sono uno studente di Oria e mi permetto di proporre un'analisi della situazione politica oritana (alquanto deludente). Da elettore del centro-sinistra (nelle ultime elezioni ho votato "Italia dei valori"), penso che sia opportuno esprimere qualche opinione sull'attuale opposizione oritana. Credo, infatti, che il ruolo di una maggioranza sia quello di governare, ma l'opposizione deve comunque assumere una linea politica di contrasto piuttosto efficiente. Se così non fosse, anche coloro che non fanno parte della maggioranza, avrebbero grosse responsabilità nella gestione governativa del nostro bel paese. Ed è proprio il ruolo di questa opposizione che più mi preoccupa, incapace di contrastare le velleità di potere della controparte. Bisogna anche mettere in evidenza che non ci si può attendere molto da una fazione politica che non ha sostenuto unanimamente la candidatura del prof. Fistetti ( che la politica la studia per mestiere e la insegna nelle Università diffondendone i principi con i suoi scritti a livello internazionale) e non ha addirittura permesso l'esecuzione delle primarie che avrebbero fatto scegliere al popolo di centro-sinistra il candidato preferito legittimandone la posizione. Questa "rivoluzione passiva" dell'opposizione completa il quadro di una classe dirigente senza capacità politiche, e peggio ancora, orientata a privilegiare il proprio "particulare" (purtroppo c'è chi si approfitta della democrazia). Vorrei che queste mie parole giungessero nei cuori e nelle menti di coloro che, nel nostro paese, avrebbero voluto un rinnovamento nella politica oritana, in particolare in quel centro-sinistra che è stato spazzato via nelle ultime elezioni, un rinnovamento dovuto dopo la pesante sconfitta e dopo i modi in cui essa si è concretizzata. Tale processo di ristrutturazione dovrebbe riguardare non solo le persone ma anche i contenuti, perchè quando una formazione politica fallisce i propri obiettivi è necessario che si riconoscano le responsabilità in maniera tale da avanzare proposte volte al miglioramento. Mi rendo perfettamente conto delle difficoltà di un processo che ristrutturi un sistema politico, che significherebbe mutare il tessuto socio-culturale da cui esso scaturisce, ma sono anche convinto dell'improcrastinabilità di tale azione. Gli intellettuali che danno importanza ai valori umani e le persone spiritualmente illuminate, la cui integrità morale è sopra ogni dubbio, dovrebbero costituire la guida principale per una nuova classe politica, per le nuove generazioni che si riconoscono in un movimento illuminista, capace di difendere e di promuovere l'auto-strutturazione della società e un programma di rigenerazione sociale utile alla nostra comunità. E' soprattutto necessario privilegiare, alla luce delle esperienze passate, un accesso rigidamente meritocratico alle cariche politiche: ridiamo la politica ai politici e non più agli opportunisti. Concludo questo mio pensiero con una frase di un grande filosofo inglese, John Locke, che non vuole essere un atto d'accusa polemico ma un appello costruttivo destinato a tutti coloro che operano attivamente in una polis che si fregia del titolo di civiltà: "Una volta che si è ben considerata la capacità del nostro intelletto, che si è scoperta l'estensione della nostra conoscenza e che si è individuato l'orizzonte, che stabilisce il confine fra le parti illuminate e quelle scure delle cose, fra ciò che è e ciò che non è comprensibile per noi, gli uomini acconsentirebbero forse con minor scrupolo all'ignoranza dichiarata dell'uno, e adopererebbero i loro pensieri e i loro discorsi con maggior vantaggio e soddisfazione nell'altro".
( John Locke "Saggio sull'intelletto umano")
Alessandro Perrucci, 20 aprile 2008, ore 17.58
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16 commenti:
Caro Alessandro, come sostiene un'antica massima, "tra il dire e il fare" c'è di mezzo "e il".
Al di là delle belle parole, a Oria le cose vanno diversamente.
Prendi un elettore tipo oritano, che si trova davanti la porta di casa due candidati. Il primo è un mentecatto totale, non capisce na mazza di politica nè di amministrazione. Non sa fare una "o" col bicchiere, ma in compenso ha il potere di farti saltare la fila nella lista d'attesa o di non farti pagare questa o quella cosetta.
L'altro candidato è invece una persona estremamente preparata. Sa tutto di filosofia e politica, sa già amministrare in quanto un grande professionista, e soprattutto ha in mente grandi cose belle e realizzabili per l'intera città e tutta la collettività. In compenso se tu gli chiedi "mi fai saltare la fila?", lui ti risponde "no signora. Potrei farlo, ma sarebbe scorretto nei confronti degli altri. Non sono mai stato e non voglio essere disonesto ne in queste ne in altre cose".
Secondo te, davanti a questa scelta, l'elettore tipo oritano, per chi voterà? Per l'ignorante disonesto che gli ha fatto il favore, o per il professionista onesto che invece a fare certe cose non ci sta?
Prova a rispondere onestamente, e poi ne riparliamo.
Marco Fatia
Caro Marco,
io non critico il povero elettore ricattato, ma il politico che strumentalizza quel tipo di posizione. Credo, inoltre, che il compromesso non sia sbagliato in maniera aprioristica. Se, ad esempio, un giovane ha un ricco curriculum ma ha le strade sbarrate da veti incrociati, può, a mio parere, piegare le regole (senza stravolgere un determinato codice etico); al contrario, chi non ha mai dedicato un minuto del suo tempo alla propria formazione, non credo possa permettersi di chiedere aiuti dal cielo. Detto questo, non mi ritengo nè un moralista nè un qualunquista (in questo mondo c'è ne sono fin troppi), ma sono sicuramente tra coloro che vorrebbero ancora propugnare in questo mondo, nelle situazioni che tutti conosciamo (e che tu hai descritto bene), un'etica del lavoro in grado di rinnovare l'intera cultura della nostra società.
Il problema non è quello che vogliamo, ma come ottenerlo.
Marco
leggo con soddisfazione che vi sono giovani,che purtroppo non conosco personalmente,che hanno ancora voglia di cambiare il mondo.Credo non bisogna assolutamente deluderli anzi raccogliere il loro entusiasmo per cambiare questa societa'e anche un po' se ancora possibile la nostra Oria.Non ho mai creduto che i politici siano tutti uguali,forse i peggiori sono piu' in vista.Non voglio assolutamente fare proselitismo per un certo partito,ma sarebbe opportuno incontrarci e scambiare opinioni su come cambiare questo stato di cose
Un caro saluto Sergio Ardito
Credo che il futuro e il cambiamento di Oria nascerà presto dai giovani che hanno la voglia di cambiare le cose in meglio seguendo l'etica e non il libero arbitrio o la pratica clientelare...Perciò nelle prossime amministrative inviterei i partiti a candidare molti giovani laureati competenti nei vari settori, a differenza di molti esponenti illustri della politica oritana!
francesco
Complimenti per l'analisi, pienamente condivisibile :)
Però consentimi una battuta fine a se stessa: proprio tu che parli di politica e intellettuali, in una cornice linguistica estremamente ricercata poi voti per Di Pietro? Forse l'unico parlamentare italiano che non sa mettere due congiuntivi di fila?
Amico Claudio, potresti per cortesia citarmi una sola frase di Di Pietro in cui sbaglia due congiuntivi di fila.
Nel caso in cui non dovessi riuscire a dimostrare questa vaccata che hai detto, potresti cortesemente chiedere scusa all'uomo che scoperto, o quantomeno portato alla luce, un sistema corrotto a tutti noto ma da tutti sottaciuto, del quale le uniche vittime eravamo noi cittadini?
Grazie
Marco Fatia
Ciao Marco Fatia se non sei in grado di distinguere una battuta, già in partenza etichettata così, dai discorsi seri, non è mica colpa mia.
Non mi dilungo oltre perché non amo sprecar parole con chi, nascosto dietro l'anonimato, usa toni imperativi e diseducati.
Spero vorrà scusarmi Alessandro Perrucci per aver involontariamente causato questo piccola distrazione rispetto al tema della sua interessante riflessione, sulla quale invito a tornare.
Cerchiamo di non cadere più in questi errori. Parentesi chiusa...... andiamo avanti così come era stata iniziata questa discussione... in modo democratico, civile......... A Claudio dico di non farci molto caso al discorso dell'anonimato. Purtroppo è un COMUNE SENSO DEL PENSARE. Basta vedere in altri blog (ad esempio della vicina Francavilla) .... la maggior parte sono anonimi (ape, pasquina, tamianu). O accettiamo questa IMPOSIZIONE del costume attuale oppure rinunciamo ad un minimo di discussione. Lo stesso Alessandro Perrucci potrebbe essere un nome di fantasia.... ha scritto senza registrarsi. Prendiamo atto però dei contenuti ed andiamo avanti. Per mantenere certi equilibri.... dobbiamo sforzarci un pò tutti a limitarci nelle esternazioni che possono scatenare reazioni poco nobili. A me personalmente darebbe fastidio stare a censurare. D'altronde non posso stare attaccato 24 ore su 24 al pc per monitorare.
Gentile Dott. Ardito,
la ringrazio per le belle parole che ha speso nei miei confronti. Accetto l'invito a una possibile collaborazione futura e, appena ci sarà occasione, prenderemo un gelato insieme.
P. S.: mi scuso con il signor Arpa se non mi sono identificato, ma assicuro a tutti che Perrucci Alessandro esiste davvero!!!!
OKAY Alessandro, va bene così, nessun problema... magari tanti interventi come il tuo.... anche da anonimi.
Grazie.
Disponibile anch'io ad un FORUM pubblico.
Esiste,esiste Alessandro,lu canoscu iu ca è figghiu a cumparima;mentre io sono Luca Carbone,il figlio di Tonino quello che fa le foto per carpediem(faccio questa precisazione visto che ci si chiede di dare elementi di identificazione).
Le parole di alessandro svegliano in me antichi tumulti.
Quest'anno c'è stata la mia prima esperienza con le urne e fino all'ultimo sono stato dell'idea di non andare a votare affatto,per un atto di estrema coerenza;-Quale atto più coerente-pensavo-per chi come me(e ce ne sono tanti in giro)
si sente sottorappresentato dalla classe politica nazionale?-
Quando non ero ancora un elettore,per due anni fui "militante"(bel termine,caldo e romantico ma che oggi quasi perde ogni fondamento)in una di quelle fazioni politiche che,reduci dalle ultime elezioni,non hanno voce in capitolo nei palazzi:l'esperienza fu deludente e scoraggiante tanto che ora mi definisco un "disilluso" e qualora la mia giovane anima politica avesse a che aspirare allo stato di cose ca cumparima Alessandro vorrebbe concreto e coerente,affranta non vive alcuno slancio entusiastico.
Alla fine al seggio ci sono andato,vuoi perché sta caspita di anima politica m'è scassatu li patelli ca tici ca "votare è un dovere civico e morale del cittadino italiano",vuoi perché convinto che il mio astensionismo sarebbe stato del tutto ininfluente
rispondo con ritardo ad Alessandro Perrucci,sono a disposizione per il gelato che offriro' io(nonostante la mia conosciuta oculatezza nell'offrire),naturalmente ti devi far riconoscere tu
saluti Sergio Ardito
Ho letto con interesse il commento(alquanto folkloristico) del mio "compare" Luca Carbone. Condivido in linea di massima le sue opinioni che ha espresso: penso, infatti, che la politica rimanga sempre più autoreferenziale e poco incline a soddisfare le esigenze della collettività. Tuttavia, ritengo che questo quadro desolante della nostra classe dirigente non ci legittima ad assistere passivamente ed assumere atteggiamenti che, molto spesso, sfociano nel qualunquismo: reputo, al contrario, che soprattutto noi giovani commetteremmo un errore catastrofico se rinunciassimo ad offrire il nostro piccolissimo contributo al nostro paese. Saluti, Alessandro Perrucci
A distanza di tre giorni è ancora viva in me la delusione scaturita dalla mancanza di una celebrazione del 25 Aprile, giorno in cui l'Italia ricorda la liberazione dal nazi-fascismo nel 1945. Sarebbe stata l'occasione in cui maggioranza e opposizione avrebbero potuto rappresentare tutti i cittadini in nome della Costituzione italiana,antifascista e democratica. Per un giorno, tutte le culture istituzionali del nostro paese avrebbero potuto contribuire all'unione di un paese che vive tra invidie personali e voglia di sopraffazione, auspicando così di recuperarne l'unità.Purtroppo ciò non si è verificato e quel senso profondo di comunità che nasce e si sviluppa proprio in tali circostanze, non ha avuto modo di diffondersi. Quello che più brucia è come mai il giorno del 25 Aprile,con tutte le sue valenze ideologiche,sia stato dimenticato in un paese che purtroppo,non ha molte altre epopee da raccontare. Tra pochi giorni l'1 Maggio(festa dei lavoratori,di tutti i lavoratori) rappresenterà per la politica oritana un'occasione di riscatto. Spero che maggioranza e opposizione si mobilitino per commemorare questo event, ricordando in particolare coloro che hanno perso la vita per il lavoro( ad esempio le vittime del caporalato) e rispolverando così quella preziosa concezione costituzionale secondo cui "L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro". Saluti,Alessandro Perrucci
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