giovedì 18 settembre 2008

PIAZZA MANFREDI, PALAZZO SEDILE, RESTAURI.......


Stamani mi son fatto un giro in Piazza Manfredi per osservare l'avanzamento dei lavori. Ho potuto osservare il sito archeologico scoperto (stupendo). Ho potuto ascoltare le lamentele di alcuni esercenti per il fatto che la piazza oltre che ad essere impraticabile è diventata anche pericolosa per quei pochi pedoni che transitano a ridosso dei fabbricati. Infatti cono stati effettuati degli scavi per interrare delle condutture e sono rimaste delle vistose e pericolose buche. Ho potuto osservare l'imponente accumulo di basole (le nostre care e caratteristiche chianche), le quali, secondo una vox populi, subiranno dei tagli, delle trasformazioni radicali prima di essere rimesse a dimora.
Durante questo mio osservare sono stato avvicinato da un signore che diceva chiamarsi Valentino De Sario e che in qualità di restauratore del Palazzo Sedile non aveva apprezzato certe mie esternazioni fatte sul web a proposito del balcone rimosso. In pratica mi ha gentilmente invitato ad INTERESSARMI DEI FATTI MIEI e che non devo INDAGARE in cose che non mi riguardano, in quanto la chiusura del balcone è stata autorizzata dalla Soprintendenza ed il lavoro è stato eseguito da personale competente, esperto e qualificato. Ho risposto che rientra nella sfera di libertà costituzionalmente garantita (art.21 della Costit.) il diritto di critica di ogni cittadino a prescindere dalle qualità professionali del restauratore, tecnici e funzionari della Sorpintendenza.
Devo ringraziare pubblicamente il Prof. Antonio Corrado (storico e Presidente dell'Istituto di Storia Patria, sezione di Oria, nonché socio dell'Archeoclubitalia) e l'Architetto Elia Farina (consigliere comunale) per aver concordato su ciò che dicevo ed in particolare hanno argomentato che in Italia esistono due scuole di pensiero. Una è per il restauro radicale attraverso il quale si riporta il tutto allo stato originale; l'altra scuola di pensiero è per il mantenimento, in occasione del restauro, di tutte le modifiche avvenute nel tempo a condizione che trattasi di particolari storicizzati. Ditemi voi se il balcone del sedile era ormai storicizzato o meno.
Durante la discussione, è emerso un particolare importante: "la decisione di chiudere la porta e rimuovere il balcone è stata presa in corso d'opera e non era inserita nel progetto iniziale". Cambia ben poco.... ai fini della discussione.
Il Prof. Corrado ha manifestato il suo pensiero circa l'insistenza del De Sario nell'affermare che prima di criticare bisogna vedere chi ha eseguito i lavori. Il Prof. Corrado ha citato un esempio avvenuto in altra città dove un grandissimo esperto e luminare del settore, un professore, ha commesso degli errori madornali.
Il cittadino ha il diritto di dire: "Non mi piace, mi piaceva più prima, mi sarebbe piaciuto essere informato prima sul perché di certe scelte". Certamente non ha il diritto di ledere la dignità e la reputazione personale o professionale di chi lavora, professionisti e non.

1 commento:

Redazione ha detto...

"Il concetto di restauro si è profondamente modificato […] al centro ora è il concetto di memoria, la forma a priori comune a ogni uomo che dà valore alle tracce del passato e permette di identificare ciò che un patrimonio culturale rappresenta. La memoria va oltre il rapporto tra estetica e documentazione e implica la scelta: l’operazione che ci permette di distinguere ciò che merita di essere conservato da ciò che invece può essere dimenticato".
Sono parole di Giuseppe Cristinelli, ordinario di Restauro Architettonico all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e vicepresidente del Comitato Cracovia 2000, assemblea dalla quale è scaturita una Carta del Restauro sottoscritta da paesi europei ed extraeuropei, esperienza raccolta in un volume, "La Carta di Cracovia 2000 . Principi per la conservazione e il restauro del patrimonio costruito", ad opera dello stesso Cristinelli.

Lo trovo molto significativo questo pezzo pescato nel web. Sono convinto che coloro i quali hanno deciso oggi di chiudere quel balcone lo hanno fatto perché hanno voluto cancellare un mezzo per ricordare il podestà di Oria che lì si affacciava durante il periodo fascista. Io pur non essendo convinto sostenitore di quel periodo e di quella politica dico che era un particolare che ormai faceva parte della storiografia oritana. Si poteva tramandare ai posteri un messaggio e dire: "in occasione del restauro effettuato nel 2008 si è deciso di lasciare quel balcone perché faceva ormai parte della storia locale..... ivi compresa la circostanza che in un periodo il sindaco si chiamava podestà....."
Non a caso ho sentito dire stamattina da qualcuno in piazza che se è vero che la porta e quel balcone nella parte superiore del sedile era stata aperta prima del periodo fascista è anche vero che i nostri nonni ci hanno raccontato che da lì si affacciava il podestà.
Non è azzardato a mio parere aggiungere che in queste decisioni c'è lo zampino della bestia politica annidata in ognuno di noi. Chissà se coloro che hanno deciso per la rimozione di quel balcone decidevano diversamente se nel loro DNA vi fosse un pochino di colore nero in più ed un pochino di colore rosso in meno.