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giovedì 3 aprile 2008

RESTAURO CARNARA QUASI COMPLETATO

COME POTETE OSSERVARE DALLA FOTO, I LAVORI DI RESTAURO DELLA TORRE PALOMBA (CARNARA) SONO QUASI TERMINATI. RESTA SOLO DI OSSERVARE COME SARANNO CURATE LE PROFONDE FERITE NEL COSTATO CAUSATE DA QUEI FENDENTI CONFICCATI DALLA MANO DELL'UOMO IN OCCASIONE, a mio parere, DI QUESTO "RESTAURO DISTRUTTIVO". Ho avuto modo di parlare con varie persone (fra di essi molti professionisti ed uno anche architetto) e tutti nutrono forti dubbi su questa tecnica di restauro, o meglio su questa tecnica per fissare i ponteggi.

venerdì 29 febbraio 2008

LA CARNARA (TORRE PALOMBA) RESTAURO CONSERVATIVO O RESTAURO DISTRUTTIVO?






LA TORRE PALOMBA, denominata anche "Carnara" è oggetto di restauro con fondi POR Puglia 2000-2006 PIS n.12 Itinerario turistico-culturale Normanno-Svevo-Angioino.
Detto BENE MONUMENTALE è ritenuto una probabile roccaforte dell'antica acropoli messapica. Da tempo non transitavo da Via Renato Lombardi, dove appunto è ubicata la Carnara (denominata così perché nei secoli scorsi è stata anche utilizzata come ossario).
Questa sera il Prof. Tonino Palazzo (è quell'artista che ha il laboratorio adiacente allo Scarabocchio) mi ha contattato e mi ha pregato di dare un'occhiata ai lavori di restauro che si stanno eseguendo, in quanto, a suo dire, sono stati praticati dei fori nella parete per allocarvi circa 10 travi dei ponteggi, con immaginabile danno ai secolari blocchi di pietra calcarea. Ho fatto delle foto (che ripeterò di giorno) le quali effettivamente rivelano e confermano quanto asserito dal Professor Tonino Palazzo. Mi chiedo e vi chiedo se l'intento è quello di restaurare un simile monumento possibile che non esiste altra tecnica che poteva evitare questo ennesimo danno? Una cosa è la erosione dovuta al tempo altra cosa è praticare circa 10 fori aventi misure di circa 15 x 15 cm.. Io sono ignorante però penso che non è stata una saggia decisione.
Vi segnalo delle curiosità o casualità, secondo come più vi aggrada. Ho rilevato delle analogie con la storia del "campo di calcetto". Lì erano resti di necropoli messapica, qui sono i resti di una acropoli messapica. Proprietario e committente è lo stesso Ente: la Curia Vescovile di Oria. Anche il progettista e direttore dei lavori è forse lo stesso.... leggete il nome sul cartello evidenziato nella foto. Che ve ne pare???