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martedì 5 giugno 2012

Ricevo e pubblico dall'amico Paulucciu Sporpastroma.

Caro amico Franco,
ave molto tiempo assai ca no ti scrivo tre richi.
Avantitutto ti faccio sapere ca in famiglia stiamo cossìecossà como puru aspirriamo di te. Passo subbuto a riccontarti un cipiernu ca siamo passati in famiglia. Nostra figlia Galirana (te la ricordi... la sei vattisciata tu.... pare aieri e sono passati tridicianni),
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ha andata in gita con i compagni in Eggitto e non vuoi che.... e non vuoi che..... e non vuoi che .... al ritorno era prena? Si proprio daccossì? Ti starai chiedendo se il padre è uno gnuro? Non ti permettere di pensare cuesto.... pecché Galirana vergine allibbata è! Ha successu intru a nnu piloni cu l'aqqua..... coll'aqqua inzeminata da quarche mucitoni..... propia ...... propia..... como all'articulo che ti ntrascrivo a calce di questa mia lettira. La bambina mia Galirana pirò si ha preso tanta paura, virgogna e frusta ca toppo un mese sè sbortita naturalmente. E cuasi.... cuasi..... megghio taccossì .... casinò ..... frato mio.....ti mmaggini la frusta colli cristiani? Se maisia vado a scoprire tramite la donna baldracca dell'articolo chi ha stato il mucitoni..... vou e nci la tagghiu!
Caro Franco adesso co moglierima abbiamo pinzato pe pre cauzione di fare andare Galirana prisirvata puro quanno vai a Campomarino..... cu nossia puro addani nci stai quarche mucitoni ca li scula.... li scula..... la..... li scula la...... lu nasu intr'allaqqua!

Foto ti Galirana prisirvata:
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Ti saluta morto fraternamente tuo amico Paulucciu.






Articolo pescato su internet.
"Fa un bagno in piscina e resta incinta, la mamma di una 13enne denuncia l'hotel. Una donna polacca ha citato in giudizio un hotel egiziano in quanto, a suo dire, sarebbe indirettamente responsabile della gravidanza della sua bimba tredicenne. La ragazzina, che la madre afferma non esser mai stata con un uomo né prima né tantomeno durante la vacanza, avrebbe “contratto la gravidanza” mentre faceva un innocente bagno in piscina.La denuncia della donna: quella piscina ha abusato di mia figlia - Le cause? Nessun miracolo ma, a detta della signora Magdalena Kwiatkowska, madre della sfortunata ragazza, le colpe sarebbero da ricercare nella presenza di tracce di sperma nell’acqua della vasca. La donna, stando a quanto poi confermato dalle autorità turistiche di Varsavia che hanno ricevuto la bizzarra denuncia, è determinatissima ad andare avanti nella sua battaglia contro l’hotel, almeno finché non otterrà un lauto indennizzo.Dubbi e perplessità - C’è tuttavia chi non è pienamente convinto che la ragazzina sia rimasta incinta in questa maniera. Se così fosse ogni tuffo potrebbe rivelarsi potenzialmente “fatale” per le bagnanti. Vogliamo comunque tranquillizzare le donne che vanno in piscina. Lo sperma, salvo quello degli extraterrestri super resistente, non sopravvive in acqua, ancor meno se la stessa viene trattata con il cloro."
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giovedì 18 marzo 2010

Il Club Arché di Oria onlus a sostegno dell'iniziativa "Salviamo il Limitone dei Greci dal fotovoltaico selvaggio"

Prosegue l'attività di promozione culturale del Club Arché di Oria onlus. L'associazione (movimento di denuncia e di opinione pubblica al servizio dei beni culturali e ambientali) manifesta pubblicamente solidarietà ed appoggio a Mimmo Stella, studioso di storia locale e presidente dell’associazione culturale “Terra di Mesagne”, per la lodevole iniziativa “Salviamo il Limitone dei Greci dal fotovoltaico selvaggio."

Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica al problema sollevato dal mesagnese Mimmo Stella il Club Arché intende farsi promotore di una escursione, libera, spontanea e gratuita, nell’agro di Oria e precisamente nelle immediate vicinanze della strada Oria – Cellino, ove sono tuttora visibili resti delle caratteristiche ed antiche strutture murarie.


A proposito di “Limitone dei Greci”: il Club Arché di Oria invita a leggere il seguente documento tratto dal libro “ORIA – Le Colline raccontano….. passato… presente… futuro” realizzato dalla Scuola Media “Milizia – Fermi” nel 2005.

ORIA - Contrada San Giovanni lo Pariete - Ambiente e popolamento antico.
La zona di San Giovanni lo Pariete interessata ai ritrovamenti antichi è situata nelle proprietà dell'omonima masseria, in particolare sulle piccole alture che si sviluppano ad est del complesso edificio rurale, fino alle colline dell'attigua contrada Monti.
Questo segmento collinare è facilmente individuabile, in quanto si presenta quasi completamente spoglio

di copertura arborea, essendo il suolo costituito da roccia calcarenitica affiorante, ricoperta a tratti da sottili lembi di terreno prevalentemente sabbioso. E' lasciato, quindi, a pascolo per il prevalere della componente erbacea, interrotta a tratti da residui esemplari di cespugli della macchia degradata. Alle spalle della masseria, una parte più pianeggiante del versante settentrionale delle collinette e immediatamente adiacente all'alveo del canale Reale ospita una formazione boschiva di querceto misto.
I fondivalle interdunali presentano terreni più consistenti, formatisi per accumulo di materiale trasportato dalle adiacenti alture dalle acque piovane dilavanti, e ospitano colture erbacee o vigneti.
Questo tratto collinare è limitato a nord dall'alveo del canale Reale, a sud dall'arteria stradale Oria-Cellino San Marco, coincidente con l'antico tratturo denominato "Limitone di Greci", che nell'Alto Medioevo segnava il confine tra i territori longobardi e bizantini e che, in questa zona, doveva essere protetto da strutture murarie, come lascia intuire il toponimo; ad est dalle colline di contrada Monti, coperte da vigorosi oliveti, da cui la proprietà della masseria è separata da una stradina in terra battuta con direzione nord-sud, fiancheggiata da un muro a secco.
L'area più vicina alla masseria è interessata da un insediamento rurale medievale, documentato soprattutto dalla presenza di necropoli.
L'area più distante e più orientale, confinante con le alture di contrada Monti, presenta abbondanti tracce di una frequentazione preistorica e protostorica.
Qui la più antica presenza umana è riferibile al Paleolitico medio, durante il quale gruppi di cacciatori neandertaliani si sono fermati a più riprese, in quanto il luogo offriva sicuramente maggiori opportunità di caccia. La non eccessiva quantità di manufatti fa pensare che le soste di questi cacciatori nomadi erano piuttosto brevi e che i loro accampamenti erano situati nel territorio circostante, in corrispondenza di ripari sotto roccia e di grotte.
La presenza, infatti, di acqua nel canale, sia quella piovana ristagnante o quella proveniente da qualche polla sorgiva, sgorgante al di sopra degli strati argillosi impermeabili affioranti in conseguenza dell’erosione del fondo dell’alveo, costituiva elemento di richiamo per la fauna selvatica, la quale, una volta individuata da posti di osservazione sulle adiacenti alture, era facilmente cacciabile.

mercoledì 17 marzo 2010

Appello importante: "Salviamo il Limitone dei Greci dal fotovoltaico selvaggio"

(Tratto da MesagneSera Blog)
“Salviamo il Limitone dei Greci dal fotovoltaico selvaggio." Grido di allarme di Mimmo Stella, studioso di storia locale e presidente dell’associazione culturale “Terra di Mesagne”.
Particolare di Muro Tenente
Il “Limitone dei Greci” è un luogo caratterizzato da numerosi elementi di straordinaria importanza. A livello geostrutturale, esso rappresenta l’estremità orientale di una faglia tettonica avente direzione Nw-Se corrispondente a quella porzione di territorio alla quale gli abitanti del posto ricononoscono un radicato valore paesaggistico, storico e geografico che travalica i confini comunali.
In corrispondenza di questa faglia, in età romana ma, molto probabilmente, già a partire dall’età messapica, si imposterà uno degli assi viari più importanti della regione salentina: il cosiddetto “Limitone di Greci”, la strada interna che collegava Taranto ad Otranto, ancora esistente e ricalcata dalla strada provinciale che collega Oria a Cellino San Marco. Il Limitone dei Greci viene definito anche come una porzione di territorio elevata rispetto alle generali caratteristiche morfologiche dell’area circostante e la storiografia locale tende a considerarlo il residuo di una muraglia eretta dai Bizantini a ridosso della frontiera longobarda. “Lemiti”, “lemitone”, “limitone” appaiono come varianti salentine usate per indicare confini, talvolta segnati da muri a secco, anche di grandi dimensioni. Il latino “limes” indica i confini agrari e, quindi, quelli della limitatio (viae transversae) relativa alla centuriazione. Così “limes” viene ad indicare anche i sentieri e le strade che insistevano normalmente sui limiti poderali.
Senza soffermarci troppo sulla reale consistenza di questa linea di confine tra territori longobardi e bizantini, va considerato il suo ruolo di direttrice preferenziale per le dinamiche insediative del popolamento rurale in età romana come risulta evidente analizzando la lunga serie di “ville rustiche” rinvenute lungo questo allineamento. Oggi il Limitone dei Greci è seriamente minacciato dall’impianto di parchi fotovoltaici distribuiti in maniera selvaggia. Raccogliamoci in gruppo e ostacoliamo quanto possibile questo scempio.
N.B.: sto organizzando qualcosa in merito con gli amici del Club Arché di Oria (vi ricordo che fanno parte del direttivo, oltre a me, gli amici 'Ntunucciu 'Ntramalonga, Paulucciu Sporpastroma e Chita Lu Marcu). Vi faremo sapere.