Visualizzazione post con etichetta Giuseppe Vitale. Mostra tutti i post
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mercoledì 3 novembre 2010

CON GRANDE GIOIA VI INFORMO CHE IL NOSTRO CONCITTADINO G. VITALE DOMANI SARA' FRA I PARTECIPANTI AL FESTIVAL INT/LE DEL FILM DI ROMA.

“Come se fosse facile” è il titolo del cortometraggio che sarà presentato domani, 4 novembre 2010, alle ore 10 presso la Greenhouse al Festival Internazionalel del Film di Roma, nel cui cast c’è anche l'oritano Giuseppe Vitale. Felicitazioni da parte mia all'amico Giuseppe. Per approfondimenti cliccare QUI.

sabato 28 agosto 2010

Si arricchisce la blogosfera oritana. E' nato "L'INVISIBILE ORIA" - Vi consiglio di metterlo fra i vostri preferiti!

A cura dell'attore oritano Giuseppe Vitale. Ecco il link. L'autore ci spiega che:

Cosa non è L'invisibile Oria

L'invisibile Oria non è un blog ufficiale sulla città di Oria.
L'invisibile Oria non è un portale sulla città, già ci sono due porte e bastano.
L'invisibile Oria non è quella delle cartoline ufficiali, dei programmi dell'estate, del corteo e del torneo dei rioni. Non è niente di tutto ciò.
L'invisibile Oria non è l'Oria fumosa della leggenda, buona per spargere confusione e misteri.
L'invisibile Oria non è la sfilza di personaggi più o meno illustri, dei sovrani e delle guerre con cui è infarcita la storia ufficiale della locale sezione di storia patria.

Cos'è l'invisibile Oria

L'invisibile Oria è un nuovo blog, non ufficiale, su quella Oria che non vedrete mai in altri blog e siti web.
L'invisibile Oria è un mini sito web, un piccolo posto dove non troverete tutto sulla città, ma trovate:

* dei post che fanno riflettere, pensare, magari divertire sul destino della città;
* dei video in linea con questi criteri editoriali e quindi votati ad un nuovo sguardo attorno alla vita e alle possibilità del paese;
* delle fotografie che non troverete altrove e che anche esse rispondono a delle visioni di Oria inusuali;
* una mappa di posti ed eventi in città da noi segnalati;
* la raccolta delle notizie che riguardano Oria;
* i tweet scritti su twitter con l'hashtag "#Oria";
* i link ai post che parlano di Oria di tutti gli altri blog.

L'invisibile Oria è un tentativo di riscrivere la storia della cittadina non più sulla base dell'uso distorto e politico della storia ma sulla base di una storiografia non asservita a falsi miti, come quello di Federico II.
L'invisibile Oria è la raccolta di frammenti ed aspetti che ai più sfuggono ma che pure hanno pari o maggiori dignità di quelli che vengono raccontati dai media.

mercoledì 25 agosto 2010

LA PORTA DELLA BEFFA a cura del Dr. Giuseppe Vitale.

La terza porta di Oria, che noi intendiamo ricostruire per far fronte a un torto del passato, è il più grande monumento di sempre, un progetto di sistema, nella città che ha la più importante manifestazione storica di tutt'Italia. Noi vogliamo essere la porta del Salento alla BIT di Milano, vogliamo realizzare le colonne d'ercole del futuro, ricostruire quel Titanic che quei cattivoni del 1865 hanno abbattuto in Oria, realizzare il nostro ponte sullo stretto di Messina.
Mancavano solo i bersaglieri ieri sera alla presentazione dell'idea di ricostruire (o meglio costruire ex novo) la terza..... continua.... QUI.

sabato 21 agosto 2010

"I Don Abbondio di Oria" a cura di Giuseppe Vitale. (a proposito della -federicomania-)

Il mio post di ieri, L’invisibile Oria, ha avuto due importanti spazi su Il Controvento e su un altro sito web oritano, segno che le questioni da me sollevate non sono mie questioni ma aspetti che coinvolgono il senso dell’appartenenza alla cittadina. Infatti nella conclusione di ieri parlavo di sviluppare una visione della città, visto il generale e diffuso buio nel quale si cammina a tentoni. Né l’amministrazione comunale, né enti e associazioni della cittadina si pronunciano su un possibile percorso di maturazione socio-culturale della nostra comunità. E’ come se il paese si fosse adagiato sui suoi colli in balìa di un destino che non solo non conosce, ma che non prova nemmeno a incontrare. Intendiamoci, Oria ha grandi individualità, sia nel suo passato sia nel presente. Pensiamo, ad esempio, all’eroe dimenticato Tommaso D’Oria, che capeggiò la rivolta contro Manfredi, figlio di Federico II di Svevia. Curioso che adesso Oria rievochi, con un corteo e un torneo, Federico II, che con Oria ha ben poco da condividere, e trascuri invece una sua storica vicenda che coinvolse non solo Tommaso ma l’intera cittadina. Una conferma, se vogliamo, della federicomania di oritani e pugliesi che sto tante volte denunciando in questi giorni. Eppure quando si tratta di fare squadra attorno ad un’idea, un progetto, un percorso manca lo spirito giusto, la condivisione, lo slancio per mettersi insieme ed arrivare ad una meta. Non mi si venga a citare il torneo di Oria e quindi i rioni e i gruppi di sbandieratori come esempio di spirito di gruppo perché è un grande equivoco, forse il più grande equivoco della nostra città. Basta citare un solo episodio per capire come stanno le cose. Nell’edizione del 1991 del torneo dei rioni rimase ucciso il diciassettenne Mario De Nuzzo da un colpo di pistola, partito non proprio in modo accidentale, dalla pistola di un vigile urbano. Ebbene non solo quell’edizione non fu sospesa ma i capitani dei rioni badarono solo a futili contestazioni. E nei 19 anni successivi, per giungere al 2010, mai, in nessuna occasione, è stato ricordato questo ragazzo la cui unica “colpa” fu quella di tentare di scavalcare il muro dello stadio per guardare il torneo. Solo pochi giorni fa Franco Arpa ha fatto una richiesta ufficiale per intitolare il palio del 2011 alla memoria di Mario a Pro Loco e famiglia (che ha accettato). La Pro Loco non si è ancora pronunciata.

Ieri parlavo di un’Oria invisibile che non è quella delle sette o delle settanta meraviglie (che in paese sono presenti) ma è quella che dà una risposta alla domanda di ognuno, per citare ancora l’Italo Calvino delle città invisibili. Eppure i nostalgici del glorioso passato continuano ad esaltarne le vestigia citando ancora una volta i personaggi illustri. Leggete cosa ha scritto nel maggio di quest’anno uno di questi nostalgici, Pino Malva:
"Ovunque corre lo sguardo, ti si aprirà il libro della storia e potrai scorgere l’intrepido Idomeneo, il prode Arta, il cartaginese Annibale con la sua Uriana, Teodosio vescovo e l’Anziano di Gaza, il duca Gaiterisio ed il rabbino Amittai, Shabbatai medico ebreo e i fratelli arabi, medici e martiri, l’assassinato vescovo Andrea e l’ostinato Godino, l’indomito Guiscardo e il gran conte Ruggero, Federico stupore del mondo e l’intrepido oritano Tommaso, il Borromeo santo e il Bonifacio perseguitato, fino alla rapace aquila genovese che mai più volò alta sul turrito Castello di Oria."
E’ evidente che lui e gli esaltatori dei personaggi illustri, come la locale sezione di storia patria, usano le loro conoscenze come una clava, come faceva don Abbondio con il suo latinorum per confondere l’analfabeta Renzo ne I Promessi Sposi. Non sono mai domi di usare Federico II ignari forse del fatto che il suo falso mito è iniziato con il nazismo prima e con il fascismo dopo. E che dire di quel Carlo Borromeo che in realtà vendette il feudo di Oria e lo abbandonò al suo destino? E infine come dimenticare che Gianbernardino Bonifacio fu costretto a lasciare Oria a causa delle malelingue, della cattiveria e dell’invidia degli oritani? Caro professor Malva e cari professori tutti non me ne vogliate ma vi invito a cantare con Francesco De Gregori La Storia:
"E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare…"
Scusate ma io qui non solo non mi sento a casa ma mi sento soffocare dai tanti don Abbondio che abbondano appunto, attorno ai privilegi vescovili e munipalistici, per secoli
unici sostegni dell’economia locale. Proprio non si vuole immaginare un’Oria che non c’è? Non direi, per fortuna occhi nuovi potrebbero gettare uno sguardo diverso, nuovo, sulla cittadina e su un suo possibile destino. Quali sono questi occhi? Per ora vi lascio con il dubbio. Ne parlerò domani o nei prossimi giorni. Ad ogni giorno il suo affanno.
(Giuseppe Vitale)

mercoledì 13 gennaio 2010

Oggi 13 gennaio conferenza stampa a Francavilla F/na. (Giuseppe Vitale, attore di Oria ed il TEATRO DEL SI)

giuseppe_vitale.JPG
Un'ottima notizia per i cittadini della Provincia di Brindisi. A Francavilla Fontana il Teatro del Sì annuncia di poter trasformare persone prive di immaginazione (o che si ritengono tali) in persone ricche di fantasia in brevissimo tempo.

FRANCAVILLA FONTANA (13 Gennaio 2010) — Una buonissima, eccellente notizia per i Francavillesi e per i Brindisini tutti. “E’ possibile trasformare le persone prive di immaginazione in persone immaginative in un solo attimo” come ha dimostrato dagli anni '70 ad oggi Keith Johnstone, regista ed attore canadese padre dell'improvvisazione teatrale dei giorni nostri. Valgono quindi ben poco i test per misurare la creatività. Quest'ultima si sviluppa soprattutto con il gioco inteso nel senso anglosassone "to play" e nel senso francofono del termine "jouer" che sono tradotti in modo infelice in italiano con il verbo recitare (citare due volte). I due verbi citati prima si riferiscono infatti ad attività come suonare, compiere atività ludiche e recitare su un palcoscenico. Mettono insieme quindi aspetti ludici ed aspetti d'interpretazione di un testo o d'improvvisazione. Keith Johnstone riuscì a far compiere ad alcuni uomini di affari digiuni di tecniche teatrali, tutti compìti e presi dal loro ruolo sociale, delle improvvisazioni in cui si trasformarono con grande spontaneità e naturalezza in degli hippy: i figli dei fiori degli anni sessanta. E ci riuscì nella misura in cui chiese a questi ultimi non di recitare, non di di interpretare, ma di imitare gli esponenti di quel movimento giovanile e culturale allora di moda Dimostrò quindi che fantasia e immaginazione sono alla portata di tutti, anche di coloro che credono di non possederne affatto. E' questa la buona notizia che vogliamo dare come gruppo del Teatro del Sì in concomitanza dell'inizio del Corso d'improvvisazione teatrale presso l'Arci di Francavilla Fontana che inizierà con una prima lezione gratuita ed aperta a tutti domani giovedì 14 gennaio alle ore 19 presso la sede Arci in via Arco Olimpo 20. A tenere il corso sarà un altro attore e regista Canadese: Ian Algie, che si rifà proprio all'improvvisazione teatrale del suo connazionale Keith Jonhnstone, padre del grande format d'improvvisazione teatrale Theatresports che combina attività ludico-teatrali con una sorta di competizione sportiva a squadre simile ai Match d'improvvisazione teatrale. Questo corso è il primo di una serie di laboratori teatrali, spettacoli ed iniziative che il Teatro del Sì annuncia quest'oggi, 13 gennaio 2010, con una conferenza stampa assieme al circolo Arci di Francavilla Fontana e ai Magazzini teatrali di Chicco Passaro. Queste tre realtà iniziano da quest'oggi un percorso comune per il 2010 le cui tappe e i cui indirizzi saranno oggetto della conferenza stampa convocata per le 10 e 30 presso la sede Arci di Francavilla Fontana.

venerdì 24 luglio 2009

L'oritano Giuseppe Vitale nel cast dell'ultimo film di Sergio Rubini

giuseppe_vitale.JPGGiuseppe Vitale, attore oritano, domani sarà sul set de L'uomo Nero, il nuovo film che Sergio Rubini sta girando nel brindisino. Il regista pugliese, infatti, lo ha voluto per la seconda volta dopo il piccolo ruolo interpretato da Vitale ne L'amore ritorna, il suo penultimo film prodotto. Nel 2003 Giuseppe Vitale arrivò alla corte di Sergio Rubini dopo che questi fece una lunga e meticolosa ricerca per un personaggio piccolo ma importante nel suo film: quell'elettricista che per lungo tempo non era riuscito a trovare. Il casting si svolse per più giorni, infatti, in diverse città italiane. Rubini scelse Vitale per il suo modo di recitare che gli piacque anche se l'interpretazione di Vitale era molto personale e diversa da quella iniziale pensata dal regista. Una scena di quel film la si può vedere a questo indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=qGsMv4zcCHc Questo piccolo sodalizio si rinnova ora per L'uomo Nero, in cui Vitale reciterà accanto a Rubini stesso. Un altro piccolo segno della crescita del cinema in Salento e anche nel brindisino, segnata peraltro anche dal recente CineSmile Ostuni Film Festival, dove Giuseppe Vitale ha avuto modo di intervistare pubblicamente l'emergente attore tarantino Michele Riondino (Fortapàsc, Il Passato è una terra straniera). Tra gli organizzatori del festival il filmmaker francavillese Alessandro Zizzo, che ha curato sceneggiatura e regia dello spot elettorale per le provinciali in favore di Francesco Fistetti in cui attore protagonista è stato Giuseppe Vitale. Con i suoi numerosissimi accessi è stato lo spot più visto di tutti sul web.
Oltre che sul grande schermo Giuseppe Vitale è apparso sul piccolo schermo in primavera ne La Nuova Squadra, fiction prodotta del Centro di Produzione Rai di Napoli. In attesa di nuovi casting, ottenuti anche grazie all'agenzia a cui è iscritto, sta cercando risorse e persone in Salento per nuovi piccoli progetti di film making di cui darà notizia in Autunno. Questo per mettere a frutto anche la sua continua preparazione. Ha studiato, tra gli altri, con il coach americano Bernard Hiller a Roma. Qui ha vissuto per un periodo della sua vita per formarsi e lavorare per un anno nel mondo dei Match d'improvvisazione teatrale. Ha infatti dedicato gli ultimi due anni e mezzo della sua vita a studiare l'improvvisazione teatrale con il fondatore dei Match Franceco Burroni e con l'attore e coach canadese Ian Algie. Si tratta di una improvvisazione scevra da copioni, canovacci e personaggi preparati prima ma in cui il pubblico è protagonista con i suoi suggerimenti a partire dai quali gli attori improvvisano trame, personaggi, dialoghi: una improvvisazione che richiede continuo allenamento e che diverte e appassiona i pubblici di tutto il mondo. In Autunno Vitale tornerà a formare gruppi di improvvisatori attori in Salento con l'ausilio proprio di Ian Algie.
Giuseppe Vitale, classe 1974, laurea in lettere moderne e con all'attivo una partecipazione a tanti corsi e laboratori di teatro e cinema dal 1993, vive ora a Oria (Brindisi) e sta curando in questi ultimi due mesi un progetto di recupero e valorizzazione dei cunti della tradizione popolare salentina e del sud tutto. Una prima iniziativa, a cui seguiranno altre, è quella di portare cunti e culacchi on the road nelle località turistiche pugliesi. Giuseppe Vitale è nipote d'arte, si può dire, perché ha in parte preso le orme del nonno Gregorio Ognissanto muratore ma grande attore amatoriale presso il Teatro Giuseppe Verdi di Brindisi a cavallo della Seconda Guerra Mondiale. Una piccola conferma è la scelta da parte di Sergio Rubini anche della mamma Benedetta per una figurazione speciale nel film. Il curriculum intero di Giuseppe Vitale, i suoi progetti e il suo blog all'indirizzo www.giuseppevitale.it
Per info e chiarimenti scrivere a media@giuseppevitale.it o chiamare il 320 0422825