martedì 21 dicembre 2010

IL PDL DI ORIA: L’Avv. Carone, per non cadere nel ridicolo, farebbe bene in futuro a risparmiarsi qualcuno dei suoi estemporanei interventi (CASTELLO)

Ricevo e pubblico dal Coordinatore cittadino del PDL, Dr. Ermanno Vitto.

[L’avvocato Tommaso Carone non si smentisce neanche adesso che non è più Consigliere Comunale: la preda è troppo appetitosa per non scagliarvisi sopra come un lupo affamato, costi quel che costi … e se c’è da far finta di non ricordare i fatti o da inventare qualcosa, poco male!
La questione del Castello è, ancora una volta, l’occasione per praticare il suo sport preferito: “pontificare” su questo e su quello, bacchettare questo o quell’altro, dispensare saggezza e, soprattutto, inventare!
Riguardo all’acquisto del Castello avvenuto nel 2007 dice che la «vecchia amministrazione... ha sempre manifestato aperta ostilità all'acquisto del castello, impegnandosi dapprima in una inutile quanto velleitaria cordata per l'acquisto da parte di Comune, Provincia e Regione …».
Peccato per l’avvocato Carone che la delibera di Consiglio Comunale n. 22 del 14 agosto 2007, che riporta quale oggetto “Esercizio del diritto di prelazione relativo all’intervenuto atto di vendita del Castello Svevo di Oria” riporti una votazione unanime E PERCIÒ ANCHE IL SUO VOTO!
Non è tutto, perché Tommaso Carone in quel Consiglio Comunale ebbe a dire: « la minoranza condivide il documento ed é vicina all’Amministrazione, alla Giunta e al Sindaco in questa vicenda».
Carone, nella sua lettera al Commissario Prefettizio, dice anche che l’amministrazione Ferretti non ha mai voluto avviare e praticare un confronto e un dialogo aperto con la proprietà del Castello: FALSO!
Prima dell’inizio dei lavori di restauro ci furono diversi incontri tra il sig. Romanin e l’Amministrazione Comunale durante i quali, con estrema franchezza, furono affrontati quelli che erano stati i problemi precedenti e fu illustrato alla parte politica il progetto di ristrutturazione. Quegli incontri produssero il risultato di chiarire il passato e di avviare una proficua collaborazione della quale numerosi sono i testimoni.
L’Avvocato Carone, per non cadere nel ridicolo, farebbe bene in futuro a risparmiarsi qualcuno dei suoi estemporanei interventi o, almeno, a fare prima una cura di fosforo, perché se dimenticherà qualcosa, ci saremo sempre noi a ricordargliela!
Oria, 21 dicembre 2010


Il PDL di Oria Coordinamento Cittadino]

Mala tempora currunt. Absit iniuria verbis. - Nella mattinata di oggi sono stato vittima di uno spiacevole episodio.

Chi ha saputo qualcosa si aspetta che io scriva un post in merito. Preferisco di no.... per vari motivi. Sicuramente gli autori dell'azione nei miei confronti non hanno fatto una bella figura, specie alla presenza di una dozzina di testimoni.

Pur non conoscendo bene il latino ho copiato-incollato alcuni detti e modi di dire latini che potrebbero calzare all'evento in questione.

-Mala tempora currunt.
-Alea iacta est!
-Acta est fabula.
-Absit iniuria verbis.
-Homo, homini lupus!
-Accidere ex una scintilla incendia passim.
-Qui iracundiam vincit, hostem maximum superat.
-Numquam quiescere!
-Neque imbellem feroces progenerant aquilae columbam.

(BAGARRE AL SENATO) - ROSY MAURO, cl. 1962, originaria di San Pietro Vernotico, è la protagonista di questo video.

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Notizia completa QUI.

lunedì 20 dicembre 2010

ORIA - PIAZZA LORCH: originale albero di Natale realizzato dalla Monteco con rifiuti della raccolta differenziata. AUMENTATE LE MULTE PER I "PORCI".

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FOTOGALLERY IN CALCE A QUESTO ARTICOLO.
L'iniziativa è volta a sensibilizzare l'opinione pubblica alla raccolta differenziata.
Entrerà in vigore proprio il giorno di Natale il nuovo Dlgs 205/2010 pubblicato lo scorso 10 dicembre sulla Gazzetta Ufficiale, che prevede sanzioni più severe per i privati che abbandonano rifiuti sul suolo pubblico, nei fiumi o in mare. Le pene passano così da un massimo di 150 fino a 3.000 euro, raddoppiando nel caso in cui ad essere abbandonati sono materiali pericolosi.
La scelta di far cadere proprio nel 25 dicembre l’entrata in vigore della nuova normativa non è casuale. Il periodo delle festività è infatti quello in cui le famiglie producono il maggior volume di rifiuti, soprattutto organici, a causa di un consumo più elevato di beni alimentari. Secondo una statistica diffusa dalla CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), in poco più di dieci giorni dal Natale all’Epifania, gli italiani getteranno circa 500.000 tonnellate di rifiuti. Tra i punti del Dlgs 205/2010 compare anche un’assunzione delle responsabilità di regioni, province e comuni nell’ambito della raccolta differenziata, pratica essenziale per far evitare il crearsi di situazioni simili a quelle viste di recente nel capoluogo campano.
Tutto questo senza dimenticare gli imballaggi dei regali che i nostri connazionali metteranno sotto l’albero per parenti e amici: anche questo contribuirà in maniera non indifferente a congestionare i siti dedicati allo stoccaggio e al trattamento dei rifiuti. Separare carta e plastica contenute nelle confezioni, ad esempio, è una pratica che porta via poco tempo e garantisce una gestione migliore degli scarti nel processo di raccolta e smistamento di quanto gettato.
Infine, è necessario porre attenzione anche al trattamento riservato a elettrodomestici e prodotti elettronici in generale, che per il materiale in essi contenuto devono essere buttati esclusivamente dove consentito e non più semplicemente nel contenitore dell’indifferenziata. Stessa cosa per ceramica e porcellana. (Fonte notizia: QUI)

CASTELLO DI ORIA: "Il nostro auspicio è che il tutto venga riconsiderato ...." - lo dicono i giovani UDC della provincia di Brindisi.

A seguito delle recenti vicende, che vedono protagonisti i proprietari del Castello di Oria e l’amministrazione Ferretti, abbiamo avvertito la necessità di intervenire per esprimere il nostro punto di vista sulla questione e quale strada futura deve intraprendere Oria.
Risulta evidente, intanto, un ingiustificato ritardo da parte della amministrazione
comunale circa l’adeguamento alle norme che disciplinano il rilascio delle licenze ad uso commerciale, cosa di per sé molto grave visto che questa normativa viene incontro alle esigenze dell’occupazione giovanile e dello sviluppo economico e sociale del territorio e delle comunità. Probabilmente se ci fosse stato un puntuale adempimento da parte dell’amministrazione e una maggiore attenzione da parte delle altre forze politiche presenti in consiglio comunale, si sarebbe potuto sviluppare nel comune un indotto tale da favorire una maggiore occupazione giovanile. Va anche precisato, malgrado gli impegni assunti, che, mentre da un lato si è proceduto celermente alla ristrutturazione del monumentale castello, dall’altra non si è dato corso nemmeno alla sistemazione di un parcheggio adiacente lo stesso e si sa quanto sia indispensabile realizzare aree di parcheggio pubblico per favorire lo sviluppo del centro storico di una città che vanta uno dei più caratteristici centri storici della regione Puglia.
L’intera questione, quindi, non deve essere circoscritta al castello, ma all’intero centro storico che, come per altre realtà vicine, dovrebbe essere il volano per lo sviluppo di un’intera città.
D’altra parte molte strutture simili al castello di Oria esistenti non solo in Italia ma anche all’estero, sono da tempo utilizzate per gli stessi fini e non ci sembra che siano nati ostacoli tali da impedirne l’utilizzo. Probabilmente, vogliamo sperarlo, si è trattato di una decisione frettolosa che avrebbe meritato una maggiore ponderazione da parte di chi ha la responsabilità del rilascio di tali autorizzazioni. Il nostro auspicio è che il tutto venga riconsiderato nell’ottica di una maggiore e costante collaborazione che deve contraddistinguere i rapporti tra enti privati e pubbliche amministrazioni le quali, queste ultime, devono mirare, sempre nel rispetto delle norme, a rendere possibile lo sviluppo delle comunità che amministrano. Non vorremmo doverci trovare, ancora una volta, a dover rimpiangere, come già successo in passato, l’ennesima occasione perduta, occasione che avrebbe certamente consentito attorno alla struttura del castello, la nascita di un indotto economico che avrebbe favorito la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore turistico e commerciale, attraverso l’insediamento di infrastrutture ad opera di potenziali investitori interessati alla nostra città. Le capacità di una amministrazione comunale sono anche quelle di saper intuire quali sono le vere occasioni che rendono possibile lo sviluppo economico e sociale di una comunità e i tempi e le modalità attraverso cui realizzarle. Noi giovani Udc lavoriamo, interpretando i sentimenti di tutti i giovani oritani, fiduciosi che tutto questo si realizzerà.
Il Commissario Provinciale Giovani Udc - Dr. Adolfo SARTORIO

Lettera aperta del Dr. Angelo Lippolis ai proprietari del castello di Oria.

Egregio Signor Romanin,
ieri avrei voluto visitare il Castello di Oria. Io e i miei figli lo aspettavamo da tempo. Eravamo fuori il giorno dell’Immacolata e pensavamo di farlo la prima domenica utile per le visite, ovvero ieri 19 dicembre. Sveglia presto al mattino e pronti per essere i primi. Con nostro sommo dispiacere, il Castello era chiuso.
Sa, ho raccontato tutte le sere, ai miei figli, la Storia di Federico II e con Federico, le mura, la bimba murata ed il Torneo dei Rioni, i miei bimbi si sono addormentati tutte le sere.
E’ la Cultura Popolare che permea ogni oritano che, attorno al Castello, forma la sua infanzia. E’ sempre la stessa Cultura che forma quelli un po’ più adulti che si allenano tutto l’anno per essere gli atleti dei diversi rioni che si contenderanno il Palio; e così via fino a diventare anziani. Il Castello è parte degli Oritani, del Castello gli oritani sono fieri, così come sono fieri del loro Rione e del Loro Palio.
Il Castello non è solo Cultura Popolare. Il castello è un Monumento Nazionale soggetto alla tutela del Ministero dei Beni Culturali e delle sue Soprintendenze. La proprietà del Castello, Signor Romanin, è sua, ma la Cultura e la Conoscenza del Castello è anche mia, dei 16 mila oritani, dei 200 mila Brindisi, dei 5 milioni di Pugliesi.
La Cultura, signor Romanin è di tutti, è per questo che alcuni beni sono patrimonio dell’Umanità. Nessuno può dispensare la Cultura secondo il proprio piacimento. La Cultura va messa a disposizione di tutti e le persone Illuminate, agevolano ed hanno il compito di agevolare la diffusione della Cultura.
È per questo che si parla di mecenatismo, è per questo che i moderni mecenati, solitamente imprenditori come Lei, creano Fondazioni e mettono a disposizione del Ministero dei Beni Culturali 25 milioni di euro per restaurare il Colosseo. E prima di questi imprenditori illuminati c’erano i Principi, i Nobili, i proprietari dei castelli come Lei che, in virtù di tale spirito, dettero vita al Rinascimento Italiano.
Adesso, Signor Romanin, me lo lasci dire, Lei interpreta in modo un po’ anomalo la sua figura di ricco Imprenditore e di Principe con il suo Castello. Gli Oritani, i Pugliesi, gli Italiani, non possono essere ostaggio dei suoi problemi amministrativi con le Autorità Competenti a rilasciarLe una licenza. Gli Oritani e chiunque venga ad Oria, hanno il Diritto di visitare il suo Castello e Lei, penso, abbia il dovere di renderlo fruibile, in alcune delle sue parti, in alcuni giorni dell’anno, in determinati orari, indipendentemente dalle prescrizioni delle competenti Soprintendenze.
E per finire, signor Romanin, non può pretendere che un Monumento Nazionale possa ricevere la stessa Licenza che solitamente ricevono le discoteche e gli stabilimenti balneari.
Non sono il solo a pensare che il Castello di Oria sia un Monumento Nazionale adatto ad ospitare eventi turistico culturali e non Matrimoni e Banchetti, anche se di “Alto Livello”. Nell’attesa di poter visitare il Suo Castello, spero durante queste feste Natalizie, e magari di vederlo anche ben illuminato la sera, perché spesso mi sembra che qualcuno dimentichi di accendere le luci, auguro a Lei e alla Sua famiglia un Felice Natale, in pace con gli Oritani, i Brindisini, i Pugliesi.
Angelo Lippolis, Cittadino di Oria, brindisino, pugliese.

TOMMASO CARONE EX CONS. COM/LE SCRIVE AL COMMISSARIO PREF. A PROPOSITO DELLA VICENDA "CASTELLO"

AL COMMISSARIO PREFETTIZIO DOTT.SSA IACULLI - ORIA-

OGGETTO : DINIEGO LICENZA “C” BORGO DUCALE

La vicenda del diniego da parte del Comune di Oria della licenza categoria “C” richiesta dalla famiglia Romanin per lo svolgimento delle relative attività nel complesso del castello medievale impone una riflessione e prima di tutto un appello: non mettiamo la testa sotto la sabbia facendo finta che nulla accada in questa nostra Città, abbandonata e dimenticata, prima ancora che da Dio e dagli uomini, sopratutto, ahimè, dagli stessi oritani.
Ebbene, la vicenda e il momentaneo
epilogo non mi sorprende e assolutamente condivisibile appare l'affermazione della famiglia Romanin allorquando dichiara che il diniego “...suona come testamento rilasciato dalla vecchia amministrazione...(quella Ferretti!)” la quale, non dimentichiamolo, ha sempre manifestato aperta ostilità all'acquisto del castello, impegnandosi dapprima in una inutile quanto velleitaria cordata per l'acquisto da parte di Comune, Provincia e Regione e praticando successivamente totale indifferenza verso la futura destinazione economica e sociale del complesso.
Di fronte all'importante, profondo e rapidissimo restauro ed alla struttura ormai pronta ad ospitare visitatori e congressisti, siamo all'impasse, conseguenza di una politica miope sin qui praticata dall'amministrazione Ferretti, che non ha mai voluto avviare e praticare un confronto e un dialogo aperto con la proprietà, nell'interesse prioritario della Città e della sua collettività prima ancora che delle ragioni del privato.
Non può non comprendersi e, credo, non può non condividersi, che lo sviluppo delle attività ricettive e congressuali nel castello, contemperate con le esigenze relative alla fruibilità della parte monumentale da parte dei turisti e dei visitatori (peraltro ampiamente garantite dalla proprietà), possa rapidamente diventare il volano dello sviluppo turistico della Città con ovvi quanto benéfici effetti sulle presenze e quindi sulle attività economiche (commerciali, di ristorazione ed alberghiere).
E' ovvio che la famiglia Romanin non possa considerarsi legibus solutus ma è altrettanto ovvio che non può più praticarsi la politica dei vincoli e dei lacci e lacciuoli, che trasformano una legge in un ostacolo insormontabile alle ragioni del privato e agli interessi della collettività.
Bisogna darsi, ed era ora, una politica efficace dello sviluppo turistico, inesistente in questi ultimi anni, che assicuri le presenze, che garantisca l'accoglienza e destagionalizzi i flussi turistici, approfittando delle nostre ricchezze che sono il patrimonio storico-architettonico e la presenza del castello e della famiglia Romanin.
Ma facciamolo nell'interesse della Città, non nell'ottica dell'interesse personale o di parte, segno evidente di una logica bieca e particolare che premia i fideles di questa o di quella parte politica per esclusivo tornaconto elettorale.
Cerchiamo di dare vita a un progetto di sviluppo culturale e turistico che guardi al futuro della Città coinvolgendo pubblico e privato, associazioni e istituzioni, privati cittadini, nella realizzazione di un grande progetto che rilanci l'immagine e le ambizioni della Città, alimentandone le possibilità di sviluppo economico, senza lasciarla confinata negli spazi angusti della contrapposizione fra fazioni politiche, se non in quelli dei risentimenti o delle preferenze personali.
Ma, sopratutto, facciamolo sin da subito ed è per questo che auspico e chiedo l'immediato intervento della Dott.ssa Iaculli, quale commissario prefettizio del Comune di Oria, perché la vicenda sia complessivamente oggetto della più ampia attenzione e di ogni utile e più opportuno intervento.

Avv. Tommaso Carone, già Consigliere Comunale