Il Sindaco di Oria e la sua maggioranza hanno perso un’altra occasione per dimostrare la volontà di recuperare un rapporto politico serio e corretto con l’opposizione pur nella legittima differenza di posizioni.
Spero vivamente, che il Sindaco ed il Presedente del Consiglio diano non al sottoscritto, ma alla cittadinanza, una spiegazione utile e logica, del perché, una legittima richiesta di convocazione di Consiglio Comunale, proposta da cinque Consiglieri Comunali (ma di opposizione), ad oggi, non sia stata ancora presa in considerazione, augurandoci, TUTTI, che il motivo non sia l’UNDICESIMO o ancor peggio le FERIE. Mauro Marino’ Consigliere Comunale del M.I.O. - PDL

Questi i fatti.
Il I° agosto u.s. il PD di Oria segnalava una incompatibilità (vedasi documento QUI) carica del Presidente dei Revisore dei Conti del Comune di Oria, dott. Gianluca Farina con la carica di Revisore Unico dell'ATO BR/2. Contestualmente, veniva richiesto al Presidente del Consiglio Comunale la rimozione di tale causa di incompatibilità con urgente convocazione di Consiglio Comunale con detto argomento all’ordine del giorno. Tale richiesta, però, sembra essere caduta nel vuoto ed a distanza di oltre venti giorni, così come previsto per legge, il Consiglio Comunale su questo importante argomento sembra essere stato “dimenticato”. Perché, mi chiedo, il nostro Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale ecc. ecc. continuano in questo atteggiamento di chiusura e durezza nei confronti dei soggetti politici che non seguono ed eseguono passivamente le loro volontà? Mi sembra che la democrazia sia soprattutto confronto e a volte anche scontro; sia ascoltare le istanze altrui e discuterle insieme anche quando queste possano risultare contrarie alle nostre volontà; mi sembra che amministrare democraticamente e seriamente consista nel valutare l’opportunità dei provvedimenti ed, eventualmente, revocarli qualora si riscontri e verifichi, anche successivamente alla loro emanazione, che potevano essere evitati. Ma in Oria ciò non accade. Poiché la maggioranza del Sindaco è sempre in bilico sul filo dell’undicesimo, i Consigli Comunali si indicono e si tengono solo quando si è certi della presenza degli undici per non rischiare di essere in minoranza. Forse è per questo che il Consiglio sulle incompatibilità richiesto dal PD non si è ancora celebrato: ci sarà qualche consigliere in vacanza fuori sede? Tutto ciò mi rattrista se penso alle tante occasioni in cui l’opposizione e i cinque consiglieri di maggioranza - ma che sono in contrasto con la maggioranza stessa - hanno dimostrato tutta loro volontà di portare avanti un discorso serio e costruttivo recuperando i dissensi - che in una normale democrazia sarebbero anche normali e legittimi – al fine di amministrare concretamente questa città per favorirne la crescita e lo sviluppo. Forse dimenticano il Sindaco e i suoi dieci tutte le volte in cui, responsabilmente, anche l’opposizione e i, cosiddetti, dissidenti hanno votato favorevolmente quei provvedimenti proposti dalla maggioranza ma che ritenevamo positivi per i cittadini. E si, devono proprio averlo dimenticato, visto che loro non sono disposti a fare altrettanto quando le proposte, pur positive e favorevoli per i cittadini, vengono dalla parte opposta. Sinceramente mi preoccupa e non poco un atteggiamento di tal genere che nella difesa strenua, ed a volte immotivata, della politica di chi governa dimentica l’obiettivo per il quale si governa: il bene dei governati che ci hanno a ciò delegato. È a questo che dovrebbero pensare tutti gli amministratori e soprattutto quelli che, per la strana logica della politica, si trovano a rivestire il ruolo di consiglieri ed assessori pur non avendo ottenuto il necessario consenso popolare.Spero vivamente, che il Sindaco ed il Presedente del Consiglio diano non al sottoscritto, ma alla cittadinanza, una spiegazione utile e logica, del perché, una legittima richiesta di convocazione di Consiglio Comunale, proposta da cinque Consiglieri Comunali (ma di opposizione), ad oggi, non sia stata ancora presa in considerazione, augurandoci, TUTTI, che il motivo non sia l’UNDICESIMO o ancor peggio le FERIE. Mauro Marino’ Consigliere Comunale del M.I.O. - PDL

4 commenti:
Vorrei ricordare a me stesso ed al Consigliere Mauro Marinò (e perché no... anche al Sindaco che quotidianamente ci legge) che oltre a queste incompatibilità vi sono le altre da me sollevate e fatte proprie dal segretario PD Cosimo Patisso. Trattasi dell'incompatibilità del Consigliere Malva e dell'assessore D'Addario.
Nel pomeriggio amici miei ho fatto una pennichella, durante la quale ho sognato il Dr.Francesco Barletta, segretario comunale-direttore generale presso il nostro Comune, il quale mi diceva:
"cavaliere...devi scusarmi se non sono ancora riuscito a manifestarti di persona tutta la mia soliderietà per tutto ciò che ti è successo a partire dal consiglio comunale del 30 giugno 2008, quando ti ho sentito dire ad un funzionario comunale ed all'avvocato Antonio Almiento, capogruppo del partito del sindaco, che ti sentivi a posto con la coscienza e che eri disposto anche a sottoporti al verdetto di un giudice. In verità in quell'occasione non ho capito bene la materia del contendere, però l'ho capita subito dopo quando ho presenziato alla riunione di Giunta in data 8 luglio, in occasione della quale è stata confezionata in mia presenza la ormai famosa delibera 158, a causa della quale ho dovuto anche firmare una determina per dare incarico ad uno studio legale. Non è stato semplice e facile affrontare i giorni successivi fino al consiglio comunale, giorno in cui a causa del mio status ho dovuto sottoscrivere un altro documento: il parere col quale dichiaravo inammissibile la richiesta di convocazione consiglio comunale da parte dei 5 consiglieri. Non pensare che per me è stata cosa facile, avrei preferito non trovarmi in servizio in quei giorni. Non posso nascondere che mi pesano le parole espresse nel blog dell'avv. D'Amico a proposito del parere da me espresso (il riferimento è evidente, anche se indirettamente). Parole che si possono leggere sia nel commento dello stesso gestore del blog sia nel comunicato di leonzio Patisso. Con sommo piacere mi trovo in ferie in questi giorni. Mi immagino che è stato convocato il consiglio comunale richiesto dall'opposizione circa l'incompatibilità del presidente del collegio dei revisori. Che gioia non trovarmi lì ad Oria e ritrovarmi con il dilemma di firmare un altro parere di inammissibilità! Ti saluto cavaliere.... con una piccola confessione. Sto meditando di non rientrare più in servizio... tanto ho già maturato il limite pensionabile. Percepirò una discreta pensione anche grazie a questo sindaco che da Erchie mi ha fatto venire ad Oria e l'anno scorso mi ha nominato Direttore Generale. Fammi sapere se si è fatto il consiglio comunale e come si è espresso il segretario comunale supplente...... sai com'è mica siamo tutti uguali.... potrebbe anche .........."
In quel mentre mi sono svegliato, il sogno è svanito e Ciccio Barletta, di San Michele Salentino, segretario comunale e direttore generale presso il comune di Oria, non ha potuto terminare ciò che mi stava dicendo.
Io sono riuscito comunque a trarre delle (mie) conclusioni e voi?
Spero che con questo mio commento non mi becco una querela dal Sindaco e dai suoi fidatissimi, i quali potrebbero ritenersi lesi nella reputazione dal contenuto di questo sogno..... il cui protagonista... altri non è che un anonimo!
Mancata convocazione del consiglio comunale, Gaudioso a giudizio
Passa l'articolato capo d'imputazione del sostituto procuratore Maurizio Conte. Indagine scaturita dopo una denuncia sottoscritta dalle opposizioni, che lamentavano i ritardi da parte del sindaco di Barano nella convocazione del consesso per discutere argomenti di somma urgenza e importanza per la cittadinanza
| Napoli - E' durata più di un'ora la camera di consiglio del giudice dell'udienza preliminare Luigi Esposito, che ha valutato la richiesta di rinvio a giudizio del sostituto procuratore della Repubblica Maurizio Conte nei confronti del sindaco di Barano Giuseppe Gaudioso. Al termine della quale, il giudice ha ritenuto indispensabile la verifica dibattimentale, ordinando che l'accertamento della verità venga svolto innanzi al tribunale per il reato di abuso d'ufficio che viene contestato. In conseguenza della mancata convocazione del consiglio comunale, così come era stato chiesto per iscritto e reiteratamente, dal leader dell'opposizione, Giuseppe Di Meglio. E' questo il nocciolo della discussione che si è svolta innanzi al giudice e che ha visto contrapposti da una parte il pubblico ministero e la costituita parte civile e dall'altra l'avv. Giancarlo Di Meglio, difensore del primo cittadino di Barano. Chi ha sostenuto l'accusa ha sottolineato che nel comportamento tenuto dall'imputato si ravvisava l'ipotesi di reato, in quanto c'era stato un atteggiamento "volontario", teso a creare un danno intenzionalmente per i consiglieri di opposizione che avevano tutto l'interesse a confrontarsi nell'aula consiliare su problematiche di un certo spessore e che coinvolgevano gli interessi di tutta la popolazione baranese e non solo. E che il ritardo era dettato anche da una volontà di "stoppare" l'azione politica intrapresa dall'opposizione che voleva discutere su argomentazioni che avrebbero potuto mettere in seria difficoltà la maggioranza e quindi l'amministrazione, evidenziando una incapacità di governo. Dall'altra parte la difesa a smontare questo quadro accusatorio. Partiamo proprio da cosa ha evidenziato il pubblico ministero Conte nella richiesta di rinvio a giudizio avanzata all'ufficio gip. Nella prima parte della contestazione l'accusa evidenzia una "anomalia" nel comportamento del sindaco, proprio in ragione delle disposizioni di legge in materia di convocazione del consiglio comunale: "Nella qualità di sindaco del comune di Barano d'Ischia, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, in violazione dell'art. 39 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 che al secondo comma testualmente dispone che "il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio in un termine non superiore a venti giorni, quando lo richiedono un quinto dei consiglieri, inserendo nell'ordine del giorno le questioni richieste"; in violazione dell'art. 12 dello statuto del comune di Barano d'Ischia approvato con delibera consiliare n. 45 del 14 ottobre 1991 il quale all'ultimo comma dispone che "il sindaco è tenuto a riunire il consiglio comunale quando lo richiedono un quinto dei consiglieri"". Passando poi al cuore del problema, il sostituto Maurizio Conte elenca gli argomenti importanti da discutere, tra cui il "famigerato" affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani a Ischia Ambiente. Questo per sottolineare la complessità e la delicatezza degli argomenti che avrebbero dovuto essere affrontati con urgenza, così come sollecitato dai consiglieri di opposizione: "... A seguito della richiesta di convocazione del consiglio comunale presentata, ai sensi della citata normativa, in data 5 dicembre 2000 dai consiglieri di minoranza Giuseppe Di Meglio, Francesco Garofalo, Angelo Monti, Pasquale Di Massa, Gioacchino Mattera (protocollata al n. 12517) con l'indicazione di quattro argomenti all'ordine del giorno di cui il terzo concerneva "Affidamento del servizio di nettezza urbana alla società Ischia Ambiente: verifica della gestione" ed il numero quattro concerneva "Cimitero comunale: formazione del piano cimiteriale e determinazione dei criteri di gestione del servizio"; ometteva di inserire nell'ordine del giorno del consiglio comunale conseguentemente convocato per il 19 dicembre 2000 con avviso del 13 dicembre 2000 (protocollo n. 12725), le questioni indicate ai numeri 3) e 4) della predetta richiesta". Il pubblico ministero stigmatizza il comportamento del capo dell'amministrazione su una seconda richiesta di convocazione del consiglio comunale. Anche in questo caso ci sarebbe stato, per l'accusa, un atteggiamento dilatorio, teso a non esaudire le sollecitazioni dei consiglieri di minoranza: "A seguito della reiterata istanza di convocazione del consiglio comunale presentata ai sensi della citata normativa, in data 16.1.2001 dai consiglieri comunali Di Meglio, Monti, Di Massa e Mattera, con la quale veniva tra l'altro richiesta la discussione degli argomenti indicati dai numeri 3) e 4) della precedente richiesta del 5.12.2000, ometteva di inserire nell'ordine del giorno del consiglio conseguentemente convocato per il 27.1.2001 con avviso del 19.1.2001, le seguenti questioni (questioni peraltro nemmeno in seguito comprese all'ordine del giorno del consiglio comunale del 3.2.2001, 24.2.2001, 29.3.2001 convocati successivamente); a seguito della richiesta di convocazione del consiglio comunale presentata, ai sensi della citata normativa, datata 14.2.2001 e protocollata il 23.2.2001 al n. 3555, dai consiglieri comunali di minoranza con indicazione di due argomenti all'ordine del giorno, di cui il numero 1) concerneva "Ordinamento dell'Ici: verifica, proposta e discussione" ed il numero 2) concerneva "Convenzione per la concessione del servizio pubblico della nettezza urbana: verifica, proposta e discussione", ometteva di riunire il consiglio comunale inserendo all'ordine del giorno le questioni indicate nella precedente richiesta, procurando intenzionalmente ai consiglieri richiedenti un danno ingiusto costituito dall'aver impedito il legittimo esercizio dei poteri e delle facoltà connessi al loro status ed un democratico confronto nell'ambito del consiglio comunale su questioni di evidente interesse pubblico oggetto di indagine giudiziaria". Queste tematiche, che sono anche di natura tecnica, verranno affrontate in sede dibattimentale. L'avv. Giancarlo Di Meglio, nel suo articolato intervento, ha cercato di smontare queste argomentazioni, ricordando al giudice che è prassi in tutte le amministrazioni comunali il non rispetto del termine stabilito, che il più delle volte viene sforato, ma comunque, alla fine, i consigli comunali richiesti vengono fissati senza grossi pregiudizi per la comunità e per chi sta all'opposizione. E quindi appare insostenibile l'accusa di abuso d'ufficio alla luce di come si sono svolti i fatti. Adombrando, forse, che più che un abuso, fossimo in presenza del reato di rifiuto in atti d'ufficio. Ma questa è una questione che affronterà il tribunale al momento dell'apertura del processo.
È configurabile il reato di abuso di ufficio a carico del Sindaco il quale, in violazione dell'art. 127 del R.D. 4 febbraio 1915 n. 148 e disattendendo specifiche e reiterate richieste della minoranza consiliare, disponga sistematicamente la riunione del Consiglio comunale in unica convocazione, anziché fissare, per la seconda convocazione, come prescritto, un diverso giorno e, in tal modo, ritenendo sempre applicabile il più elevato "quorum" di presenze richiesto per la validità della prima convocazione, impedisca, mediante l'allontanamento dei consiglieri di maggioranza, il raggiungimento di detto "quorum" e, pertanto, la possibilità di adottare delibere.
Cassazione Penale Sez. VI, sent. n. 2173 del 19-02-1999 (cc. del 30-11-1998), Parisi (rv 212943).
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