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domenica 12 marzo 2017

ORIA - NEL 2025 SI CELEBRERA' IL TRICENTENARIO DELLA NASCITA DI FRANCESCO MILIZIA. AUSPICABILE L'APPOSIZIONE DI UNA TARGA COMMEMORATIVA SULLA FACCIATA DELLA CASA NATIA.

Da cittadino oritano,  spero che nel 2025, in occasione di eventi commemorativi del tricentenario della nascita di Francesco Milizia, qualcuno si faccia promotore di far realizzare ed apporre una targa ricordo sulla facciata della casa natia.
 
Sappiamo, in base a fonti indirette attendibili (es.: il contemporaneo Prof. Alvaro Ancora e Don Barsanofio Chieti -1942-) che  il "Don Chisciotte del bello ideale" (come fu definito dai suoi contemporanei) nacque in Via Abate Carbone, n.12, nel palazzo del vicinato San Salvatore.

domenica 26 febbraio 2017

FRANCESCO MILIZIA NACQUE AD ORIA NEL 1725. LO AFFERMA ANCHE EMMANUELE PAPARO DA MONTELEONE DI CALABRIA.

Già, proprio così!
Emmanuele Paparo da Monteleone di Calabria (1778-1828), pittore, poeta, architetto e scrittore, in una biografia su Francesco Milizia ebbe a smentire il Giornale Enciclopedico di Napoli, che nel n.4 dell'anno1820 riportava  1721 come anno di nascita ed il 1797 come anno di morte dell'oritano critico d'arte.
In verità al Giornale Enciclopedico di Napoli il Paparo dà del "falso" per altri particolari oggetto della pubblicazione.

Indirettamente Emmanuele Paparo ha dato del falso anche all'anonimo autore dello Status Animarum oritano dell'anno 1736, per aver registrato la presenza in Oria  del dodicenne Francesco Milizia, figlio di Raimondo e di Vittoria Papatodero......(nell'anno 1736)

Ovviamente qualche mio onorato ed onorabile compaesano sarà libero di etichettare come "storico orecchiante" sia Emmanuele Paparo che il canonico Don Barsanofio Chieti.





mercoledì 22 febbraio 2017

ORIA - FRANCESCO MILIZIA E' NATO NEL 1725. LO DICE UNA SUA AUTOBIOGRAFIA.

Proprio così: nel 1725 e non nel 1724 come qualcuno afferma.

Inoltre, in base a quanto riportato dal giornalista  Vincenzo Sparviero nel numero di giugno 1998 del giornale mensile l'ORITANO, il Milizia sarebbe nato al civico 12 di Via Abate Carbone (approfondire QUI).

Ed ancora, siccome Francesco Milizia all'età di 9 anni (anno 1734) andò a vivere a Padova, nel 1736 non poteva essere registrato in alcun STATUS ANIMARUM della città di Oria.

venerdì 13 dicembre 2013

ORIA - ECONOMIA PUBBLICA, TASSE ED ALTRO: UDITE UDITE COSA NE PENSAVA FRANCESCO MILIZIA (1725-1798).

La ricchezza vera dei popoli è « l'agricoltura » 
 Economia pubblica è buon governo del popolo. La ricchezza vera è data dall'abbondanza dei prodotti utili.La nazione migliora se la sua produzione superi il consumo, in contrario essa si depaupera e la popolazione dovrà emigrare.La ricchezza vera dei popoli è l'agricoltura, arte di coltivar bene la terra per trarre il maggior profitto. Dalla terra proviene ogni prodotto, ond'essa è il fondamento dello Stato; vitto, vestito, abitazione e quant'altro all'uomo abbisogna per suo comodo e sua delizia, donde viene se non dalla terra. Gli agricoltori formano la classe migliore dei cittadini: proba, parca, sana... 

 I principii finanziari del Milizia
 Oggetto del tributo è la difesa dei cittadini, il possesso tranquillo dei loro beni, della vita, dell'onore. Il congratularsi con chi evade i tributi dipende dal cattivo uso che di questi si faccia; onde sottrarre all'erario è reputato come riprendersi il proprio.
 La giustizia chiede: 
-1) che il tributo prelevi non al di là di quanto basti per i pubblici bisogni (fra questi non sono da comprendersi la guerra, il fasto di Corte, le strepitose pensioni et similia)
- 2) che ciascun cittadino paghi il tributo in proporzione di quanto possieda (arricchite prima il paese e poi questo darà!) 
 - 3) che il prelevamento dei tributi non arrechi molestia alle persone
- 4) che la somma totale del tributo entri tutta nella cassa dell'Erario
 - 5) che le leggi tributarie siano chiare, precise, imparziali, inviolabili
 - 6) che il tributo non accresca mai direttamente le spese del trasporto, nè dei contratti 
- 7) nè sia sull'accrescimento delle industrie 
- 8) esso è pagato più facilmente in piccole partite a più riprese. 

L'intero documento è visionabile QUI.

venerdì 26 febbraio 2010

Utili dettagli per individuare la casa dove nacque Francesco Milizia.

(Segue da articolo correlato pubblicato ieri)
Ancora una volta mi è stato di grande aiuto il libro sulla toponomastica oritana del Dr. Pasquale Spina: ORIA: strade vecchie, nomi nuovi; strade nuove, nomi vecchi. La soluzione al quesito circa l'esatta ubicazione della casa che diede i natali al "Don Chisciotte del bello ideale" penso si trovi a pag.54 di detto libro laddove si parla del toponimo "Abate Carbone". Infatti così è scritto: [Venne intitolata nel 1899 come Via Abate Carbone, già parte della Via S. Antonio di Padova insieme a tre vichi I, II, III Abate Carbone già Via Salvatore. Non cambia nulla sino al 1954, quando, per dedicare una via al Cap. Orlando De Tommaso, l'Abate Carbone viene spodestato dalla via, ma in compenso a lui rimangono intestati i tre vichi. Si arriva così al 1960 quando il Commissario Naselli elimina i vichi doppioni, lasciando all'abate Carbone solo il Vico I. Se le vicende della strada sono piuttosto travagliate e poco note agli oritani, ........]

Possiamo quindi dedurre che, a conferma di quanto si legge nella corrispondenza di Don Barsanofio Chieti datata 1942, Francesco Milizia è nato al civico 12 della via che attualmente è denominata Capitano Orlando De Tommaso.
La fantasia e la voglia di valorizzare la figura di Francesco Milizia potrebbe indurre tutti noi (e me per primo) a pensare che egli sia nato in una casa avente .... almeno.... adeguato fronte signorile, con tanto di stemma nobiliare, ma .... "carta canta e villanu tormi" (proverbio docet... è il caso di dirlo) non possiamo permetterci di offendere la memoria del canonico Chieti, ispettore onorario dei monumenti di Oria, il quale ebbe a riferire al soprintendente ai monumenti della Puglia Alfredo Barbacci, a mezzo di apposita missiva datata 1942, che la casa che aveva dato i natali all'illustre Milizia era adibita a deposito di tabacchi, ragion per cui, sempre a mio modestissimo parere, non può essere quella del civico 13 di cui alla foto qui pubblicata, da me personalmente ricordata come dimora della famiglia Pepe-Milizia (ricordo in particolare il Comandante dei Vigili: Don Cicciu lu Capu_uardia).
Un pò prima, quasi di fronte al civico 13, si nota il civico 12, abbinato ad un modesto immobile avente porticina color verde. Possiamo affermare che Francesco Milizia è nato lì? Per poterlo fare, a mio parere dovremmo approfondire un minimo di ricerca attraverso una visura storico-catastale al fine di appurare se nel 1942 proprietari del civico 12 erano i Pepe-Milizia di cui riferisce il canonico Chieti.
Altra ipotesi da prendere in considerazione è che dal 1942 ad oggi, la numerazione in detta strada abbia subito variazioni almeno una volta e che i lati pari e dispari siano stati invertiti in epoca successiva alla surriportata corrispondenza di Don Barsanofio Chieti. In tal caso la casa in cui nacque il Milizia potrebbe essere una di quelle contraddistinte dagli attuali civici 11, 15 o 17. Anche in questo caso sarebbe d'obbligo una conferma attraverso una visura storico-catastale circa gli effettivi proprietari all'epoca del Chieti e del Barbacci.

Alla ricerca della casa dove nacque il grande ed illustre oritano Francesco Milizia.

E' mio intento tentare di stabilire una volte per tutte e con la massima precisione possibile l'esatta ubicazione della casa in cui nacque Francesco Milizia, anche al fine di proporre all'assessorato alla Cultura e Beni Culturali, insieme agli amici del Club Arché, l'installazione di idonea targa a perenne memoria. Per fare ciò ho iniziato a raccogliere ogni utile particolare. Nel documento che leggerete qui appresso a mio parere potrebbero esserci delle imprecisioni nelle conclusioni formulate dal Dr. Sparviero, in quanto mi sembra improbabile che Via Abate Carbone "non esiste più, per essere stata disposta in maniera diversa rispetto al passato", successivamente al 1942.

(Articolo tratto dal mensile L'Oritano del Dr. Vincenzo Sparviero, giugno 1998). In attesa delle celebrazioni. Francesco Milizia cerca la sua casa. In attesa che il Comune si decida a celebrare come è già stato fatto a Bari Francesco Milizia, il più illustre degli oritani, pubblichiamo - offrendo un ulteriore contributo agli studiosi e ai giovani che poco sanno di questo "Don chisciotte del bello ideale" (come fu definito dai suoi contemporanei) - la corrispondenza tra il soprintendente ai monumenti della Puglia Alfredo Barbacci e l'ispettore onorario dei monumenti di Oria don Barsanofio Chieti. Le lettere (tratte dall'archivio privato del canonico Chieti) sono entrambe del marzo 1942. Scrive Barbacci: "Vogliate segnalarmi con cortese premura se esiste in codesto Comune la casa dove nacque e dove visse Francesco Milizia. In caso affermativo, vi prego di inviarmi la via dove sorge e il numero civico, nonché l'uso al quale è attualmente destinata". Risponde Chieti: "La casa dove Francesco Milizia è nato e vissuto è sita in via Abate Carbone n. 12. Il proprietario Pepe-Milizia, discendente per ramo femminile, se ne serve come deposito di tabacchi e ne ha dati infitto alcuni vani". Via Abate Carbone non esiste più o, meglio, ora è un vico disposto certamente in maniera diversa rispetto al passato e senza il numero. La casa dove nacque Milizia sembra "scomparsa",' essendoci state modifiche da parte dei nuovi proprietari. Con una certa approssimazione, comunque, si può capire quale sia l'edificio in cui Milizia nacque nel 1725: è una casa ad angolo che - da vico Abate Carbone (nel cuore del centro storico) si può ancora ammirare. Forse non sarà mai un monumento, ma - almeno -non è stata rasa al suolo.



Testo tratto dal sito internet del Comune di Oria:
Francesco Milizia
[Oria 16 Novembre 1725 - Roma 7 Marzo 1798] visse fino all'età di nove anni a Oria, quando fu mandato a studiare, le "Belle Lettere", presso suo zio a Padova.
Dopo sette anni fuggì da Padova, vagabondando da Bobbio a Milano, da Roma a Napoli, intraprese un viaggio per la Francia che interrompe per mancanza di fondi e fu costretto a tornare a Oria, si trasferisce a Gallipoli dopo aver sposato Teresa Muzio nobildonna di quella città, nel 1761 si stabilì a Roma.
Qui si appassionò all'architettura e iniziò a produrre quelle opere che faranno di lui il genio poliedrico, odiato e amato. Fu il primo a creare la "metafisica dell'architettura"; pubblicò "I principi di Architettura Civile", "L'arte di vedere nelle belle arti", "Roma nelle belle arti del disegno", Le vite dei più illustri Architetti", "Il Dizionario delle belle arti", "Ristretto della Matematica del Lacaille", "Compendio dell'Astronomia di Bailly" ed altre opere di Botanica, di storia Naturale, di Economia Pubblica e varie traduzioni, fu anche caposcuola e teorico del Neoclassicismo e fu alla direzione delle Arti come Sovrintendente in Roma.

giovedì 25 febbraio 2010

A proposito di segnaletica mancante... nel centro storico.

Osservate bene la prima foto. Io ci vedo due particolari: un pizzico di "immanchevole degrado" dovuto anche alla presenza di vistosi rifiuti sulla pubblica via ed un supporto per targa toponomastica rimasta a tutt'oggi inutilizzata. Come ben sapete l'anno scorso sono stati spesi dei soldini pubblici rivenienti dal "PIS n. 12 Normanno – Svevo – Angioino - ARREDO URBANO E SEGNALETICA DEL QUARTIERE EBRAICO DI ORIA". Sinceramente ho visto ben poco di arredo urbano e segnaletica nel quartiere ebraico, mentre con quei soldi sono state acquistate fioriere e targhe toponomastiche anche per altri punti della città (Via Manduria, Via D. Bonifacio, Piazza Lorch, Piazza della Libertà, Piazza Lama, etc.).
Una "chianca" mi ha sussurrato in un orecchio che quel piedistallo evidenziato nella foto con una cornice rossa doveva servire per indicare l'abitazione in cui è nato l'illustre oritano Francesco Milizia...... ma ... ahimè! ...... non sono riusciti a capire l'esatta ubicazione. Sarà vero? Bohhh?
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