mercoledì 13 agosto 2008

IL MINISTRO BRUNETTA E LA SATIRA

Grazie alla segnalazione dell'utente Geronimo possiamo assaporare questa "perla".

3 commenti:

Claudio Matarrelli ha detto...

Questa è una lezione di comunicazione, sapendo di non poter zittire nessuno (poteva incaricare un avvocato di querelare tutti????), sfrutta le critiche come trovata pubblicitaria.

Ecco la galleria allestita direttamente sul sito del Ministero

http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/galleria/galleria.asp

Anonimo ha detto...

Sono in gran parte d’accordo con le iniziative (lotta ai fannulloni) intraprese dal ministro Brunetta anche se attendo alla prova dei fatti le decisioni finali e gli obiettivi precisi che non saranno certo quelle mezze calzette delle decine di migliaia di dipendenti pubblici signorsì fannulloni per professione che però ad ogni elezione si trasformano in galoppini elettorali di questo o di quel potente di turno a tutti i livelli della pubblica amministrazione.

Volete dare un occhiata al Comune di Oria ?

Certo con il ministro Brunetta si può anche scherzare però bisogna anche stare attenti a non confondere il sacro (la tutela della salute dei cittadini) ed il profano (lo scherzo su cose abbastanza serie).

Tutti d’accordo che bisogna combattere l'assenteismo, i falsi malati, le certificazioni facili ma questi sono solo uno degli aspetti della inefficienza della pubblica amministrazione.

Non è certo obbligando il dipendente a stare a casa 13 ore al giorno (rispetto alle 4 precedenti e anche quando la natura della malattia non lo richiede o addirittura lo sconsiglia) ) che si risolve il problema o, meglio, non si possono costringere i dipendenti agli arresti domiciliari o all'obbligo di dimora per 13 ore al giorno in violazione dell'art. 38, secondo comma, della Costituzione Italiana.

Su questo punto si è già pronunciata la Corte Costituzionale che ha ritenuto con la sentenza del 1988 la n. 78 che "l'onere della reperibilità alla visita medica di controllo, posto a carico del lavoratore, e estrinsecazione della doverosa cooperazione che egli deve prestare affinchè siano realizzate le condizioni richieste per l'erogazione del trattamento di malattia e non contrasta con la natura pubblicistica del rapporto assicurativo, tanto più che essa può essere fornita con un minimo di diligenza e di disponibilità, atteso l'ambito molto limitato delle fasce orarie di reperibilità (10-12 e 17-19) per cui non risulta nemmeno gravoso o vessatorio".

Quindi all'epoca la Corte Costituzionale ha ritenuto che "Il precetto non risulta pero violato allorchè, con apposita normativa, siano regolati l'insorgenza e l'esercizio di detto diritto; siano poste con essa condizioni, requisiti ed anche oneri, i quali, però, non devono essere ne vessatori ne eccessivamente gravosi."

Si tratta ora di capire se di fronte ad un eventuale ricorso per incostituzionalità nei confronti della legge Brunetta che estende la reperibilità dalle 4 alle 13 ore al giorno la Corte Costituzionale possa conservare lo stesso giudizio nel ritenere ne vessatori ne eccessivamente gravosi i nuovi obblighi imposti al dipendente.

Questo perchè come spesso succede in Italia si deve andare sempre da un eccesso (4 ore di reperibilità) all'altro (13 ore di reperibilità) senza trovare mai un punto di equilibrio che poteva essere quello di prevedere un obbligo di reperibilità quanto meno non superiore al normale orario di lavoro del medesimo dipendente.

Leonzio Patisso Ufficio Vertenze e Contenzioso
UIL-FPL Brindisi

Anonimo ha detto...

MALGOVERNO NELLA P:A:in quel di Castelraimondo serve maggiore vigilanza e controllo sul territorio.Dal febbraio 2002 l’amministrazione comunale tiene,illegittimamente demansionato,estromesso,eliminato dall’ufficio il comandante dei vv.uu;(uno dei quattro dipendenti comunali laureati,di ottima condotta morale e civile,incensurato,senza alcun procedimento penale o giudiziario a carico),sostanzialmente senza fare quasi niente,a spese del contribuente.(Vedere sentenza immediatamente esecutiva,in internet,alla voce DEMANSIONAMENTO CAMERINO)