giovedì 23 aprile 2009

L'avv. Giovanni Pesce, di Oria, candidato al Parlamento Europeo per l'IDV, interviene sulla questione rigassificatore a Brindisi.

«IL PROBLEMA NON E’ DOVE, MA SE E’ OPPORTUNO FARLO»
«Il sindaco di Brindisi rimette sul tavolo il tema del rigassificatore ponendo l’accento sulla collocazione. Credo che il problema vero sia l’opportunità di una struttura di questo genere di cui si discute da ormai troppo tempo», a dichiararlo è l’avv. Giovanni Pesce, candidato per Italia dei Valori alle Europee nella circoscrizione del Sud Italia. «Nel corso degli anni di discussione le priorità sono cambiate e gli indirizzi di politica energetica mondiale profondamente invertiti rispetto al 2000, anno in cui si cominciano a rilasciare le autorizzazioni per gli impianti. Ormai – prosegue Pesce – il piano strategico triennale dell’Autorità per l’energia ed il gas non menziona neppure il rigassificatore di Brindisi». «La verità – conclude Pesce – è che le tendenze sono altre sul piano energetico e la vocazione del territorio pugliese e brindisino in particolare vanno in altra direzione. I benefici per il territorio in termini di posto di lavoro e di economia sarebbero troppo bassi rispetto allo stress, ambientale e di sviluppo, cui si sottoporrebbe l’area (lo stabilimento di rigassificazione presuppone l'area di attracco delle navi metaniere e lo stoccaggio del gas in serbatoi alti quanto grattacieli). Come conciliare tutto questo con il dichiarato sviluppo turistico e di qualità della zona?» (Comunicato del 21 Aprile 2009 - Coordinamento Regionale Puglia IDV).
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