giovedì 22 maggio 2008

AMARCORD (a cura di CARTOON)

“ L’angolo di….

Qualche giorno addietro ho incontrato un amico (immaginario) che manca da Oria dall’inizio dei primi anni ottanta e ci siamo incamminati tra le strade del centro storico per scambiarci due chiacchiere, abbandonandoci in un amarcord dei tempi passati, soffermandoci a fare un confronto tra la Oria degli anni ’80 e la (dura) realtà odierna .

Bene questo mio amico ricorda il giorno che partì per Brindisi dove doveva prendere la coincidenza che l’avrebbe portato via da Oria ed era arrivato alla stazione con la corriera della Fa.de.ma.fa. guidata da Giacobbi.

Comprò il biglietto, quel rettangolino di cartone stampigliato di blu, uscì sul piazzale e nell’attesa cercava di contare i pesciolini rossi che c’erano nella vasca alla sinistra della stazione, dove c’era anche una statua della Madonna.

La campanellina che insistente annunciava dieci minuti prima l’arrivo del treno, il capostazione che manovrava le leve per abbassare il passaggio a livello e l’altoparlante che gracchiava ”Oria, stazione di Oria”, lo richiamarono alla dura realtà e dopo aver dato un ultimo sguardo in direzione del castello, salì in carrozza con la valigia in similpelle marrò, rinforzata con lo spago, e partì verso il suo destino .

Il destino e il tempo, come detto, lo hanno riportato a Oria .

Arrivato alla stazione con il suo trolley firmato, su uno di quei vagoni riciclati, pieni di graffiti, sporchi e squallidi, si è trovato grate, cancelli e lucchetti che impediscono l’accesso alla sala d’attesa .

Dei pesciolini rossi, della Madonna, del campanello, del capostazione, del passaggio a livello, la Fa.de.ma.fa neanche l’ombra : niente era come prima tanto d’aver pensato di aver sbagliato fermata, ma gli è bastato alzare gli occhi, guardare le torri del Castello, e seppur perplesso, ha preso la navetta (oggi si chiama così) della Miccolis.

Arrivati sul piazzale del vecchio Municipio l’ho sentito esclamare “ma è proprio vero che San Barsanofio è amante dei forestieri, prima c’era la Banca d’America, quella di don Mimino Calò, mò ci sta la Deutsch Bank. Sempre forestieri sono”.

Ha voluto entrare nella sala di Palazzo Martini, dove un tempo si svolgevano epici Consigli Comunali.

Abbiamo chiuso gli occhi e sentivamo rimbombare la voce stridula di Franchino Di Bella, rivisto la sagoma imponente di Manuele Pipino, il profilo longilineo di Pippi Carbone, il maestro Albino Delli Santi, che sornione, iniziava i suoi interventi con ”..si dice che…” e l’avv. Mimino Iacovazzi, da vero principe del foro, iniziava con “..sarò breve…” (sì….. mò nah!), e la figura minuta di Attilio Ardito, piccolo ma raskignu, l’infuocato Mimino Moretto, Nofiucciu Asciano, monaco al Torneo, monaco in consiglio,….

Bei tempi! Era gente che viveva nelle sezioni, forse qualcuno litigava con la grammatica, ma diceva quel che pensava, credeva in quel che pensava. Tutta gente divisa dall’ideologia, ma animati dalle idee! Mentre ci assalivano questi ricordi, siamo arrivati al nuovo Comune, lì dove sorgeva il Campo Sportivo, che aveva visto le gesta sportive di Puricinu, Franco Borghese, le parate di Pino Carucci, dove si entrava, anche allora da portoghesi, al torneo e ..invece oggi fa bella mostra di sé un edificio che più brutto non si può. Fortuna ....o sfortuna, ha voluto che fosse in corso un Consiglio Comunale .

Non vi dico l’espressione del mio amico, (sempre quello dell’inizio, quello immaginario).

E’ rimasto colpito dal numero dei cittadini presenti.

Tre! Io, il mio amico immaginario e....Franco Arpa (mazzu na coccia!)

Da buon Cicerone, ho spiegato il curricula vitae di ogni consigliere, spiegandogli, per ciascun consigliere appartenenza lobbistica, pardoon, politica, professione, grado di istruzione, atti amministrativi.

“Laureati, diplomati, impiegati, sindacalisti, guardie di finanza, mummie (nel senso che non intervengono mai), “Beh.... Oria è ben rappresentata” ha esclamato il mio amico immaginario.

Solo che, sempre per la fortuna o la sfortuna di cui sopra, non ha capito come funziona il consiglio Comunale di Oria: la maggioranza che fa l’opposizione alla maggioranza, la minoranza che non fa l’opposizione alla maggioranza. Mah…..


(continua…)

….cartoon “

4 commenti:

Redazione ha detto...

Caro Cartoon per questa volta ancora l'articolo l'ho inserito io, facendo un copia-incolla del contenuto della tua mail. La prossima volta cerca di risparmiarmi questa fatica.... almeno tu che sei uno degli AUTORI REGISTRATI di questo blog e sei stato investito di certi poteri. Il post puoi aprirlo direttamente tu.
Come sempre i tuoi interventi sono ricchi, concreti ed interessanti. Circa la mia magrezza ti devo dire una cosa: quando tu e l'amico immaginario siete andati via da Oria ero MAZZU NA COCCIA (nel 1978 i vestiti erano taglia 44 - 46 e pesavo 67 chili), adesso con la vecchiaia qualche chilo l'ho messo.
Evidentemente è da parecchio che non mi vedi da vicino.
Circa l'aspetto della politica (maggioranza che fa opposizione e minoranza che....) aspettiamo altri interventi. Chissà...sergioardito e marcello, entrambi del PD.

alessio ha detto...

davverro simpatico questo racconto...
anche se sono piccolino, i pesciolini rossi me li ricordo ancora!
Forse la mia generazione, istruita, colta, ben vestita...non urlerà mai in cosiglio comunale, non si accapiglierà più con nessuno, perchè sta male un simile comportamento...
la mia generazione prende tutto con non chalance!

Redazione ha detto...

Quasi quasi ti prendo sul serio....

sergioardito ha detto...

Intervengo solo perche' invitato,avendo deciso di evitare commenti sulla politica oritana(fivche' possibile).Cartoon mi colpisce nel debole,alcune persone citate sono miei parenti e da loro ho ereditato la "PASSIONE" per la politica.Altri tempi ed altro spessore.Cosa si puo' dire di di una maggioranza che desrta un CC con argomenti molto secondari?.Si dice che qualcuno stia inviando messaggi perche' ci sono in ballo alcuni incarichi.Riguardo all'opposizione credo sia meglio questo tipo di opposizione che quella che diceva no a tutto o peggio quella sotterranea con decine di deniunce anonime fatta al sottoscritto.saluti Sergio Ardito