martedì 17 giugno 2008

CHIAMU ATTANI A CI MI TAI PANI !!!

Per il giorno 25 giugno prossimo è stato convocato il Consiglio Comunale (per leggere l'ordine del giorno cliccare QUI). Si dovrà discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

""Progetto in deroga al P.d.F. i sensi dell'art. 5 del D.P.R. 247/2000 per l'ampliamento di un capannone per la produzione di manufatti prefabbricati e precompressi. Ditta Prefabbricati Pugliesi s.r.l. - Verbale conferenza servizi. Determinazioni.""

Da organi di stampa si è appreso che l'ampliamento di detto capannone della Prefabbricati Pugliese (ricordo che fa capo a Massimo Ferrarese) consentirebbe l'assunzione di 30 unità lavorative. Negli ultimi giorni una VOX POPULI vicinissima al sindaco Ferretti si è data un gran da fare per spargere in giro la voce che questo è un risultato importantissimo ottenuto dal primo cittadino, il quale avrebbe fatto si che venisse inserito nel verbale della conferenza dei servizi la clausola che la società si impegna ad assumere 30 operai.

In verità leggendo l'intervista rilasciata dal nostro sindaco al periodico Il Gallo questo dato non si evince. La parte del testo che interessa è la seguente: ""Però, è anche vero che ho chiesto all'azienda delle ga­ranzie non vincolanti alla re­dazione, ma importanti. La prima richiesta riguarda la viabilità: il parcheggio è dall'altra parte della carreggiata rispetto all'azienda e quella è una strada ad alta percor­renza e l'attraversamento continuo rappresenta un grande pericolo. Perciò aumentarne il viavai non è sag­gio. Le altre richieste riguardano un 'aula didattica per le scolaresche e la piantumazione di alberi ad alto fusto perché la zona circo­stante ne è completamente scevra. Le mie richieste, co­munque accolte, non dove­vano essere vincolanti, ma in Consiglio qualcuno mi chie­deva se non fosse il caso che queste "voci" comparissero nella delibera. E questo è stato il nodo che ha fatto rin­viare il punto all'ordine del giorno.""

Personalmente non lo ritengo né normale, né indice di azione amministrativa trasparente, la possibilità che un Sindaco possa "obbligare seppur in modo velato e non vincolante" un imprenditore a fare delle assunzioni, specie se debbano avvenire al di fuori di un meccanismo che non dia garanzia di "accaparramento" di posti di lavoro per "l'orticello di elettori", sia esso personale o del partito di appartenenza, oppure dei partiti della maggioranza. Dovrà essere l'imprenditore, nella propria autonomia, a decidere se deve assumere personale e quindi in che misura e.... tutto il resto. Può sembrare cervellotica, distorta, contorta e polemica una tal critica, però vi invito a riflettere su questa problematica. Si rischia di tornare indietro di circa 80 anni.... quando per aver un pezzo di pane la gente doveva avere la tessera del partito fascista. Oggi.... certamente non obbligati ad avere una tessera di partito...... ma "ragionevolmente influenzati" a votare chi procura il posto di lavoro. Una sorta di voto di scambio. Non a caso il proverbio CHIAMU ATTANI A CI MI TAI PANI !!!

Capita proprio "a fagiolo" un colloquio che ho avuto stamattina con una persona "molto informata" su certe cose del "palazzo" la quale mi ha riferito che nelle "condizioni generali" del Capitolato e Disciplinare di Gara per "la gestione di aree di sosta a pagamento con l'impiego di ausiliari" sarà inserita una clausola con la quale la ditta/società si dovrà impegnare ad assumere alcune unità lavorative, le quali dovranno essere formate professionalmente a cura della medesima assuntrice del servizio. L'interlocutore si prodigava nel tentare di convincermi della bontà dell'operazione, aggiungendo che ciò è già stato fatto in altri comuni. Certamente quest'ultima circostanza non può essere invocata, a mio parere, come indice di buon esempio di amministrazione ottima e trasparente. Chi mi dice che in quei comuni non sono state fatte delle "porcate" nella procedura di assunzione. Perché dobbiamo prenderle ad esempio sol perché nessuno è stato denunciato e/o condannato per fattispecie penali? Chi ci dà garanzie che gli assunti non siano solo parenti ed amici degli amministratori e dei partiti della maggioranza. Non voglio demonizzare alcunché però voglio richiamare l'attenzione di tutti su ciò che è successo nei giorni scorsi a proposito di quell'annuncio della SOGET (per occasione di lavoro presso l'Ufficio tributi del nostro Comune). Un solo piccolo annuncio che è stato strappato dopo appena 36 ore. Abbiamo letto commenti anche in questo blog di giovani sconfortati per aver sentito dire che il posto o i posti sono già stati assegnati.

MEDITIAMO GENTE, MEDITIAMO.... poiché in tal modo si instaura un brutto sistema: "Una mano lava l'altra .......... ed entrambe rubano l'asciugamano!"

CONCORSI, SELEZIONI PUBBLICHE........ REQUISITI PREVISTI

Ricordate il bando di selezione pubblica del Comune di Oria nel 2007 per dare incarico di Direttore Generale? Era previsto un requisito: esperienza almeno settennale. Bene, leggete QUI una cosetta avvenuta nei giorni scorsi nella vicina Francavilla F/na circa un concorso-beffa per Assistenti Sociali. Si legge in particolare in detto articolo: --------------------------------------------------------------
""il bando di concorso di Francavilla Fontana rappresenta una anomala e distorta affermazione del principio di autonomia degli enti locali.
L'Ordine degli Assistenti Sociali aveva contestato il bando non appena venutone a conoscenza, chiedendo all'amministrazione di correggere le anomalie evidenziate, giacchè gli interessi pubblici di dotarsi di personale con esperienza potevano benissimo essere perseguiti dando un punteggio aggiuntivo ai concorrenti che presentavano idonei titoli.
Invece le clausole d'accesso del bando, hanno di fatto impedito la partecipazione a numerosi assistenti sociali senza esperienza, ferendo un principio civico e di sana civiltà giuridica qual'è il diritto a concorrere per un posto di lavoro....................""
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Meditiamo gente, meditiamo! Facciamo attenzione ai bandi che sembrano delle "camicie cucite su misura" ......"di qualcuno".
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P.S.: Oggi 14 agosto 2008 rettifico quanto sopra nel senso che la selezione in questione non si riferiva al bando per assumere il Direttore Generale, bensì per dare incarico ad un esperto nella formulazione di progetti per attingere a finanziamenti della Comunità Europea. Fu assunto tale Dr. Fanuzzi, in servizio presso la Provincia di Brindisi, il quale era appunto in possesso del requisito di esperienza almeno settennale. Per l'assunzione del Direttore Generale la mia critica (non ricordo dove ho scritto qualcosa) era relativa all'esclusione della laurea in GIURISPRUDENZA, in quanto veniva richiesta esclusivamente la laurea in Economia. Stranamente l'attuale Direttore Generale possiede la laurea in Giurisprudenza. Mi chiedo: "Perché allora non andava bene tale Laurea?"

TITO TEDESCHI - ARTISTA PER MIRACOLO


Artista per...miracolo.
Tito Tedeschi nacque nel 1940 a Oria in provincia di Brindisi - cittadina dell'entroterra pugliese - ove risiedeva la madre. Quasi subito travagliato da una serie di mali, che a diagnosi del dott. Del Prete erano oscuri alla medicina, si sentenziò la morte. La disperazione dei genitori di fede cristiana, li spinse ad appellarsi a S. Antonio, chiedendo la grazia. La pietosa invocazione fu accolta dal Santo e Tito, all'età di 18 mesi, tornò a vivere guarito. Questo bimbo miracolato fu vestito da fraticello Francescano, a rispetto della promessa fatta dai genitori. Per lunghi anni il saio diventò il suo unico vestito, fin quando, ridotto ad un cencio di toppe, fu bruciato; era l'anno 1948. Sempre nello stesso anno, a Bastia, morì suo padre dopo aver contratto la malaria a Metaponto, dove prestava servizio presso la Polizia Ferroviaria. La casa, a Bastia Umbra, si raggiungeva percorrendo Via S. Lucia, una strada sassosa fiancheggiata da ripe guarnite di rovi, arbusti e fiori di biancospino; ai margini della via sorgeva qualche casa, mentre lontano si intravedeva qualche casolare immerso tra gli alberi e tra il verde della natura. Questa semplice borgata ha visto giocare e crescere Tito, insieme ad una manciata di suoi coetanei. I loro divertimenti erano ingenui: una palla fatta di stracci, una fionda, un cerchio di ruota di bici privo di raggi; ma d'altronde, cosa si poteva pretendere in quel mondo povero di tutto? Impastare e modellare la terra dei campi era il divertimento preferito dal piccolo miracolato. Colorava ogni suo lavoro con la polvere ricavata dai mattoni finemente triturati, tra cui anche dei piccoli busti che ritraevano suo padre. Questo gioco per Tito non è mai terminato poiché dalla terra passo a scolpire il legno, poi il marmo, fino al bronzo, dopo aver impiantato una sua fonderia. Lo stesso si può dire per la pittura rimasta, dopo 50 anni, con il sapore dell'ingenuità di quando era iniziata. Da bambino dipingeva con la bravura dei suoi coetanei, di diverso c'erano soltanto i personaggi; egli dipingeva sempre ed esclusivamente frati­celli nei quali, probabilmente, egli si identificava e ritrovava se stesso. Forse nel suo io rimarrà per sempre vestito con quel saio. Negli anni '60, grazie al suo carattere socievole e intraprendente, divenne pubblici­sta in tutto il territorio nazionale. A quel tempo egli regalò le sue opere a chiunque si dimostrava attratto dalle sue creazioni. Nel 1967, dopo essersi sposato con una ragazza spoletina, orfana da qualche anno di entrambi i genitori, andò ad abitare nella casa di lei; una grossa abitazione in mezzo ad una ridente e verdeggiante campagna. Spoleto, città del Festival dei Due Mondi, lo coinvolse ancor più sentimentalmente nell'arte. Purtroppo, però, erano anni difficili dal punto di vista economico dell'artista Tedeschi e fu solo grazie ad alcuni suoi amici altruisti che riuscì ad esporre qualche opera nelle loro gallerie, visto che non poteva di certo permettersi l'affitto di una sala per esporre. È qui che accadde l'inaspettato. Dell'arte di Tedeschi si accorsero immediatamente le autorità comunali che, mostratesi attratte ed interessate al suo genere, gli offrirono gratuitamente quanto necessario per una dignitosa esposizione. L'anno 1974, contrassegnato dal 17° Festival dei Due Mondi, per Tito Tedeschi segnò l'entrata ufficiale nel campo dell'arte. Espose a cura del Comune di Spoleto, in Via del Mercato nella sala ex Cassina. Quel primo confronto con un pubblico vero fu particolarmente emozionante per l'artista Tedeschi, soprattutto nei momenti in cui riaffiorano ricordi tristi del passato e vecchi sogni infranti; momenti carichi di sofferenza, in cui la mente dell'artista si offusca tra tali pensieri: "Signore, è difficile vivere...è difficile scorgere una luce quando tutto attorno a te è tenebre...è difficile trovare ancora una speranza per credere...è difficile trovare un altro sogno che ti dia la forza di vivere e impedisca di interrompere il cammino...è difficile trovare la forza per ridere ancora quando ti accorgi che qualcosa irrevocabilmente sta morendo dentro di te...vorresti urlare...vorresti innalzare un grido più altro del grido dei gabbiani...ma sappi solo una cosa, ragazzo, il tuo pian­to finirà solo quando imparerai ad amare e ad apprezzare il dono di questa magi­ca vita...solo allora potrai volare in alto...su nel cielo...raggiungerai le stelle...la luce...potrai cantare e rendere grazia...la tua anima si innalzerà libera...e se ti accorgerai che il tuo cuore sta palpitando e anche tu ne sai il perché, bene ragazzo mio, te lo dico io, vuoi soltanto dire: "grazie perché sono felice di esistere". Dalle sue sventure Tedeschi ha tratto l'energia, la forza che non gli ha permesso di arrendersi. Come per magia all'improvviso la gente, i giornali, non facevano che parlare di lui, il grande sconosciuto in un mondo assetato di arrembaggi. La stella del successo iniziò a brillare sopra di lui. Da quel momento Tedeschi vestì ancora più devotamente quello che era ormai dive­nuto il suo saio spirituale e promise a se stesso di onorare l'arte come simbolo Ete­reo di quell'elevatezza spirituale che egli si impegnava a raggiungere. Tedeschi iniziò a fare programmi, a dare spazio alle ambizioni, ai grandi progetti e a tut­to ciò che avrebbe potuto scuotere l'opinione pubblica. Progettò nella sua mente delle sculture in bronzo e in altre leghe. "Un programma utopistico!" qualcuno potrebbe obiettare, dato che non conosceva nulla di quel mondo artigiano carico di impegno, trapelato di sudore, avvolto in un fascino irresistibile. Si mise a studiare e con l'aiuto divino, dopo sei mesi, creò la fonderia sognata. Si cimentò con successo nelle prime fusioni e nelle prime leghe. È difficile da credere, ma nessuno si può vantare di aver insegnato qualcosa a Tedeschi; come sempre è stato e continua ad essere l'unico e vero maestro di se stesso. La Stampa lo definì "Il Geniaccio". ESTRATTO DA UN DOCUMENTO BIOGRAFICO

CHI MI SA DIRE...........

QUALCUNO SA DIRMI COSA RAPPRESENTA LA FOTO? COSA SIGNIFICA LA SCRITTA? COSA RAPPRESENTA LO STEMMA? L'UBICAZIONE?

TANTUCCIU CACCIATORE NON E' PIU' IN MEZZO A NOI

Dante (Tantucciu) CACCIATORE è volato in cielo. Un passato di sportivo (passione per il calcio), atleta e capitano del Rione Lama. I funerali avranno luogo domani mercoledì 18 giugno presso la chiesa di san Francesco d'Assisi, partendo da casa dell'estinto in Via M.Pacuvio, 34/B, alle ore 16:00
Sentite condoglianze da parte mia alla famiglia.