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venerdì 23 settembre 2011

OGGI PARLIAMO DI PERSEGUITATI POLITICI AD ORIA, AI TEMPI DEL FASCISMO

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Tante volte vi ho parlato del sindaco Pasquale Galiano (nella foto una sua statua nella cappella ove è sepolto, presso il cimitero di Oria), a cui ritengo andrebbe intitolata una via a perenne memoria, oggi voglio mettere in luce i nomi di altri suoi contemporanei che vennero perseguitati dal regime fascista.
Lo faccio copiando-incollando una pagina presente sul sito www.anpibrindisi.it.

[ Dagli inediti fascicoli redatti nel 1932 dai Carabinieri emergono storie personali, episodi giudiziari, scelte politiche. Abbiamo scelto, suddividendole per comune, di pubblicare le sole schede che riguardano le persone ritenute “pericolose” per i loro trascorsi politici.

Oltre gli apparati di polizia del Ministero degli Interni, anche i Reali Carabinieri avevano il loro apparato di controllo. La Legione Territoriale dei Carabinieri di Bari, divisione di Brindisi, ad esempio, compila un registro, preciso e puntuale, delle “persone pericolose in linea politica” della nostra provincia. Il 30 settembre del 1932 il Maggiore Comandante della divisione, Giuseppe de Vita, invia alla Prefettura di Brindisi le schede personali di individui “politicamente pericolosi”, affinché siano iscritte negli elenchi delle persone da arrestarsi in determinate contingenze. Alcuni dei nomi che di seguito citiamo sono riportati anche nelle schede della Massara, di altri invece scopriamo l’esistenza per la prima volta. [..]

Oria

Delli Santi Cosimo fu Francesco e di Monaco Addolorala, nato in Oria l’11/2/1876, ivi domiciliato, contadino. Appartenente al Partito Socialista fece parte dell’Amministrazione rossa in Oria col sindaco Galiano Pasquale rendendosi in tale circostanza responsabile di reati di tentata truffa, di falso e di appropriazione indebita. Ha sempre fiancheggiato l’azione del Galiano tutta tesa alla violenza, alla sobillazione delle masse ed a creare disordini. Allorquando il Galiano fu dimesso dalle carceri nel febbraio del 1931 prese con lui contatto, collaborando nella campagna subdola del Galiano stesso intrapresa per generare disordini in Oria. Fu per tale motivo arrestato il 4 maggio 1931 e nei suoi riflessi fu adottato il provvedimento dell’ammonizione per motivi politici. Dato il suo passato e le sue non sopite tendenze sovversive lo si ritiene capace di organizzare, dirigere e prendere parte ad azioni delittuose collettive sovversive.

Mingolla Salvatore fu Barsanofio e di Iannini Eufrasia, nato in Oria il 15 maggio 1891, ivi domiciliato, bracciante. Già tesserato del Partito Socialista Italiano, sezione di Oria, fu uno dei più fedeli seguaci di Galiano Pasquale, partecipando ad ogni manifestazione sovversiva ed incutendo timore per il suo carattere aggressivo e prepotente. Si mantenne fedele al Galiano anche quando questi, stroncato nella sua attività, fu condannato a cinque anni e sette mesi di detenzione ed allorché questi fu dimesso dalle carceri fu tra i primi a riprendere contatto finanche portandosi allo scalo ferroviario per riceverlo. Seguendo le direttive del Galiano nell’aprile del 1921 si insinuò tra le masse dei contadini per gettarvi il seme del disordine e per sobillarne gli animi traendo spunto dal momentaneo disagio economico. Arrestato unitamente al Galiano fu sottoposto al provvedimento dell’ammonizione per motivi politici. Ciò malgrado non si mostra domato e, se non svolge alcuna attività perche strettamente sorvegliato, si fa notare sempre in compagnia di pregiudicati di dubbia condotta politica. Il 24/8/1931 fu arrestato dall’Arma di Oria perché sorpreso in stato di manifesta e molesta ubriachezza in località remota in compagnia del vigilato speciale e sovversivo Galiano Giuseppe fratello del noto confinato politico Galiano Pasquale. Pregiudicato anche per reati contro la persona, tra l’altro risulta denunziato il 17 novembre 1924 per grida sediziose. Lo si ritiene capace di organizzare, dirigere e prendere parte ad azioni delittuose collettive sovversive.


Oggiano Luigi di Leonzio e di De Stradis Concetta, nato in Oria il 18/8/1877, ivi domiciliato, contadino. Già appartenente al Partito Socialista ha sempre nutrito e nutre tuttora idee sovversive e di nella avversione al Regime. Seguace fedele del noto capo lega Galiano Pasquale e da lui educato alla scuola della violenza fu arrestato il 3 maggio 1905 per associazione a delinquere ed esplosione di bombe ed il 26/8/1924 per sparo di bomba. Il 2/6/1931 fu sottoposto ai vincoli dell’ammonizione per motivi polititi perche associatosi al Galiano nello svolgere azione occulta per sobillare gli animi dei contadini ed indurli alla perpetrazione di disordini. Uomo d’azione, capace di svolgere propaganda sovversiva, temibile per il fanatismo nutrito per la sua idea, per quanto precede lo si ritiene capace di organizzare, dirigere e prendere parte ad attività delittuose collettive sovversive.]

domenica 25 aprile 2010

Oggi Festa della Liberazione. Il mio pensiero va a.......

Il mio pensiero va a tutti quegli oritani che durante il periodo fascista hanno avuto la forza ed il coraggio per opporsi a quel sistema di dittatura.
Erano uomini che si battevano per un vero Socialismo e che pertanto, essendo classificati oppositori del regime, venivano sottoposti ad ogni sorta di sorpruso ed angheria, fino ad essere arrestati e sottoposti al confino, all'esilio. Primo fra tutti fu Pasquale Galiano (sindaco di Oria al momento dell'avvento del fascismo -anno 1923-, nonché primo sindaco di Oria dopo la caduta del fascismo).
Oltre a Galiano furono perseguitati, perché oppositori del fascismo, Cosimo Delli Santi, Luigi Mingolla, Leonzio Dell'Aquila, Emilio Mola, Tore Schirinzi ed altri ancora.

"Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché le parole libertà e giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione”. (tratto dal discorso pronunciato il 25 gennaio 1955 da Piero Calamandrei, alla Società Umanitaria di Milano, rivolto agli studenti universitari)

Articolo correlato: cliccare QUI

sabato 25 luglio 2009

Oggi è il 66° anno dalla caduta del fascismo.

L'approvazione dell'ordine del giorno Grandi alla seduta del Gran Consiglio provoca la caduta del fascismo la notte del 25 luglio 1943. Seguiranno l'arresto e la liberazione di Mussolini, e la nascita della Repubblica Sociale, la fucilazione di Ciano (genero del Duce) e di altri gerarchi che avevavo votato a favore, nonché la guerra civile che divise gli italiani fino alla Liberazione.
Nella foto Mussolini e Ciano.
Io voglio ricordare questo evento rivolgendo un pensiero a Pasquale Galiano sindaco di Oria negli anni Venti e per lunghissimi anni perseguitato dal regime fascista. Per approfondimenti in questo blog cliccare QUI.
Il popolo oritano è sempre stato irriconoscente verso questo grande EROE che ha fatto e dato tanto per la democrazia in Oria. Tanti uomini del passato , anche di basso rilievo, vengono ricordati in perpetuo con l'intitolazione di una via, di una piazza, di una targa, di una stele, di un cippo. (vedasi articolo prima di questo, relativo a Emanuele Pipino). Per Pasquale Galiano, niente di tutto questo, solo l'oblio.... forse perchè colpevole di essere diventato comunista proprio per opporsi al regime fascista che opprimeva il popolo di Oria allora? L'ho promesso a Pasquale una notte che mi è venuto in sogno: "Pasquà... mi batterò per far si che col tuo nome venga intitolata una via di Oria." Nei prossimi giorni inoltrerò richiesta scritta a nome del Club Arché Oria, al sindaco, al presidente del consiglio comunale ed a tutti i consiglieri.
Voglio ricordare altresì tutti gli oritani trucidati durante il periodo della Repubblica di Salò. Per approfondimenti in questo blog cliccare QUI.

martedì 8 luglio 2008

PASQUALE G. E DON PEPPU TI LA POSTA

Ricordate l'articolo sulle note biografiche di un sindaco di Oria degli anni "20, tale Pasquale GALIANO, comunista?
Bene, ho parlato con una memoria storica, che mi ha raccontato qualche particolare: si usava firmare con lo pseudonimo Pasquale G, era molto determinato fino al punto di apparire spregiudicato e che oltre alle condanne subite dal regime fascista per la sua attività politica da comunista ha più volte subìto, punizioni, angherie e sorprusi da gente di estrema destra locale (non sbagliamo se usiamo il termine fascisti). Nel 1943 allorquando vi fu la disfatta del regime fascista qualcuno fu testimone in Oria di una scena che si verificò in Piazza Manfredi, dove trovavasi tale "Don Peppu ti La Posta" (cognome PEPE, uomo fedelissimo del regime), il quale appena vide arrivare Pasquale G, forse temendo una rappresaglia, si mise a correre a gambe levate per nascondersi all'interno del tabacchino di Giardino (oggi di Pisso Madaghiele). Pasquale lo raggiunse e gli disse ad alta voce: "Ué Don Pé....pué assiri... statti tranquillu ca no ti fazzu nienti... iu no sontu comu l'amici tua ca.... tannu li purghi". Evidentemente si riferiva a tutte le volte che gli avevano fatto bere l'olio di ricino (la purga....appunto).

sabato 28 giugno 2008

Pasquale Galiano: comunista oritano perseguitato per lunghi anni dal regime fascista


Avete capito (leggere commenti) chi raffigura questo mezzobusto e dove si trova.

Vorrei realizzare insieme a voi una biografia sul conto di questo personaggio oritano del '900

Sentenza del Tribunale Speciale Fascista n. 31 del 28-7-1927 Pres. Freri - Rel. Buccafurri

Nell’agosto 1926 la cellula comunista di Oria diffonde manifestini antifascisti. (Propaganda comunista).

************ Giovanni – minatore - anni 4, mesi 5, giorni 15 di reclusione;

**** Pietro – possidente – anni 4, mesi 2 di reclusione;

GALIANO Pasquale – contadino – anni 5, mesi 7 di reclusione.