tal modo quindi verrebbero ricordati tutti i Caduti per la Libertà, anche quelli fra i vinti e con questo il mio pensiero va a quella grandissima parte di italiani che ritennero di schierarsi con la RSI. Essi si fecero carico delle responsabilità connesse alle scelte (magari non tutte o non completamente condivise) del ventennio precedente, in cui si era riconosciuta la stragrande maggioranza degli italiani, a prescindere di quelle che furono le motivazioni morali, politiche, civili, espresse sovente in prima persona, che indussero tantissimi italiani a non andare generosamente in soccorso del vincitore. Anche Oria annovera fra i "suoi figli" dei caduti in quel periodo. Matilde SAPONARO fu Francesco, coniugata CAVALLO, nata a Oria il il 19.05.1881 e deceduta a Torino il 14.3.1945 a seguito di fucilazione; Emilio MONACO di Leonardo e di Maddalena Scarciglia, nato a Oria il 14.4.1898, residente a Gorizia, Guardia di P.S. in servizio presso la Questura di Trieste, arrestato a Gorizia il 23.5.1945. Risulta deportato e dato per deceduto in località ignota. (Fonti: Ministero degli Esteri Sloveno (che lo comprende tra i civili) e Dichiarazione di Morte Presunta del Tribunale di Gorizia (Cfr. Gazzetta Ufficiale parte II del 04/02/1952): arrestato da elementi slavi a Gorizia; Antonio Ettore DE (o DI) GIOVANNI di Cosimo, nato il 09.02.1920 ad Oria, militare paracadutista Rep.Nembo, deceduto il 4.6.1944 a Settebagni (Roma). Sul libro di Nino Arena "Per l'Onore d'Italia - storia del rgt. arditi paracadutisti folgore della RSI 1943-1945" C.D.L. Edizioni a pag. 285 è pubblicato stralcio della lettera alla madre "Credimi mamma, ho fatto uno sforzo enorme per non darti un maggior dispiacere. Ma tu devi essere orgogliosa di me, sapendomi qui ed io ti prometto di mostrarmi un vero italiano qualunque siano gli avvenimenti". Muore il 04/06/1944 in combattimento contro forze anglosassoni sul fronte di Roma. Un pensiero particolare lo voglio anche rivolgere a un grande partigiano oritano (in verità nato a Francavilla nel 1878, ma sposatosi con un'oritana, risiedeva ad Oria). Si tratta di Pasquale Galiano, grande oppositore del regime fascista in questo nostro territorio e per questo perseguitato per moltissimi anni. Morì nel novembre 1944. Trascrivo un biglietto che venne rinvenuto nella sua tomba: "A voi martire del governo fascista vi ho portato il saluto di tutti i compagni portandovi questi fiori che odorano della libertà da noi imposta al fascismo - LIBERTA' "
Concludo invitandovi ad ascoltare l'audio del famoso discorso di Calamandrei pronunciato in data 26 gennaio 1955 che è molto significativo ed attualissimo..... e non solo per i giovani! Interessante il passaggio: ".....una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. L’indifferentismo è un po’ una malattia dei giovani . -La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?-" E la conclusione? Da rimanere a bocca aperta, eccola: "Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione."

lunedì 5 maggio 2008

VITTIME DI GUERRA, DI LAVORO E DI OBLIO....

VITTIME DI GUERRA, DI LAVORO E D’OBLIO. PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DIMENTICA I MARTIRI DELLA RESISTENZA E DEL PRIMO MAGGIO. NEANCHE UN MANIFESTO.
IN COMPENSO GIOVEDI’ PROSSIMO SI DISCUTERA’ DI CACCA DEI PICCIONI.

ORIA - Nulla. Zero. Buio. Per il secondo anno consecutivo nella città di Oria spariscono avvolti sotto una spessa coltre di silenzio e di oblio, due delle festività nazionali più sentite e importanti d'Italia: la Liberazione e il primo maggio. A differenza della stragrande maggio­ranza delle altre amministrazioni comunali sparse per lo Stivale, quella oritana ha preferito cancella­re dal calendario e dalla memoria collettiva i martiri partigiani e i morti sul lavoro: una piaga que­st'ultima per la quale la piccola cit­tadina brindisina è più volte negli ultimi anni balzata agli oneri della cronaca. Per loro: non una cerimo­nia, non un accenno, nemmeno un manifesto. A denunciarlo, all'indomani del 25 Aprile, era stata la sezione cittadina del Partito democratico. In un volantino diffuso e distribuito per le vie del paese, i militanti del Pd hanno denunciato il silenzio, per il secondo anno consecutivo, dell'am­ministrazione guidata dal sindaco Cosimo Ferretti attorno al martirio dei giovani della Resistenza. Il breve comunicato esordiva ripor­tando il testo di una lettera scritta da un partigiano 22enne, poche ore prima di essere fucilato senza pro­cesso da un plotone nazifascista. Poche ma toccanti e profonde righe indirizzate a mamma e papà, che gli autori del volantino hanno dedicato al sindaco Ferretti, per ricordargli, scrivono, che quel ragazzo in fondo è morto anche per lui. All'intervento del Pd ha poi fatto seguito un acceso dibattito in città, sviluppatosi in particolar modo sulla rete, e sui numerosi siti internet sorti in questi mesi per mano di oritani. In uno di essi, diretto dall'ormai celebre Franco Arpa, que­st'ultimo si domandava se l'ammi­nistrazione comunale si sarebbe comportata allo stesso modo anche in occasione del primo maggio: nascondendo nel silenzio più totale, per il secondo anno consecutivo, la festa dei lavoratori celebrata in ogni angolo del mondo. E infatti. Non una celebrazione, non un cenno, non un manifesto. Il perché non è dato sapere. Per qualcuno è stata semplice dimenticanza, o poca cura per certe mielose ricorrenze che poco hanno a che fare con i problemi concreti dei cittadini. Ma anche no. In questi primi due anni infatti l'amministra­zione comunale oritana si è molto distinta per un massiccio attivismo nella lotta ideologica e senza quar­tiere contro il nemico sovietico e bolscevico sempre pronto a sferrare il prossimo attacco. Celebre, e que­sto è sacrosanto, il convegno per commemorare i morti delle foibe di Trieste. Così come la decisione di intitolare una strada al "giorno della libertà". Non ovviamente libertà dal nazifascismo che sul suolo italico non ha mai annientato città intere trucidando donne e bambini a deci­ne di migliaia. Ma libertà dai comu­nisti che, come noto, hanno marcia­to con le loro truppe fin dentro Roma ( in realtà non è vero, ma visto che i vertici romani del Pdl hanno già preannunciato che mette­ranno mano ai libri di storia, meglio portarsi avanti col lavoro). Ciò detto, e a voler giustificare il silenzio attorno al 25 Aprile con motivi ideologici, poco si compren­de quello calato sul primo maggio. Soprattutto quest'anno. La festività dedicata ai lavoratori ha infatti avuto giovedì scorso, come tema portante, la piaga delle morti bian­che. In Italia, ogni santo giorno, cin­que padri di famiglia, o semplice­mente figli di qualcuno, non torna­no più a casa, perché schiacciati da una gru, o precipitati da un impalca­tura, o arsi vivi in un'acciaieria. 1300 caduti ogni anno. Come mosche. Come soldati in guerra. E anche Oria, purtroppo, a questo conflitto quotidiano ha troppo spes­so donato il suo tributo di sangue. Il giorno più nero delle sue morti bianche Oria l'ha vissuto nell'ago­sto 1993, quando la vita di tre donne, Maria Marsella (25 anni) Antonia Carbone (29 anni) e Maria Dell'Aquila (51 anni), si spezzò in un drammatico incidente stradale. Erano stipate come sardine in un vecchio furgoncino che le portava a piegare la schiena sui campi dei caporali. Altre tragedie simili, seguirono negli anni. L'ultima vitti­ma oritana in ordine di tempo, è stata il 53enne Armando Penta, pre­cipitato lo scorso dicembre da una torre di polimerizzazione durante alcuni lavori nei pressi di Potenza. Di poco più giovane Sergio Arpa, 44 anni, caduto il 30 agosto di 2 anni fa dall'impalcatura di un capannone nella stessa Oria. Aveva invece appena 19 anni Andrea D'Alessano, colpito da un martello in testa, mentre lavorava al servizio di una ditta esterna, nell'impianto siderurgico Ilva di Taranto. Per lui, per tutti loro, l'amministra­zione comunale di Oria non ha tro­vato il tempo nemmeno per stilare un manifesto. Forse troppo occupa­ta in questi giorni febbrili a organiz­zare con successo l'attesissimo con­vegno sulla "caccia dei piccioni". Vera piaga, incommensurabile emergenza per l'intera comunità locale, a cui sarà dedicato il prossi­mo 8 maggio ampio spazio, con dibattiti e manifesti. E di fronte al quale la morte di una padre o di un figlio di Oria sul campo di lavoro, appare ben poca cosa. Indegna per­fino di uno straccio di manifesto.
Fonte: Senzacolonne del 4.5.08 – autore:Emilio Mola

sabato 26 aprile 2008

ANNIVERSARIO 25 APRILE: è stato ricordato in Oria?

Sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi 26 aprile 2008, in seconda pagina, si legge un articolo dal titolo: "In ogni centro ricordato il significato del 25 aprile". All'interno dell'articolo si legge altresì:" La ricorrenza, tuttavia, è stata celebrata con manifestazioni pubbliche ovunque e, in alcuni centri cittadini, l'evento era stato preparato con convegni e dibattiti nelle scuole".
Io mi chiedo: "Due sono le ipotesi .... o la redazione della Gazzetta non è stata informata circa il fatto che ad Oria non è avvunuto tutto questo (manco un manifesto!) oppure Oria non fa più parte della provincia di Brindisi, se si considera che l'articolo riguardava i comuni di detta provincia."
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Ho appreso poco fa che in Oria ieri è stato distribuito il seguente volantino:

PARTITO DEMOCRATICO ORIA ------------------ PER NON DIMENTICARE
“Mamma adorata,
quando riceverai la presente sarai già straziata dal dolore. Mamma, muoio fucilato per la mia idea. Non vergognarti di tuo figlio, ma sii fiera di lui. Non piangere Mamma, il mio sangue non si verserà invano e l’Italia sarà di nuovo grande. Da Dita Marasli di Atene potrai avere i particolari sui miei ultimi giorni. Addio Mamma, addio Papà, addio Marisa e tutti i miei cari; muoio per l’Italia. Ricordatevi della donna di cui sopra che tanto ho amata. Ci rivediamo nella gloria Celeste. Viva l’Italia Libera!” Achille Barilatti, 22 anni Fucilato senza processo il 23 Marzo del 1944 Medaglia d’oro al valor militare Abbiamo scelto questa lettera, tra le migliaia scritte, per non dimenticare. Per ricordare che tutto ciò che abbiamo, dalla libertà all’acquisito benessere, lo dobbiamo ad Achille Barilatti, e a tutte quelle migliaia di suoi giovani coetanei che 60 anni fa lasciarono di spontaneamente case, mamme, fidanzate, fratelli e amici, per regalare a noi, che saremmo venuti dopo, una vita migliore. Morirono per noi, e lo fecero a testa alta. Avrebbero potuto fregarsene. Fare così come oggi fanno tanti giovani, che se ne fottono, che non si indignano più nemmeno di fronte a un politico che inneggia alla mafia, che come massima preoccupazione hanno il bel vestito, l’auto, il drink in piazza. E che troppo spesso dimenticano che se oggi possono permettersi tante e tali libertà, non è per uno strano dono del cielo. Ma perché 60 anni fa, dei loro coetanei, donarono volontariamente la vita in una devastante guerra contro il nemico nazi-fascista. Oggi il loro, il nostro dovere è quello, per lo meno, di non dimenticarli. E noi non li dimenticheremo mai. E li ricordiamo. Li ricordiamo, caro Sindaco, dedicando quella lettera proprio a lei, che per il secondo anno consecutivo ha deciso, con poco rispetto nei confronti della fascia tricolore da lei indossata, di non onorare quelle vite, nemmeno con uno straccio di manifesto. Per ricordarle un’ultima volta che l’autore di quelle righe è stato fucilato a soli 22 anni, per permettere anche a gente come lei, di prendersi la libertà di non ricordarne il martirio, nemmeno con un manifesto. Ma in fondo, anche questa è Libertà.
Partito Democratico-Sezione di Oria---------------
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Interessante ciò che ho letto a proposito del significato del 25 aprile nel blog lachiazzafrancavillese. L'amico Giuseppe Bruno conclude il suo articolo così: "Di seguito un breve ed intenso discorso fatto da Piero Calamandrei ai giovani. Mi chiedo perchè a scuola non leggano più queste cose?"
Orbene, ho letto lo stralcio del discorso di Calamandrei (che dal basso della mia ignoranza non conoscevo) e mi ha appassionato molto.... fino al punto di ricercare su internet la versione integrale. L'ho trovata addirittura in formato registrazione audio e la inserisco in questo mio blog con un invito ai giovani ad ascoltarla. A mio parere quel discorso pronunciato in data 26 gennaio 1955 è molto significativo ed attualissimo..... e non solo per i giovani! Interessante il passaggio: ".....una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. L’indifferentismo è un po’ una malattia dei giovani . -La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?-" E la conclusione? Da rimanere a bocca aperta, eccola: "Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione."