mercoledì 12 agosto 2020

PAESE CHE VAI AMMINISTRATORI CHE TROVI (ANTENNE DI TELEFONIA MOBILE)

Ieri sera nel corso del Consiglio Comunale si è discusso l'argomento "“Atto di indirizzo concernente le installazioni di impianti per telecomunicazioni. Regolamento comunale approvato con deliberazione di C.C. n. 7 del 18 marzo 2008”

Alla fine della discussione non c'è stata alcuna votazione e l'argomento è stato rinviato ad altro consiglio comunale.

Dalla discussione è emerso che i consiglieri di maggioranza erano fermamente convinti che il Consiglio Comunale non ha i poteri per deliberare un tale atto di indirizzo nei confronti della Giunta, stante un procedimento amministrativo in corso.

 Qualche Consigliere ha paventato rischi di andare incontro a ricorsi al TAR da parte della società di telefonia, nonchè a "responsabilità quantomeno amministrative, se non penali". (Il video dei lavori del Consiglio Comunale QUI).

 Nel corso della discussione è altresì emerso che per uno dei due impianti è interessato un Consigliere Comunale di maggioranza, in quanto la proprietà dell'area privata ove dovrebbe essere installata la stazione radio base fa capo ad "un suo congiunto". Non è stato fatto pubblicamente il nome di tale consigliere, che sarebbe comunque noto agli altri consiglieri, se si considera che  l'avvocato Almiento ha dichiarato: "..... che poi tutti sappiamo chi è ..... e non si può dire che la proposta di delibera è un atto di indirizzo, perchè è un atto di discriminazione politica" (sinceramente non ho capito chi sarebbe la vittima della discriminazione).

L'avvocato Tommaso Carone ha manifestato stupore per il fatto che nel progetto della compagnia telefonica, relativo al sito di Via Morgagni, è stata omessa l'indicazione nell'area circostante delle strutture sanitarie di Via Frascata, a differenza del sito di Via Mogadiscio per il quale è stata indicata la presenza nel raggio di 300 metri di strutture sanitarie e complessi scolastici.

Questo accade ad Oria, mentre nei mesi scorsi la Giunta Comunale di Gravina in Puglia ha deliberato un atto di indirizzo rivolto agli uffici comunali al fine di "INIBIRE il posizionamento dell’antenna di telefonia cellulare sul lastrico solare del fabbricato di proprietà privata, con accesso da Via Pio XII n. 6 dell’abitato comunale, in quanto logisticamente collocata in prossimità di un immobile attinto da vincolo culturale (Santuario della “Madonna delle Grazie”) oltre che di una scuola materna."

Nel Comune di Morciano di Romagna nei giorni scorsi si è costituito il comitato civico NO ANTENNA, sponsorizzato dal sindaco,  con l'obiettivo di raccogliere l'interesse pubblico manifestato da numerosi cittadini nel richiedere la rimozione di un'antenna di telefonia mobile installata in pieno centro residenziale. Il sindaco di quella città, durante un'assemblea pubblica indetta dal Comitato, ha fatto sapere che l'ente pubblico "avvierà un ricorso al TAR al quale possono aderire anche i cittadini".

La domanda nasce spontanea: nel Comune di Gravina in Puglia qualche assessore o consigliere comunale ha messo in guardia circa i rischi di ricorsi al TAR e di responsabilità amministrative e/o  penali? Ed ancora, in quel Comune non vi sono i presupposti per ipotizzare "discriminazioni politiche" in danno di Consiglieri i cui congiunti hanno sottoscritto contratti di locazione di immobili con compagnie telefoniche?

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