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sabato 5 settembre 2020

ORIA - A CESARE QUEL CHE E' DI CESARE, oppure "la jaddina faci l'ovu e allu jaddu li uska lu culu"?

 Nelle prossime ore intendo pubblicare un post col quale vi spiegherò tutta la verità circa l'evento di stasera, nonché alcuni retroscena.

Per il momento  pubblico un piccolo video.



mercoledì 28 agosto 2019

ORITANI ILLUSTRI DA RICORDARE (A cura della prof/ssa Anna Maria Andriani)


 
Oritani tout court

Il 30 agosto ricorre la festività di San Barsanofio, patrono di Oria. Quale migliore occasione per ricordare e rendere omaggio a Barsanofio Pasquale Marsella (Oria 1880-Roma 1977) che, nella sua lunga esistenza a cavallo tra due secoli, attraverso il suo operato di educatore nei circoli giovanili, nell’Educatorio “S. Luigi Gonzaga” e i suoi scritti ha dato alla sua città natale un rilevante contributo per la formazione della presa di coscienza delle proprie radici. Il sacerdote Barsanofio Pasquale Marsella, insieme con Padre Annibale M. Di Francia sono state figure rilevanti nella storia della Chiesa oritana nei primi anni del XX secolo, espressive di un certo rinnovamento, che contribuì a scuotere il clero della Diocesi di Oria. Marsella privilegiava l’aspetto educativo e culturale, si interessava ai giovani, particolarmente quelli della classe artigiana. La base della sua attività educativa era la religione; i fini: Società Famiglia e Patria.  Fu studioso appassionato della storia di Oria e Oria – ancora oggi – lo onora ignorandolo. Nella Biblioteca “De Pace Lombardi” di Oria sono conservate tutte le sue carte, opere a stampa e manoscritti, alcuni dei quali meritano menzione, perché aiutano a collegare il passato al presente della Città di Oria: Il Marchesato dei Bonifacio in Oria (1943); Il Processo dell’Università Oritana contro Gian Bernardino Bonifacio (1943); Da Oria viene la parola di Dio, saggio storico sulla colonia ebraica di Oria Messapica durante il Medioevo (1953), una miscellanea di manoscritti (?), tre opuscoli di diari storici (?) e molto altro.
La sua opera di educatore, iniziata in Oria e proseguita in Roma, insieme con i suoi lavori, funsero da lievito nelle coscienze passate attraverso le esperienze della Grande Guerra, del Ventennio e della seconda Guerra Mondiale.
La sua figura di grosso spessore culturale ed educativo si collega in perfetta sequenza rispetto a figure oritane dei secoli precedenti a partire da fisici, scienziati e poeti di famiglia ebraica vissuta in Oria (IX-XI) da Rabbi Shefatiah (886) a Shabbatai Ben Abraham Donnolo (913-982), al poeta Rabbi Ahima’az (1017-1060); nel XVI secolo l’umanista teologo Quinto Mario Corrado (1508-1575), allo storico Mario Matarrelli Pagano (1573-1608 ?) autore della Raccolta di notizie patrie dell’antica Città di Oria messapica (E. Travaglini 1976) e curioso di antichità; Domenico Tommaso Albanese (1638-1685) medico erudito con spiccato interesse per gli  studi storici e autore dell’Istoria cronologica dell’antica città di Oria (1678); nel XVIII sec. il critico d’arte Francesco Milizia (1725-1798) e il filosofo, poeta ed esperto di gastronomia Vincenzo Corrado (1736-1836).
Negli oratori del Marsella, in Oria e poi a Roma, come palestra di idee si possono rintracciare i fili di forme associative oritane che si strutturarono nel XX sec. in primo luogo nell’Associazione “Pensiero ed Arte” (1953), il cui obiettivo era “dare impulso alla cultura, valorizzando le forze intellettuali dei giovani; mantenere vive le idealità patrie e le glorie dei figli migliori; rendersi promotori di tutte quelle manifestazioni efficaci per contribuire all’elevazione spirituale e materiale dei cittadini nel campo delle varie attività” (Statuto, art. 2). Tra i suoi fondatori: Casimiro Mangia (1894-1966), storico e letterato, autore del dramma Il sacrificio del Golgota, nonché primo Sindaco repubblicano di Oria (1946) e Bibliotecario ad Honorem (Del. GM 27.2.1956, n. 50); Antimo Baldari (1910-200), sarto-poeta e Cosimo Candida, falegname-artista; Alvaro Ancora (1930-2017): storico e studioso, Donato Palazzo (1924-2018): giurista e letterato entrambi impegnati nell’’attività umanitaria della cultura; infine due donne insegnanti: Sara Marangia e Imperia Scardapane.
Non è un caso che sei anni dopo venne fondata in Oria la Pro Loco (1959), che raccoglieva gli spiriti temprati dall’esperienza di tanti sacrifici e rinunce e desiderosi di dare un forte impulso culturale alla propria Oria, scuoterla dal torpore, risvegliando le coscienze, aprendosi al confronto di idee e al dialogo. Tra le varie iniziative portate avanti dalla Pro Loco, una forma di proficuo investimento si rivelò il “Corteo Storico di Federico II – Torneo dei Rioni”, che proponeva un tema educativo e culturale, ricreativo e turistico, d’alto valore. Quell’idea, frutto di poche menti, realizzata con entusiasmo dall’intera comunità, vedeva in fruttuosa interazione gli studi rigorosamente scientifici con i risvolti ludici, economici e turistici. Con il “Corteo-Torneo” i cittadini di Oria si sono ri-appropriati appieno della dignità di populus.
Nelle parole del compianto Giovanni Pomarico, più volte Presidente della Pro Loco: “Il Corteo Storico e il Torneo dei Rioni di Oria è la nostra VITA!” E continuerà ad essere più la “nostra vita” se riusciremo ad ogni ricorrenza annuale di questo importante appuntamento culturale a coniugare in un tutt’uno tradizione e innovazione, documentazione storica e creatività individuale e collettiva, facendo dello spettacolo un momento non di mera fruizione folkloristica, ma di riflessione sulle nostre radici e di disegno verso il nostro futuro.
Merita menzione il dott. Domenico D’Addario per il progetto di Uno Zoo biblico mirato a dare impulso anche economico al Santuario di San Cosimo alla Macchia. E Tanti altri.
Oria ha una vita che palpita e racconta la storia di uomini illustri che hanno lasciato tracce indelebili nella polvere del tempo. Ciascuno di loro ha attraversato da protagonista e testimone la propria epoca; ne ha visto i cambiamenti e li ha raccontati a modo proprio, a seconda degli interessi e del talento. Acuti osservatori, umanisti e scienziati, studiosi della storia senza tempo, che essi hanno reso viva con quell’entusiasmo tipico degli operatori culturali. Ognuno di loro è stato un punto di riferimento allora come lo sono ancora oggi; la loro produzione scientifica si dispiega dalle origini alla contemporaneità, costituendo un’ampia gamma di linee di ricerca e di studi.
La decodificazione di quei mutamenti passa attraverso l’osservazione e il racconto, la lettura di ciò che quegli uomini hanno prodotto, cosa quei cambiamenti hanno significato: in quale contesto sono avvenuti, in quale relazione stavano tra storia particolare e storia generale, tra passato e presente per coglierne le costanti e le variabili. Con il proposito di rintracciare quel fil rouge di continuità dinamica tra il presente, del quale siamo autori e spettatori, e il passato sulle tracce della nostra storia.
Di qui l’invito pressante alla Comunità oritana a ripensare il proprio passato, a farne un bilancio culturale, ad approfondire la conoscenza di Barsanofio Pasquale Marsella e di altri emeriti studiosi di Oria, precedenti e successivi a lui affinché, soprattutto le giovani
generazioni “in Palio”, rafforzate dalla conoscenza del passato, sappiano raccontare e ‘leggere’ quegli uomini che di quel passato sono stati simbolo e attori, ben cimentarsi e raccontarsi nella maniera più autentica.

Possano i Cittadini di Oria ammirare sulla parete della Biblioteca di Oria i ritratti degli uomini migliori di Oria del secolo scorso accanto a quelli illustri della nostra storia.

                                                                             Anna Maria Andriani

 

 

 

 

 

mercoledì 8 luglio 2015

EROE ORLANDO DE TOMMASO (ultima puntata)

Con Decreto del Presidente della Repubblica del 29.5.1963, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24.8.1963, la medaglia d'argento al V.M. alla memoria, del cap. De Tommaso, venne tramutata in oro.
Due anni dopo, con cerimonia di scopertura in data 7 novembre 1965, l'amministrazione comunale, capeggiata (ancora una volta) dal sindaco Luciano Calò, decise di sostituire la vecchia lapide con la seguente:
Dopo qualche anno, l'amministrazione comunale decise di intitolare anche una via. La scelta cadde sulla seconda traversa a sinistra di Via F.sco Milizia, lato Porta degli Ebrei, ovvero quella via che un tempo era denominata Via Sant'Antonio di Padova e che porta a Vico Bainsizza.

domenica 28 giugno 2015

EROE ORLANDO DE TOMMASO da Oria (PARTE SECONDA)

Se nella città di Oria la figura del Cap. De Tommaso è stata messa in un certo qual modo in luce, il merito va tutto all'oritano  B.P. Marsella, insigne letterato e storico. (Vedi foto qui a sinistra. Cliccare QUI per cenni biografici).

I due erano legati da profonda amicizia ed è lo stesso Marsella a spiegarlo in un suo scritto: "Orlando, da piccolo, mi fu alunno nel Ricreatorio San Luigi e - da grande - mi fu amico fedele e quasi devoto".
Entrambi vivevano a Roma:  Marsella si era ivi  stabilito all'inizio del secolo scorso, abbandonando la natìa Oria, dopo essersi "spogliato" da prete, mentre De Tommaso, era di stanza nella capitale in quanto Comandante una Compagnia presso la Scuola Allievi Carabinieri.

Attraverso il libro sulla toponomastica cittadina, del dr. P. Spina, "ORIA. Strade vecchie, nomi nuovi. Strade nuove, nomi vecchi." apprendiamo che Don Pasquale Marsella (o Papa Pascali, come assai affettuosamente usavano chiamarlo gli oritani, a seconda della lingua parlata), il 13 marzo 1952 inviò un'appassionata lettera all'allora amministrazione comunale di Oria al fine di rendere omaggio al Cap. Orlando De Tommaso, eroe nazionale della Resistenza, previa apposizione di una lapide commemorativa sulla facciata della casa dove era nato (al pianterreno di casa Contento, in Via Piazzella, 72 -successivamente Via F. Milizia), nonchè intitolazione del tratto della via che da Porta degli Ebrei conduce fino alla casa natìa del De Tommaso.
La Giunta Comunale, capeggiata dal sindaco Avv. Luciano Calò, accoglie (in parte) con entusiasmo la proposta del Marsella (Delib. n.216 del 13.8.1952) "....e ritenuto che il nome dell'eroico cittadino va ricordato ai posteri come colui che offrì la propria vita in olocausto per la liberazione della nostra terra dal nemico invasore e che quest'Amministrazione rendendosi degna di tanto onore, nonchè sicura di interpretare i sentimenti dell'intera cittadinanza è ben lieta di dare una prova della sensibilità della cittadinanza stessa consacrando all'eroe caduto una lapide da fare apporre sulla facciata della sua casa natìa, delibera assumere l'impegno della spesa di circa lire 12.000 da corrispondere allo scultore Carbone Angelo di Giovanni per l'applicazione di una lapide in marmo con epigrafe sulla facciata della casa di abitazione del Capitano Orlando De Tommaso, caduto il 9-09-1943 a Roma nella lotta di liberazione contro il nemico per eternare la memoria di tanto eroe."

Sia Marsella che Spina non spiegano nei loro rispettivi testi cosa accadde di preciso successivamente alla pubblicazione di detta delibera. Qualcosa sicuramente andò storto se si considera che sulla facciata della casa natìa del Cap. De Tommaso non è mai stata apposta alcuna lapide.
Il 5 ottobre 1952 sulla facciata di Palazzo Martini (allora sede del municipio) venne scoperta una lapide dal seguente testo:
SARA' DA QUESTA LAPIDE 
NEI SECOLI CELEBRATO
IL CAPITANO
ORLANDO DE TOMMASO
CADUTO PER LA LIBERTA' DI ROMA, CHE ALL'EROE
DEDICO' LA CASERMA DEGLI AA.CC. D'ITALIA
16.02.1897   - 9.9.1943
GLI ORITANI NON IMMEMORI RICORDANO AI POSTERI
IL CITTADINO CHE MERITO' LA MEDAGLIA D'ARG. AL V.M.
E TUTTI I CADUTI PER LA PATRIA
5- X - 1952

Come dicevo, qualcosa non andò per il verso giusto, se si considera che nell'opuscolo celebrativo della cerimonia di scoprimento di detta lapide, Don Pasquale Marsella ebbe a scrivere: "
.....La lapide, che oggi inauguriamo, tramanderà ai Posteri il suo nome glorioso, insieme col ricordo di tutti gli Oritani Caduti per la Patria.
Per incomprensione di chi avrebbe dovuto ambirne l'onore, non ci fu permesso che fosse apposta sulla casa natìa dell'eroe; perciò si è scelta la facciata del Palazzo di Città, dove si conserva la lapide del nostro Francesco Milizia, il quale - dall'Aldilà - esulta, certamente, per le onoranze che gli Oritani tributano ai concittadini meritevoli.
La meritata esaltazione del capitano De Tommaso sarebbe stata più completa, se - come avevo proposto - si fosse intitolato al suo nome il tratto della via che, da Porta degli Ebrei, conduce fino alla casa dov'Egli nacque: non, perciò, avrebbe corrugato la fronte altera l'ombra del sommo Architetto; poichè il fiero assertore di libertà, vissuto e morto in Roma, avrebbe  gradito la decurtazione della via, a lui dedicata, in omaggio al concittadino caduto per la libertà di Roma. ....."
(......CONTINUA.........)



sabato 27 giugno 2015

ORLANDO DE TOMMASO da ORIA (eroe nazionale della Resistenza) - PARTE PRIMA

 
(Stralcio dal libro di B.P.Marsella "In memoria del Cap. dei CC. Orlando De Tommaso", pubblicato nel 1952). 

Orlando De Tommaso nacque in Oria il 16 febbraio del 1897 al pianterreno della casa Contento di Via Piazzella allora segnata col numero 72. Fu il più piccolo di cinque fratelli di una famiglia onesta e modesta. Circa la sua infanzia può tracciarne la più lusinghiera nota caratteristica il suo vecchio pedagogo; nel convento di San Pasquale (oggi santuario di Sant'Antonio), con i due fratelli di lui maggiori, fu sempre inappuntabile ai lieti raduni, gareggiando coi migliori nello zelo e nel profitto. Quando il padre Giovanni si trasferì a Taranto, nel 1907, per l'educazione culturale dei figli, studiosi e volitivi, non fu deluso nei suoi sacrifici: essi superarono felicemente il ginnasio e il liceo: i primi tre spiccarono il volo verso gli studi universitari e, conseguita la laurea in legge, richiamarono a Roma tutta la famiglia.
Il nostro Orlandino, dopo aver partecipato con entusiasmo alla guerra mondiale del 1915-18, facendovi risplendere le non comuni doti di soldato e di ufficiale, continuò la carriera militare  nell'Arma benemerita dei RR. Carabinieri, con la fede e la fedeltà degli "Usi a obbedir tacendo"; fede e fedeltà che caratterizzarono il "curriculum" della sua vita matura, fino al sublime martirio della Patria terrena, per meritarsi la gloria della Patria celeste.
Più che per la medaglia di argento al V.M. (con proposta di commutarla in quella in oro), ci sentiamo orgogliosi per esserGli dedicata - in Roma - la caserma degli Allievi Carabinieri, prima intitolata a Vittorio Emanuele II. "Padre della Patria"!

Per comprendere appieno l'olocausto del nostro Concittadino (che intenzionalmente ho definito "martirio"; poiché è martire chi affronta la morte per un ideale) rievocherò qualche ora tragica della "passione di Roma", riepilogandola dagli appunti da me tracciati durante i dieci mesi fatali:
Sono, ormai, consacrate alla Storia le dolorose vicende della povera Italia, dall'Armistizio in poi; per quelle che riguardano la Capitale italiana, è bene ricordare che in Roma cessò ogni resistenza, contro il Tedesco aggressore, alle ore 10 del 10 settembre 1943.
L'Esercito e il Popolo romano, che gli si opposero coraggiosamente dalla notte dell'8 settembre a tutta la mattinata del 10, desistettero dalla lotta, perchè prestarono fede alla "parola di onore" del soldato prussiano, il quale - in guerra - è l'"eterno barbaro" carducciano.
Il tragico epilogo si compì per gli ordini caotici della prima e della seconda giornata di combattimento. Dalla Cecchignola a Porta San Paolo, Esercito e Popolo si opposero, ancora, alla manovra del nemico, ma l'ordine di permettergli l'attraversamento della Città, per ricongiungersi alle forze risalienti al Nord, svelò il tradimento.
La mattina dell'11 settembre, i Romani compresero che i Tedeschi erano padroni della situazione: oramai sciamavano - armati fino ai denti - nel centro e nella periferia di Roma, irrisoriamente dichiarata "Città aperta"....
Queste note di cronaca formano la storia autentica dell'inglorioso destino della Capitale d'Italia, per la cui difesa si prodigarono invano i Cavalleggieri della Montebello e i Granatieri di Sardegna, come invano si immolarono: tra i Militari, il Capitano De Tommaso con la sua compagnia di Allievi Carabinieri; tra i Civili, il magnanimo Prof. Raffaele Persichetti con altri popolani....
STRALCIO DAL "CARABINIERE":
"La sera dell'8 settembre la Legione Allievi Carabinieri ricevette l'ordine di tenere la truppa consegnata in caserma....
Il capitano De Tommaso riunì la sua compagnia, interessandosi dell'armamento collettivo e dirigendo la distribuzione delle munizioni..... verso le ventitrè echeggiarono le caratteristiche note dell'adunata. Il Comandante Generale dell'Arma comunicò che un battaglione doveva raggiungere, immediatamente, l'autostrada di Ostia, a disposizione della Divisione Granatieri di Sardegna, impegnata in aspro combattimento contro una divisione paracadutista tedesca, che tentava, in forze, di occupare la Capitale.
Appena giunti nei pressi della basilica di San Paolo, alla 4^ Compagnia (del capitano De Tommaso) fu dato ordine di appostarsi sull'autostrada, per evitare infiltrazioni nemiche....
I Tedeschi, preponderanti di uomini e di mezzi, cercavano di aprirsi un varco fra i Granatieri, che non cedevano un palmo di terreno.
La situazione era divenuta critica..... Al battaglione di Allievi Carabinieri giunse l'ordine di avanzare in località Magliana, per riconquistare il caposaldo n.5....
Alla testa del suo reparto, il capitano De Tommaso iniziò l'attacco, riuscendo ad avanzare, per oltre cinquecento metri, con i suoi uomini. Incurante del pericolo, si portava da una estremità all'altra dello schieramento.... Mentre cercava di soccorrere un carabiniere ferito, venne colpito al viso e all'addome da una raffica di mitragliatrice. In ginocchio, tenendo con la mano sinistra il Carabiniere caduto e, con l'altra, sollevando il mitra, ebbe ancora la forza di incitare i dipendenti al grido "Avanti! Viva l'Italia!"
Il nome del Capitano corse, di bocca in bocca, tra i combattenti: un fremito pervase tutti i carabinieri che, spezzarono la resistenza nemica e riconquistarono il caposaldo".

giovedì 27 febbraio 2014

L'oritana Maria Lucia Carone dirige l'Ufficio Centrale del Bilancio presso il Ministero dell'Interno.

La D/ssa Maria Lucia Carone, da sempre residente ad Oria con la famiglia, è stata nominata Direttore Generale dell' UFFICIO CENTRALE DEL BILANCIO PRESSO IL MINISTERO DELL'INTERNO

La d/ssa Carone,  Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, la quale ha un curriculum di tutto rispetto, in precedenza  ha svolto funzioni di Direttore Generale dell' UFFICIO CENTRALE DEL BILANCIO PRESSO IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, nonchè Direttore Generale dell'Istat.


venerdì 25 ottobre 2013

ORIA - VINCENZO CARBONE (Enzo Campusantieri) non è più con noi... è volato in cielo.

Un altro pezzo di storia oritana se ne va.
Enzo ci ha lasciato ieri all'età di 85 anni.
Conosciutissimo in città per essere stato per vari decenni dipendente comunale in qualità di custode del cimitero (l'amministrazione comunale non ha avuto la sensibilità di commissionare nessun manifesto di lutto ... a differenza di altri ex dipendenti comunali ... e di NON  ex dipendenti comunali, genitori di architetti), nonchè uno degli attori più importanti del Corteo Storico e Torneo dei Rioni. Per molti anni ha impersonato Giovanni di Brienne, suocero di Federico. Oggi interpreta quel ruolo Remo Italiano.
Negli ultimi tempi Enzo lo si vedeva pochissimo in giro, a causa dei postumi di un incidente stradale che gli aveva procurato varie fratture. Ho avuto il piacere di incontrarlo personalmente per l'ultima volta un paio di mesi fa, proprio nei pressi del cimitero. Istintivamente lo salutai abbracciandolo e baciandolo affettuosamente sulle guance. Lui ricambiò il gesto con la seguente frase: "Grazie Comandà ... grazie!"
La moglie anni addietro gestiva un negozio di fiori proprio di fronte al cimitero e lì era quasi sempre parcheggiata quella Fiat 500 giardinetta color rosso di Enzo, sulla cui cappotta era montato un grande portapacchi, utile per il trasporto di corone floreali in occasione di cortei funebri.
Gran lavoratore Enzo, sempre educato, gentile, rispettoso, col sorriso perenne sulle labbra accompagnato da quello sguardo sempre gioioso. Molto socievole e gran compagnone come si suol dire. Fino a qualche decennio fa faceva parte di una comitiva di amici molto affiatata.
Riusciva  a ricordare fatti e personaggi della nostra Oria d'altri tempi, con estrema lucidità.
 Aveva sempre la battuta pronta e aneddoti da raccontare.
 Non dimenticherò mai quella volta che vedendomi all'interno del cimitero volle scambiare con me qualche battuta circa problemi di attualità....sul dilagare della delinquenza. Fece riferimento al modo di taluni nell'atteggiarsi a "guappi", mettendo in mostra (in modo ostentato) tatuaggi su vari parti del corpo. Concluse con una battuta: "Comandà.... quannu vennu quà intra .... ti muerti .... no si scherza! Nci ticu ca quiddi mucamienti ti nguacchi no li vogghiu vesciu! Uè .... ce lu criti .... ca mancu passa na sittimana e nò si veti cchiù nienti? Quà intra..... comandà .... sontu tutti uguali ... atru ca uappi, pampini e mienzi pampini! E menu mali!"
Ciao Enzo amico mio ..... riposa in pace.


Il seguente video è estrapolato da un filmato realizzato nel 2005 dal Dr. F. Russo, gestore del sito CarpedimOria.it.

Appresso altro video estrapolato da un filmato di Massimo Greco.
Nel seguente video una mia intervista ad Enzo, risalente a due anni fa.

martedì 5 febbraio 2013

domenica 29 aprile 2012

SCORRE SANGUE ORITANO NELLE VENE DI EMILIO POMARICO, FAMOSO DIRETTORE D'ORCHESTRA A LIVELLO INTERNAZIONALE.

Questo grande artista è considerato argentino perchè è nato a Buenos Aires, ma i genitori erano italiani. Il papà era Antimo, fratello di Rosa, Rosaria, Giuseppe, Antonio e di Damiano, tutti nati ad Oria, come era oritana la madre Emma.

Dal sito www.mdiensemble.com copio incollo un profilo del maestro Emilio Pomarico:

Emilio Pomarico è nato a Buenos Aires da genitori italiani. Studia a Milano, poi segue i master-class di Franco Ferrara (Siena, Accademia Musicale Chigiana dal 1979 al 1980) e Sergiu Celibidache (Monaco, 1981). È ospite di numerosi teatri ed associazioni concertistiche come la RAI, l'Orchestra Sinfonica della Radio di Milano, Torino e Roma, l'Orchestra Sinfonica Siciliana, l'Orchestra Regionale Toscana, l'Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, La Fenice di Venezia, Teatro dell'Opera di Roma, Teatro G. Verdi di Trieste, La Scala di Milano.
In Europa, dirige a Parigi, Glasgow, Edinburgo, Berlino, Francoforte, Vienna, Zurigo, Basilea, Ginevra, Lisbona, importanti formazioni come l'Orchestra della Radio Suisse Romande, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l'Opera di Francoforte e la Museumorchester, la BBC Scottish Symphony Orchestra, l'Orchestra Sinfonica Gulbekian.
È stato invitato dai più importanti festival internazionali: il Festival d'Automne di Parigi, il Festival Internazionale di Edinburgo, la Biennale di Venezia.
Oltre al repertorio che va da Bach a Webern, Emilio Pomarico dirige numerosi compositori contemporanei come Xenakis, Carter, Boulez, Nunes, Maderna, Nono, Ligeti, Kurtag, Berio, Donatoni, con l'Ensemble Moderne (Francoforte), l'Ensemble Contrechamps (Ginevra), le Nieuw Ensemble (Amsterdam), l'Ensemble Recherche (Friburgo), il Klangforum (Vienna).
Dirige Prometeo di Luigi Nono a Lisbona (1995), No hay caminos, hay que caminar (Venezia, 1993), Canti di vita e d'amore e Intolleranza suite (Edinburgo, 1997) dello stesso compositore.
Ha diretto anche le creazioni di Quodlibet (Lisbona, 1991), Nihil mutantur omnia interit (Parigi, 1996), Musivus (Lisbona, 1998) di Emmanuel Nunes e l'integrale di Carceri d'Invenzione di Brian Ferneyhough (Parigi, Zurigo, Ginevra, 1996). Ottiene anche un grande successo con Coro di Luciano Berio, che ha diretto a Venezia alla presenza del compositore (Vicoria Hall, Victoria Hall, 1997).
Malgrado la sua attività come direttore d'orchestra, Emilio Pomarico non ha mai smesso di comporre. Ha ottenuto due primi premi di composizione, tra i quali il prestigioso "G.B. Viotti" (Vercelli). Durante gli ultimi anni, alcune delle sue creazioni sono state incluse in alcuni importanti festival: a Venezia, Milano, Torino, Basilea, Ginevra, Parigi, Friburgo.
Nel gennaio 2000, Nachtfragmente per trio d'archi è stato creato a Colonia dall'Ensemble Recherche nell'ambito del festival Musik der Zeit.
Emilio Pomarico insegna direzione d'orchestra alla Civica Scuola di Musica di Milano.

martedì 27 marzo 2012

L'ORITANA MARIA LUCIA CARONE E' IL NUOVO DIRETTORE GENERALE DELL'ISTAT

La D/ssa Maria Lucia Carone, da sempre residente ad Oria con la famiglia, è stata nominata Direttore Generale dell'Istat (nella foto la sede centrale in Via Balbo a Roma).
La d/ssa Carone è Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nonché alto dirigente della Ragioneria Generale dello Stato in quanto svolge funzioni di Direttore Generale dell' UFFICIO CENTRALE DEL BILANCIO PRESSO IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO.

Felicitazioni da parte mia per il nuovo e prestigioso .... anche se gravoso incarico.

venerdì 15 ottobre 2010

ORIA: Altro che la Cipriani e la sua 7^! Ecco un esempio da seguire per le ragazze oritane!

L'ESEMPIO DI ROSSELLA BARLETTA - «Le ragazze disposte a tutto? Macché!»
• «Ho letto su Facebook la polemica relativa alla trasmissione le Iene, dalla quale è emerso come "modello" per i giovani una ragazza disposta a tutto pur di far successo nel mondo dello spettacolo. Io, se permettete, non considero questi i miei modelli».
Rossella Barletta di Oria, laureata in Informatica, risiede da tre anni a Monaco di Baviera per motivi di lavoro. Il suo è un lavoro davvero «speciale», dal momento che quotidianamente è a contatto con Nasa e altri istituti di rilevanza mondiale.
«Lavoro per un'azienda di Taranto, la Space Software Italia, un' azienda che lavora nel settore del software tra gli altri anche per progetti di area Spazio - spiega -. Per questa ragione si è prospettata la possibilità di fare un'esperienza all'estero a contatto con un ambiente internazionale. Lavoro da 3 anni al centro di controllo del Columbus e sono un membro del team europeo di pianificazione delle attività degli astronauti a bordo della stazione spaziale».
«La stazione spaziale internazionale -aggiunge- è composta da vari moduli di proprietà rispettivamente delle agenzie spaziali americana (NASA), russa, giapponese ed europea (ESA) nei quali gli astronauti eseguono attività scientifiche oltre ad attività di routine e quelle necessarie per i sistemi che supportano il funzionamento della stazione stessa. Le attività di coordinamento avvengono giornalmente, tramite teleconferenze».
Per tornare ai «modelli», la dottoressa Barletta dice: «Questa esperienza, benché richieda sacrifici su diversi fronti, tra cui stare lontani dalla famiglia, mi ha permesso di crescere sia dal punto di vista professionale, sia personale, in quanto devo confrontarmi personalmente e professionalmente con persone di nazionalità e cultura diversa. Nella realtà lavorativa attuale mi ritengo molto fortunata per la possibilità di avere un lavoro come questo ma è anche positivo per me aver dimostrato che le soddisfazioni professionali anche importanti si possono ottenere attraverso il merito, il duro lavoro e i sacrifici». (fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno del 14.10.2010)

domenica 3 ottobre 2010

Oggi parliamo dell'oritana Floriana Summa modella di professione.

Floriana Summa, originaria di Oria, cl.1982, partecipante qualche anno fa al concorso Miss Italia e che ha fatto parte del corpo di ballo di alcune trasmissioni televisive, figlia di Oronzo e di Maria De Gaetani, considerata ormai una vip per essere una modella di professione, è fidanzata con Francesco Pozzessere, già protagonista dello spettacolo di Maria De Filippi "Uomini e Donne".
Secondo notizie pescate in rete i due (che si sono conosciuti in occasione di una manifestazione ad Oria) già convivono e sono in attesa di un bambino.
Felicitazioni da parte mia.
(Foto di proprietà dell'autore, tratta dal web)

giovedì 19 agosto 2010

L'oritano Bernardino Andriani fa parte della squadra nazionale di Jianzi, un nuovo sport. FOTO & VIDEO.

Con grande gioia vi comunico che uno dei quattro italiani che componevano la delegazione italiana recatasi in Cina nello scorso mese di luglio per partecipare al VI Campionato mondiale di Shuttlecock (meglio conosciuto come Jianzi, uno sport praticato soprattutto nei paesi dell'est e che negli ultimi anni ha cominciato a diffondersi anche in Europa), era Bernardino Andriani, un valido giovane oritano che conosco personalmente insieme a tutta la famiglia. La squadra italiana si è piazzata all'ottavo posto nella classifica finale.
In conclusione faccio una domanda a voi miei lettori: quest'anno abbiamo assistito in Oria a delle partite di beach volley..... perché l'anno prossimo, durante l'estate oritana, non organizziamo una partita di Jianzi?

sabato 25 luglio 2009

Oggi è il 66° anno dalla caduta del fascismo.

L'approvazione dell'ordine del giorno Grandi alla seduta del Gran Consiglio provoca la caduta del fascismo la notte del 25 luglio 1943. Seguiranno l'arresto e la liberazione di Mussolini, e la nascita della Repubblica Sociale, la fucilazione di Ciano (genero del Duce) e di altri gerarchi che avevavo votato a favore, nonché la guerra civile che divise gli italiani fino alla Liberazione.
Nella foto Mussolini e Ciano.
Io voglio ricordare questo evento rivolgendo un pensiero a Pasquale Galiano sindaco di Oria negli anni Venti e per lunghissimi anni perseguitato dal regime fascista. Per approfondimenti in questo blog cliccare QUI.
Il popolo oritano è sempre stato irriconoscente verso questo grande EROE che ha fatto e dato tanto per la democrazia in Oria. Tanti uomini del passato , anche di basso rilievo, vengono ricordati in perpetuo con l'intitolazione di una via, di una piazza, di una targa, di una stele, di un cippo. (vedasi articolo prima di questo, relativo a Emanuele Pipino). Per Pasquale Galiano, niente di tutto questo, solo l'oblio.... forse perchè colpevole di essere diventato comunista proprio per opporsi al regime fascista che opprimeva il popolo di Oria allora? L'ho promesso a Pasquale una notte che mi è venuto in sogno: "Pasquà... mi batterò per far si che col tuo nome venga intitolata una via di Oria." Nei prossimi giorni inoltrerò richiesta scritta a nome del Club Arché Oria, al sindaco, al presidente del consiglio comunale ed a tutti i consiglieri.
Voglio ricordare altresì tutti gli oritani trucidati durante il periodo della Repubblica di Salò. Per approfondimenti in questo blog cliccare QUI.

mercoledì 25 marzo 2009

EUROPEI DI CALCIO UNDER 17 - gare di qualificazione - Italia - Austria 2-1; Italia - Scozia 3-1; Italia - Georgia 1-0

CI SIAMO QUALIFICATIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII !!!!!!!!!!!!!!!!

Grazie Pasquale ! Gli oritani che vivono in Germania sicuramente verranno a vederti con i tuoi azzurrini a maggio. E forza Italiaaaaaaaaaaaaaa con Pasqualeeeeeeeeeee di Orriaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Sapete chi è l'allenatore? Pasquale Salerno ...... grande oritano !!! Facci volare !
Fonte: SENZACOLONNE del 24.3.09 (Emilio Mola)
IL PERSONAGGIO – Storia di una carriera sfolgorante. Dalle partire con la maglia del Brindisi calcio alla qualificazione europea da mister.
Gli azzurrini under 17 guidati da un oritano.
Pasquale Salerno, 45 anni, allena i campioni del futuro.

ORIA - Dai campetti della provincia, a commissario tecnico della nazionale italiana di calcio under 17. Senza spiaccicare una parola, senza mai vantarsi di un'ascesa da capogiro, meritevole di tutti gli allori e gli onori del caso. E' anzitutto un campione di umiltà Pasquale Salerno, oritano doc, già giocatore del Brindisi ai tempi del passaggio in serie C ( primi anni ottanta), e oggi primo allenatore degli azzurrini a Coverciano. E' lui, poco più che quarantenne, a guidare in questi giorni la corsa degli undici astri nascenti del calcio nostrano, verso la conquista del primo titolo europeo. Dalla scorsa estate i Cannavaro, i Gattuso, i Del Piero del domani, sono nelle sue mani. In quelle di un brindisino, di un oritano che la gavetta l'ha vissuta per intero, imparando prima, e vincendo poi. I risultati, da fuori classe. Nelle prime partite del cosiddetto girone intermedio, gli azzurrini hanno travolto due tra le formazioni favorite. Prima schiacciati i padroni di casa dell'Austria per 2 reti a uno. Domenica è stata la volta degli scozzesi, travolti per tre a uno. Se domani strapperanno anche un solo pareggio alla Georgia, la qualificazione alle fasi finali del campionato sarà matematica. Un risultato che gli azzurri, nonostante i blasonati trascorsi dei più grandicelli, non acciuffavano da ormai otto anni.
Intanto Salerno e i suoi si godono le due vittorie messe in cassaforte, per le strade di Vienna. E'il suo metodo. Quello di mister Salerno, che per preparare i suoi all'Europeo, ha preferito l'ambiente decisamente più consono più scanzonato di Legnano Sabbiadoro, alla reclusione monastica di Coverciano: tempio dei campioni del mondo. "Sono ragazzi - dice - e hanno bisogno tra un allenamento e l'altro, una partita e l'altra, di divertirsi un po'". Nato e vissuto fino all'età di 21 anni ad Oria, Pasquale Salerno di calcio ha sempre vissuto. Prima in casa, poi, a soli 17 anni, è già nel Brindisi. Mediano dei biancoazzurri, fu tra gli artefici della promozione in serie C1. Primi anni ottanta, momento di grazia. Sul suo talento si concentrarono le mire di numerosi club italiani di pari categoria. Il Latina gli parve l'offerta più appetibile, e per la prima volta, a soli 21 anni, imbracciò il borsone, per inseguire il sogno. Ebbe inizio una carriera da affermato calciatore, ma in squadre che mai gli permisero di compiere il saltò di qualità. Appese le scarpette al chiodo, e ormai messa su famiglia a Roma, sceglie di non abbandonare il rettangolo di gioco. Seppur da una panchina, in veste di allenatore, il calcio sarebbe stata ancora la sua vita. I primi passi li muove, inevitabilmente, con i più giovani. Si fa le ossa, e ottiene le prime soddisfazioni. Cui fanno seguito le altre. Ed altre. Segue tutta la trafila, conseguendo successi a tamburo battente. Fino alla svolta decisiva. Per due anni, segue un corso presso il centro sportivo Acquacetosa di Roma, divenendo a fine formazione, un membro dello staff azzurro. Gli esordi lo vedono nella veste di osservatore. Deve scovare giovani talenti in giro per il Mezzogiorno; Puglia, Calabria e Basilicata. Poi comincia la carriera vera e propria. Per anni è l'allenatore in seconda dell'under 19, 16, 17. E'il vice di allenatori che portano in nazionale campioni del calibro di Chiellini e Pazzini. Poi, arriva il suo momento. La scorsa estate l'allenatore dell'under 17 molla. La federazione nomina, primo allenatore al suo posto. Hanno inizio mesi esaltanti che lo portano a disputare con i suoi ragazzi campionati in ogni angolo d'Europa. Poi, la qualificazione alla fase intermedia degli Europei di calcio, previsti per il mese di Maggio in Germania. E anche qui, la successione è da primati. Vince e stravince. Domani sarà la sfida che deciderà la qualificazione alle fasi finali (già decisa, NdR.). Un pareggio, e l'avventura di questo straordinario ambasciatore dello sport made in Oria, potrà sognare, e far Sognare.

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