venerdì 16 maggio 2008

SITO ARCHEOLOGICO DI VIA ERODOTO IN CONTINUO DEGRADO

Questa foto evidenzia in parte lo stato di abbandono del sito archeologico di Via Erodoto, nei pressi del palazzo di città. Il degrado aumenta sempre più..... il cancello è ormai aperto.... può entrare chiunque ed asportare materiale (cosa che pare è già avvenuta). Io penso che tutti noi abbiamo il dovere civico di fare qualcosa per fermare questo sfacelo, questa incuria.

Da Ntunucciu Ntramalonga RICEVO E PUBBLICO (ovvero paese che vai piccioni che trovi)

Copyright © - Francesco (Franco) Arpa

A Franco Alpa, bloggista nottedialpa, Orria, Brindisi

Caro amico mio,

ti scrivo la prisente per farti sapere che io no mi la passo tanto bene, come spero anche di te. Devi sapere che ultimamente sto soffrendo di problemi alla ghianda de la prostrata. Sapessi Franco che fastitio causa questa cazzatora ti malatia. La notte mi debbo alzare dal lietto per andare a orrinare di continuo, tanto che sbanto anche moglierima, la quale proprio aieri notte mi ha detto: “Ué Ntunù! No ti faci n’agghiu e ti ttacchi nu pappacallu a sta ciola, ah… pi la marangia ca no mi faci chiutiri uecchi mancu a mei!” Questo di notte, di giorno se esco devo tornare mediatamente a casa per fare un bisogno piccolo, perché dove la quale devi sapere che io mi mento a vergogna di andare in altri posti, anche pecché temo di cchiapparmi una malatia venarrea. Devi sapere che me ne vulo ti capo quando mi coglionano per questa soggezione. Puro canatoma Roccu si ha preso la pizzicata, mi ha detto che io forse ho sballiato quanno ero dolescende a non avermi autoerotizzato per armeno 5 vote a settimana, che dove la quale ha letto un articolo che ai scritto tu sobbra INTRANIENTI che nella Merica hanno scoperto che taccossì alli mascoli no si ngrossa la castagna della prostrata. E io gli sono risposto che si doveva fare i casi sua pecchè so io cosa sono fatto quanno ero vagnoni e di certo no lo posso contare a iddu ca eti fratello a moglierima. Bene cambiamo discorso. Devi sapere amico mio che la settimana passata io e moglierima abbiamo andati a Milano, che dove la quale nostra figlia Galerana ha dato la tesa per la laura in Spigologia alla Noversità del Bon Boccone, prendendo il voto più alto 110 e lota, che mi devi credere, coccia allu cori, non sono capito che caputiagghiu significa la lota. Abbiamo viaggiati in treno Intercito Crotone-Milano che noi abbiamo pigliato a Taranto, dove ci ha compagnato con la macchina scioscettima Pietro Jammatiristucciu. Ci siamo ssittati in uno scompartimento dove vi stava una famiglia di calabresi che andavano a Legnano per il giuramento del figlio bersalliere. Alla veramente siamo fatti subbuto amicizia con queste persone e una certa ora abbiamo tirato il mangiare fuori dalle valigge e siamo principiati a sganasciare. No ti dico come ci siamo cunzati caro Franco, assaggia questo, assaggia quello, na marangiana sott’ollio, un po’ di puccia coll’aulive dentro, una carciofa fritta, un bicchiere ti primatiu, na purpetta. No ti dico quanno poi la signora calabrese ha tirato fuori la soppressata co la Ndugna, che dove la quale quanno ho visto che erano askanti sono detto NO GRAZZIE ca se no intr’alla ritirata mi devo chiudere. Moglierima però sà data da fare a mangiari queste cose askanti, ca come tu sai le piacciono molto assai. Sia como sia la matina alle dieci abbiamo arrivati alla stazione di Milano centrale e ci stava spettando il zito di Galerana, Mbrogio, un giovanottu tanta gentili (ca ti debbo confisssari mi ha simbrato un picca recchia pi como scolettava e teneva un ricchino sopra un occhio). Insieme a lui ci siamo dirizzionati di fuori alla stazzioni per prendere una macchina a vittura. No ti dico quanta gentaglia siamo trovata fuori che spettava come noi di prendere una macchina e spetta spetta…. e spetta spetta, no vuoi ca a moglierima l’è scappato di orrinare per mezzo che si aveva infiammata la natura dabbasso con tanta cazzatora di Ndugna calabbresi askanti ca si era mangiata? Mè ditto “Ué Ntunù io l’ogghia fari ca ci no mi skatta la vissica” e sia como sia si è ncovolisciata dietro a una machina ca stava ferma e si ha liberata. No vuoi ca là vista un pizzardoni con il cantro bianco ancapo e li guanti alli mani e si ha vicinato propia mentri moglierima si stava alzando? E no vuoi che ha detto che voleva fari la contraminzione per sodiciamento solo pubblico e azzioni contro alla publica digenza? No ti dico la facci di moglierima, ci era potuto fari co lli tira nu muezzico alla recchia ……. Sia como sia lo Guardia ha tirato fori l’abbisi e il quaterno per scrivere. E no vuoi che proprio a quel momento ha volato sobbr’annoi un palummo ca ha sganciato una patacca di mberda fra mano e quaterno del pizzardone? Moglierima rossa come un pipaluro ha detto “E quello mò no è sodiciamento?” e il Guardio ha risposto: “Signora, mica posso fare la contraminzione al piccione!” e non vuoi che…… e non vuoi che moglierima, di skatto si alza la gonna e dice “E ca questo cosè allora?!” No ti dico Franco mia la frusta ca mi sono sentito, speci che vicino stava puru Mbrogio ca eti estraneo. Ti confesso che a quel momento avrebbi voluto sparire. Sia como sia il Guardio no fece più la contraminzione a moglierima. Certo che como vedi i palummi stanno da pertutto e no solo a Orria. Bene, conchiudo caro amico mio, ca sinò aqquà la sperlunghiamo molto. Ieri abbiamo tornati a Cellie Missapica e no vuoi che quando passavamo all’appiedi per la chiazza siamo viste delle persone che camminavano con le fave in mano? Dopo sono saputo da Lillino il cocino di moglierima ca il problema sono i palummi e dove la quale tu hai scritto sobbra INTRANIENTI che con una fava si cchiappano due palummi e si risolve la quistione! Mah, io alla veramenti non sono capito niente.

Bbé statti buenu. Saluti mia e di moglierima.

Affettatamente, tuo amico Ntunucciu Ntramalonga.

E' STATO SMONTATO IL GAZEBONE IN PIAZZA LORCH

CAFFE' LETTERARIO CON L'ARCHEOLOGO RINO D'ANDRIA NEL BAR KENYA DI ORIA

NOVITA' PRESSO IL BAR KENYA SITO IN PIAZZA MANFREDI AD ORIA.

CAFFE' LETTERARIO:

Il Dr. Rino D'Andria, archeologo oritano in servizio presso l'Università di Lecce presenterà:

il libro "IL CERCHIO DI FUOCO"
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Altri dettagli potrebbe fornirli direttamente il Dr. D'Andria, lettore di questo blog nonché autore di interessanti commenti relativi all'archeologia in Oria.

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N.B.: Questo post è stato inserito la mattina del 15.5.08
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giovedì 15 maggio 2008

DA UN LETTORE: note autobiografiche

Caro Franco,
per rendere meno pesante il clima che si è creato in questo blog a causa di certi soggetti, ti invio un mio scritto autobiografico nel quale è evidenziato un marchingegno che nel passato veniva utilizzato dai contadini per estrarre l'acqua dai pozzi di falda freatica. Mi riferisco alla NORIA, in dialetto NGEGNA, che veniva azionata solitamente da un asino che legato ad un lungo palo di legno, camminava lentamente in senso antiorario, con moto cadenzato e monotono, attorno al pozzo.

Un modello in miniatura di noria, la foto è tratta da ww.gondrano.it

I miei genitori erano dei poveracci che non possedevano nulla. Lavoravano la terra in affitto o a mezzadria in contrada Squartati-Camarda. Per tirare l'acqua dal pozzo ci si serviva della NGEGNA che veniva azionata dal CIUCCIO (che non possedevamo). Avevamo una vigna a mezzadria, di proprietà di un macellaio di carne equina di Latiano, un certo Ngiccu Lu Pupu e quando all'inizio di giugno ci trasferivamo in campagna questo tizio ci dava in prestito un asino, possibilmente il più fesso e più magro. Noi lo tenevamo per tutta l'estate per farlo lavorare alla NGEGNA, in cambio lo dovevamo fare ingrassare ben bene così quando lo restituivamo all'inizio di novembre, Ngiccu Lu Pupu l'Uccieri ti Latianu lo "scannava" e lo vendeva per braciole. Il più delle volte questi cacchio di ciucci non erano abituati a girare alla NGEGNA oppure si fermavano (il più delle volte per la stanchezza e fame cronica). Io da CACANITO che ero avevo il compito di BADARE affinché il CIUCCIO non si addormentasse allu PALU. E quindi mi sedevo sul PILONE e ogni volta che il CIUCCIO passava io gridavo AH! AH! e quello accelerava. Ricordo che avevamo un cane di razza bastarda che a furia di sentire me urlare aveva imparato anche lui e, fermo vicino a me, quando passava l'asino iniziava ad abbaiare. Ero riuscito ad addestrare il cane (che si chiamava Titino) a rimanere lì e fare da guardia anche quando mi allontanavo. Io ne approfittavo per andare a caccia di lucertole oppure acchiappare farfalle. Un bel giorno il cane non tornò più dopo una scorribanda notturna con altri cani e cagne. Io rimasi senza amico cane e quello che era più grave ero obbligato a non muovermi dal punto di guardia per tutto il tempo che quella bestia di ciuccio girava alla ngegna. Mi confidai con una persona adulta, un vicino latianese, il quale era un grande pigghianculo. Lo sai che fece? Mi diede un consiglio. Disse:

"Ue vagnò lu sani cce ha dda fari? Pigghia nu tiaulicchiu, lu scuerci nu picca ti nanti e lu vungi anculu allu ciucciu."
Io ragazzino di 9-10 anni non vuoi che metto in atto il consiglio? Non ti dico le conseguenze.... LU CIUCCIU STA FUCI ANCORA. E per un pò pure io andavo di corsa per non buscare pere dal mio papà. Alla Ngegna vi furono dei danni... si ruppero delle CALETTE ed altre cose."

Saluto cordialmente tutti i lettori di questo blog..... e TE naturalmente.
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mercoledì 14 maggio 2008

PUBBLICITA' ED OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO

CHE DIRE DI QUESTA STRUTTURA IN PIAZZA LORCH? E' STATA INSTALLATA OLTRE 20 GIORNI FA ED E' ANCORA LI'. MOLTI CITTADINI SONO DEL PARERE CHE NON E' NORMALE CIO'. FRA L'ALTRO SONO STATI PRATICATI DEI FORI NEL PAVIMENTO. STESSA COSA AVVENNE ALL'INIZIO DEL MESE DI DICEMBRE 2007, IN PIAZZA LAMA IN OCCASIONE DELLA PETTOLATA, CON UNA STRUTTURA SIMILE SE NON IDENTICA.

DIRE INDICE DI INCIVILTA' E' POCO; DIRE DEGRADO AMBIENTALE E' POCHISSIMO !!!

INCREDIBILE MA VERO!!! QUESTA E' UNA DISCARICA A CIELO APERTO SITA ALL'INIZIO DI VIA P.B.MARSELLA, AD APPENA 30 METRI DI DISTANZA DALL'INGRESSO DELLA VILLA COMUNALE DI ORIA. COSA AGGIUNGERE ALTRO???